La famiglia reale norvegese sta attraversando la peggiore crisi della sua storia. Anche se si tratta di una casa reale relativamente giovane, con solo tre Re all’attivo da quando è stata istituita nel 1905, in seguito allo scioglimento dell’unione con la Svezia. Dopo due regni relativamente pacifici, quelli di Haakon VII e Olav V, Harald V sta affrontando una vera e propria tempesta. Soprattutto ora, con il processo a Marius Borg e la pubblicazione delle imbarazzanti email tra Mette-Marit e Epstein.
Mette-Marit di Norvegia, iniziato il processo contro il figlio Marius Borg
Il processo a Marius Borg Høiby, accusato di 38 reati, tra cui quattro capi d’imputazione per stupro, è iniziato martedì 3 febbraio presso il Tribunale distrettuale di Oslo, sotto l’attenta sorveglianza dei media. Sono accreditati quasi duecento organi di stampa, nazionali e non.
Il figlio della Principessa Mette-Marit è stato arrestato quattro volte, l’ultima delle quali domenica scorsa, con l’accusa di aver minacciato la sua ex fidanzata con un coltello e di aver violato un ordine restrittivo. Il ventinovenne è comparso davanti al giudice nella prima delle sette udienze previste.
L’imputato ha chiesto che né il suo arrivo né la sua comparizione fossero fotografati, pratica comune in altri sistemi giudiziari per tutelare la privacy.
Durante la prima sessione, Borg ha ammesso la colpevolezza per alcune accuse minori, come infrazioni al codice della strada, ma ha negato i reati più gravi, comprese le accuse di stupro. La difesa ha sottolineato che Høiby non contesta la veridicità dei fatti contestati ma ritiene che i rapporti sessuali fossero consensuali e che l’onere della prova spetti agli accusatori.
Il pubblico ministero Sturla Henriksbø ha illustrato i dettagli delle indagini, ricordando la scoperta di video sui dispositivi dell’imputato che mostravano donne addormentate o incapaci di resistere. Alcune delle presunte vittime hanno richiesto che la loro identità e le loro immagini non fossero divulgate. Una di loro, nota come “la donna Skaugum”, ha iniziato a raccontare in aula la notte in cui sarebbe stata aggredita. La sua testimonianza proseguirà nelle prossime udienze.

Gli avvocati difensori hanno criticato la copertura mediatica del caso, definendola intensa e potenzialmente dannosa per il loro cliente. “Marius ha attraversato un periodo molto difficile, con continui interrogatori e accuse gravi”, ha dichiarato l’avvocato Andenæs. La difesa ha ribadito che l’imputato non accusa i querelanti di mentire e ha sottolineato il principio di presunzione di innocenza fino a prova contraria.
Il processo, che si svolge sotto l’attenzione dei media internazionali, mette nuovamente sotto i riflettori la famiglia reale norvegese e apre interrogativi sul futuro della monarchia. Nonostante la delicatezza del caso, il pubblico ministero ha confermato che Borg sarà trattato come qualsiasi altro cittadino di fronte alla legge.
Mette-Marit non ha partecipato all’udienza. Non c’era nessuno della royal family, come anticipato da Haakon.
Un recente sondaggio norvegese rileva che il 44% dei cittadini ritiene che la 52enne non dovrebbe più diventare Regina, mentre il 32,5% sostiene che possa salire al trono quando arriverà il momento.
Epstein files, lo scandalo travolge la Principessa Mette-Marit
La popolarità di Mette-Marit è crollata dopo che sono venuti alla luce i suoi legami con Jeffrey Epstein. La Principessa e il finanziere americano avevano contatti regolari, come trapelato da alcune email.
La moglie dell’erede al trono si è scusata pubblicamente, definendo il suo rapporto con il magnate come “vergognoso” e riaffermando il suo impegno nei confronti delle responsabilità che derivano dagli enti e le organizzazioni benefiche di cui è patrona. Ma ovviamente non basta.
Aftonbladet, uno dei principali quotidiani norvegesi, si interroga sulla possibilità che Mette-Marit possa un giorno diventare regina, alla luce di email inviate tra il 2011 e il 2013 a Jeffrey Epstein, già condannato nel 2008 per favoreggiamento della prostituzione minorile.

Il giornalista Kjetil B. Alstadheim titola: “Sciamano e processo? Questo è peggio”, sottolineando come queste comunicazioni abbiano arrecato un danno maggiore alla Corona rispetto ad altri scandali reali, come ad esempio il matrimonio della Principessa Märtha Louise con lo sciamano Durek Verrett.
Le email confermano che Mette-Marit era a conoscenza delle condanne di Epstein, come indicato in un messaggio del 2011: “Ti ho cercato su Google. Non mi sembra una buona idea”. Nonostante questo, avrebbe trascorso una vacanza a St. Barth con Epstein, dove si presume che l’uomo abbia incontrato anche i figli della coppia reale, scambiandosi con Mette-Marit conversazioni dall’evidente tono civettuolo.
Più royal expert sostengono che le opzioni principali per proteggere l’istituzione, fino a poco tempo fa molto amata dai sudditi, siano solo due: un allontanamento dai ruoli ufficiali o un divorzio.
La decisione finale spetta all’erede al trono, il Principe Haakon, che si trova oggi in una posizione delicata: Mette-Marit è malata e sotto pressione mediatica, i suoi genitori sono anziani, e il figliastro Marius Borg è coinvolto in un procedimento giudiziario destinato a concludersi con una probabile condanna.