Il kefir allunga la vita e fa bene al microbiota. O forse no. La frenata sui presunti benefici della bevanda a base di latte fermentato è arrivata in prima battuta da Silvio Garattini, oncologo e farmacologo, che ha definito il kefir “uno stimolante o un lassativo”, ma non certo un ‘super food’ dalle proprietà anti-invecchiamento. D’accordo anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che mette in guardia anche dalla convinzione che possa giovare indiscriminatamente al microbiota: potrebbe servire agli intolleranti al lattosio, ma servono studi scientifici più approfonditi. Cosa sappiamo di certo finora.
Il kefir non è una anti-age
“Il kefir favorisce la longevità? No, può essere utile come stimolante o lassativo. Ma non c’entra niente con la longevità”. È chiaro il messaggio del professor Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. L’oncologo e farmacologo ha voluto sfatare il falso mito del kefir come bevanda anti-age, chiarendo che “non ha nulla a che fare con la longevità, che è il risultato di un processo estremamente complesso. Sono decine i fattori che vanno presi in considerazione, la longevità non si ottiene con un alimento. L’effetto di un cibo, poi, dipende da molti fattori: quanto se ne mangia, come se ne mangia, gli abbinamenti”, ha detto all’Adnkronos.
Cos’è il kefir e a cosa serve
Garattini, che tra poco più di un mese compirà 98 anni, ha voluto dunque sgombrare il campo dalla convinzione che la bevanda – a base di latte fermentato – possa essere ritenuta un rimedio anti-invecchiamento, al pari di cibi dall’azione anti-ossidante come frutta e verdura di stagione, frutta secca, semi oleosi, olio extravergine d’oliva, spezie, erbe aromatiche, ma anche legumi e alcuni tipi di pesce. È d’accordo anche Matteo Bassetti, Direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. “Negli ultimi anni sembra che sia diventato la soluzione per tutto: microbiota, intestino, infiammazione, glicemia, difese immunitarie. Ma cosa dice davvero la scienza?”, si è chiesto Bassetti in un post sui propri account social. Come spiega ancora Bassetti, “Il kefir è semplicemente un latte fermentato, ricco di batteri e lieviti. È sicuramente un alimento interessante”, ma “miracoli no”, ha sottolineato, mettendo in guardia rispetto al fatto che, come per altri fattori “alla fine probabilmente conta molto di più il quadro generale: alimentazione varia, fibre, frutta e verdura, legumi, attività fisica e stile di vita“.
Il kefir fa bene al microbiota?
Le proprietà del kefir, pubblicizzate da molte marche di produttori, puntano anche ai presunti benefici della bevanda per il microbiota. Ma anche in questo caso, Bassetti avverte: “Le prove nell’uomo suggeriscono che il kefir può modificarne in parte la composizione, ma gli studi umani sono ancora pochi e molto eterogenei”. Al kefir sono attribuiti altri effetti positivi anche per quanto riguarda il controllo della glicemia e l’insulino-resistenza. Su questo fronte, per Bassetti “c’è un segnale interessante. Una metanalisi del 2025 su 24 studi interventistici ha trovato una riduzione della glicemia a digiuno, ma bassa evidenza”, chiarisce l’infettivologo.
Quali benefici per colesterolo e peso
Infine, per quanto riguarda i possibili vantaggi nella riduzione del colesterolo e del peso “bisogna ridimensionare”, precisa ancora Bassetti, aggiungendo: sui “disturbi gastrointestinali non abbiamo prove sufficienti per dire che il kefir ‘riequilibra l’intestino’ in modo generale. Per quanto riguarda poi la digestione del lattosio, essendo fermentato, può essere meglio tollerato del latte da alcune persone. Una revisione sistematica degli studi randomizzati sul kefir ha incluso 16 studi e ha concluso che le prove erano ancora insufficienti per raccomandarlo come trattamento o prevenzione di specifiche condizioni”.
Il kefir e gli altri “superfood” anti-età
Pensare, dunque, di poter assumere dei cibi nella speranza che abbiano proprietà tali da rallentare l’invecchiamento, secondo gli esperti è errato: le evidenze scientifiche delle ricerche condotte finora, infatti, “non sono ancora abbastanza solide per chiamarlo ‘superfood’ o attribuirgli tutti i benefici che si leggono online”. Da qui la conclusione di Bassetti: “Se ti piace, lo tolleri e scegli un kefir naturale senza tonnellate di zuccheri aggiunti, può essere un ottimo alimento da inserire nella dieta. Se invece non lo bevi, non stai perdendo un elisir di lunga vita. E soprattutto: non confondiamo l’affermazione secondo cui ‘può avere un effetto sul microbiota’ con ‘fa bene sicuramente alla salute’. Il microbiota è importante. Ma la nutrizione non si riduce un singolo alimento. E c’è una cosa interessante: lo yogurt normale è probabilmente molto meno ‘glamour’, ma ha anch’esso una solida tradizione di prove sui latticini fermentati. Non darei per scontato che il kefir sia magicamente superiore. Quindi ‘kefir sì. Miracoli no’, precisa ancora Bassetti.
Attenzione agli abbinamenti giusti tra cibi e con i medicinali
A cancellare l’illusione che possano esistere ritrovati “magici” in termini di longevity, infine, torna anche Garattini, che chiarisce: “Le mandorle vanno bene, ad esempio, ma se le assumo con il prosecco introduco del cancro: il vino è cancerogeno. Molti prodotti poi antagonizzano l’assorbimento di determinati farmaci, alcuni prodotti influiscono ad esempio sul metabolismo dell’aspirina e di altre sostanze che sono importanti per evitare la coagulazione del sangue. Spesso l’eccessiva assunzione di alcuni prodotti e di determinati farmaci provoca emorragie”.