Coronavirus Sars2-Cov-19, cosa può provocare l’inattività fisica

Uno studio dimostra che la mancata attività provoca la perdita di forza muscolare anche nei giovani. Cosa fare per evitare il problema

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Questo periodo di lockdown, dovuto all’emergenza coronavirus, può avere ripercussioni sul nostro benessere muscolare. Anche se pensiamo che la mancata attività muscolare sia un problema soprattutto per chi è avanti con gli anni, pure nei giovani adulti l’inattività può avere risvolti negativi molto significativi.

La conferma viene da una ricerca condotta qualche tempo fa dall’Università di Copenaghen, pubblicata su Journal of Rehabilitation Medicine.

Cosa dice lo studio

Lo studio ha preso in esame una situazione sicuramente unica e non paragonabile con la sedentarietà “obbligata” che stiamo vivendo: sono stati infatti considerati soggetti (una trentina circa, di diverse età) che, a causa del posizionamento di un tutore fisso, per due settimane non hanno potuto svolgere alcuna attività con una gamba.

Ebbene, tra i giovani  dopo un periodo così breve la perdita di forza muscolare è stata pari a circa un terzo. Negli anziani il calo è stato minore, di circa un quarto, ma occorre ricordare che proprio in questa popolazione un calo del tessuto muscolare può avere un peso molto maggiore sul benessere.

Cosa accade nelle persone più anziane

Nelle persone più avanti con gli anni, infatti, si può manifestare la sarcopenia, ovvero una perdita di massa muscolare si accompagna a una riduzione della forza e della prestazione fisica.

Il primo segno può essere un’evidente riduzione del volume dei principali gruppi muscolari delle braccia e delle gambe. Purtroppo c’è il rischio di un circolo vizioso: meno ci si muove, più si perde muscolo e più si perde muscolo, meno ci si muove.

Per questo è importante fare sempre il giusto movimento, anche a casa: dai 40 anni in poi si riscontra una diminuzione progressiva del muscolo, tanto che fino ai 70 anni si perde circa l’otto per cento della massa muscolare ogni dieci anni. Dopo i 70 anni, invece, il processo subisce un’accelerazione e si arriva al 15 per cento di perdita ogni dieci anni. A rischiare di più questa situazione è chi soffre di malattie della tiroide, di problemi cardiaci o respiratori.

Anche sul fronte nutrizionale, infine, occorre fare attenzione. Un’alimentazione povera di proteine e sbilanciata, con un apporto eccessivo di carboidrati e grassi, può rappresentare un fattore importante nell’accelerare la perdita di muscolo

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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