Chi ha l’asma grave può vaccinarsi per Covid-19: la parola agli esperti

Per chi soffre di asma grave il vaccino anti-Covid ha un profilo di sicurezza ottimale

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

La mancanza di fiato diventa un nemico che può portare chi soffre di asma grave, quindi non controllabile con le usuali terapie, anche in pronto soccorso. Ed è ovvio che per questi casi occorrono farmaci specifici, come gli anticorpi monoclonali.

Caso per caso lo specialista può indicare questi “proiettili” intelligenti che vanno a colpire un punto chiave lungo il percorso che porta alla malattia. Stando alle statistiche sono circa 200.000 le persone in Italia che si trovano ad affrontare questa situazione. Ma in quest’epoca di pandemia, c’è una domanda che ovviamente rimbalza: chi soffre di asma grave si deve vaccinare o no per proteggersi dal virus Sars-CoV-2?

La risposta è positiva, come segnale il primo studio italiano condotto su questi pazienti da esperti della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC). I risultati dell’indagine, pubblicati su Vaccines, verranno discussi durante il Congresso SIAAIC e mostrano che il vaccino ha un profilo di sicurezza ottimale in tutti i pazienti con asma grave: più dell’80% non ha avuto effetti collaterali dopo la somministrazione del vaccino e nel 95% dei casi si è trattato di piccoli disturbi.

In nessun caso c’è stato un aggravamento dell’asma: anche per questo gli esperti raccomandano ai pazienti di sottoporsi con fiducia e senza paura all’eventuale terza dose.

Cosa dice la ricerca

Lo studio è stato condotto su 253 pazienti con asma grave seguiti dai Centri di Riferimento per l’asma grave di Verona e Padova e immunizzati contro COVID-19 con il vaccino a mRNA .

“Sono stati esclusi dalla vaccinazione solo i pazienti con una recidiva di asma grave in atto e in cura con un’elevata dose di steroidi per via orale; tutti gli altri sono stati seguiti per registrare e valutare gli eventuali eventi avversi dopo la vaccinazione – spiega Gianenrico Senna, coautore dello studio e presidente SIAAIC – I dati sono molto rassicuranti: dopo la prima dose solo il 19% dei pazienti ha lamentato un effetto collaterale che nell’81% dei casi era molto comune e di poco conto, dopo la seconda dose appena il 17% ha avuto un evento avverso e nel 95% dei casi si è trattato di piccoli fastidi come dolore al braccio, febbre, dolori muscolari o mal di testa.

Dopo la prima dose si sono avuti alcuni disturbi poco comuni ma non gravi, come dolore diffuso o linfadenopatia, tuttavia non si è registrato alcun evento avverso raro, come reazioni allergiche gravi o asimmetrie facciali, né è mai stata raccomandata o riferita una pre-medicazione con antistaminici o paracetamolo”.

L’analisi particolareggiata dei pazienti in terapia con un anticorpo monoclonale è stata altrettanto tranquillizzante: il profilo di rischio è risultato sovrapponibile a quello di chi non prende farmaci biologici.

L’unica precauzione presa è stato osservare un intervallo di 48 ore fra la somministrazione del farmaco biologico e la dose di vaccino – specificano Andrea Vianello, professore Malattie Apparato Respiratorio all’Università di Padova e coautore dello studio insieme a Gabriella Guarnieri, Servizio Fisiopatologia Respiratoria, Azienda Ospedaliera-Universitaria di Padova – In nessun caso si è verificato un peggioramento dell’asma, che è rimasta stabile quando non addirittura lievemente migliorata; anche la qualità di vita dei pazienti è aumentata, probabilmente grazie all’atteggiamento positivo di fronte alla vaccinazione che è stata giustamente vissuta come un prezioso aiuto da soggetti più suscettibili ai danni del COVID-19.

Questi dati incoraggiano perciò tutti i pazienti con asma grave a sottoporsi con fiducia e senza paura all’eventuale terza dose di vaccino, uno strumento di salute essenziale e sicuro per tutti loro”.

Cos’è l’asma grave?

Il termine asma racchiude diverse condizioni cliniche. Per la maggior parte delle persone che ne soffrono la malattia si presenta in forma lieve o moderata, quindi può essere affrontata con terapie standard.

Con il termine “Asma grave” o “Asma severo” (Severe Asthma) si fa riferimento a una forma di asma che colpisce un gruppo piuttosto eterogeneo di pazienti, accomunati però da una pessima qualità di vita e da sintomi molto frequenti.

Oggi l’asma grave viene considerata come un tipo di asma che non risulta controllato, con il paziente continua ad avere frequenti attacchi – le cosiddette “esacerbazioni” – e spesso ricorre al pronto soccorso, nonostante la terapia effettuata dai pazienti sia quella massima prevista dalle linee guida internazionali  con un uso frequente o addirittura costante di cortisonici per bocca, iniettivi o endovena.

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