“Le persone che vivono più a lungo non fanno esercizio fisico”, le regole dell’esperto di longevità Dan Buettner

Lo specialista ha condiviso le abitudini motorie che ha osservato nelle cosiddette "Zone Blu", dove si concentra il maggior numero di centenari al mondo

Foto di Claudia D'Alessandro

Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

Pubblicato:

Chiedi a DiLei

Mentre siamo sempre più concentrati su come mantenere uno stile di vita salutare, è importante comprendere anchequali abitudini ci possano aiutare a vivere più a lungo e meglio. In molti credono che la chiave risieda nel trascorrere più tempo in palestra, ma l’esperto di longevità Dan Buettner sostiene che il vero segreto stia nel movimento quotidiano.

Dan Buettner: il segreto della longevità? Non la palestra, ma il movimento quotidiano

Per vivere più a lungo non serve necessariamente trascorrere ore in palestra. Secondo Dan Buettner, ricercatore statunitense e tra i massimi esperti di longevità, il vero segreto delle persone che superano i cento anni è un altro: muoversi in modo naturale durante tutta la giornata. È questa la conclusione a cui è arrivato dopo anni di studi sulle cosiddette “Zone Blu”, le aree del mondo dove si concentra il maggior numero di centenari in buona salute.

L’idea, che può sembrare controcorrente in un’epoca dominata da palestre, fitness tracker e allenamenti ad alta intensità, nasce dall’osservazione diretta dello stile di vita di queste popolazioni. Gli abitanti delle Zone Blu, infatti, non seguono programmi di allenamento strutturati né praticano sport con l’obiettivo di migliorare la propria forma fisica. Semplicemente, vivono in ambienti che li portano a essere attivi senza accorgersene.

In un articolo pubblicato da Runner’s World, che analizza la sua ricerca sulla longevità, viene evidenziata una delle sue principali conclusioni: “Le persone che vivono più a lungo al mondo non adottano consapevolmente una routine salutare. Semplicemente vivono la loro vita. La longevità è molto migliore se è naturale piuttosto che se viene ricercata. A lungo termine, si tratta di cambiare l’ambiente. La vera chiave è configurare il nostro ambiente in modo tale che le scelte inconsce siano migliori”.

I risultati della ricerca: la differenza è nell’ambiente

Secondo Buettner la differenza è tutta nell’ambiente. Le persone più longeve camminano per spostarsi, coltivano l’orto, si occupano del giardino, salgono le scale e svolgono attività manuali che richiedono un movimento continuo. In questo modo arrivano facilmente a compiere tra i 10.000 e i 12.000 passi al giorno, senza aver programmato una vera e propria sessione di esercizio fisico.

Tra le attività che il ricercatore considera più efficaci ci sono proprio la camminata quotidiana e il giardinaggio. Camminare ogni giorno, spiega, permette di ottenere gran parte dei benefici cardiovascolari e metabolici associati ad allenamenti molto più impegnativi. Il giardinaggio, invece, combina movimenti come piegarsi, sollevare pesi leggeri, allungarsi e trasportare oggetti, contribuendo contemporaneamente a ridurre lo stress e a favorire il contatto con alimenti freschi e naturali.

Il messaggio di Buettner non è che lo sport sia inutile. Chi ama correre, andare in bicicletta o allenarsi in palestra può continuare a farlo con benefici documentati per la salute. Il punto, però, è che il movimento non dovrebbe essere confinato a un’ora della giornata, ma diventare parte integrante dello stile di vita. È il concetto di “movimento naturale”: costruire una routine in cui il corpo sia costantemente attivo senza dover ricorrere esclusivamente all’esercizio programmato.

Le ricerche sulle Zone Blu hanno inoltre evidenziato che la longevità non dipende da un solo fattore. Oltre all’attività fisica spontanea, entrano in gioco un’alimentazione prevalentemente vegetale, forti relazioni sociali, uno scopo nella vita, una buona gestione dello stress e un ambiente favorevole a comportamenti salutari. È l’insieme di queste abitudini quotidiane, più che la ricerca della “formula magica”, a fare la differenza nel lungo periodo.