La posizione pubblica della Principessa Mette-Marit di Norvegia attraversa una fase particolarmente delicata. Le spiegazioni fornite sul suo passato rapporto con Jeffrey Epstein non sono state sufficienti a contenere le ripercussioni mediatiche e istituzionali.
“Si è approfittato della mia ingenuità, mi sentivo insicura”, ha dichiarato in una recente intervista televisiva, cercando di chiarire la natura di un legame che continua a sollevare interrogativi.
La moglie dell’erede al trono Haakon ha ammesso di non aver approfondito adeguatamente il passato dell’imprenditore statunitense, condannato per reati sessuali, assumendosi la responsabilità di quella scelta. “Per me è estremamente importante riconoscere di non aver indagato abbastanza”, ha spiegato durante l’intervista all’emittente pubblica NRK.
Secondo quanto riferito, il contatto con Epstein sarebbe avvenuto attraverso conoscenze comuni attive nel settore della salute globale e delle organizzazioni internazionali. Un contesto che, nelle parole della stessa Mette-Marit, aveva contribuito a generare un clima di fiducia. Il legame d’amicizia, come confermato anche da documenti successivamente resi pubblici, si sarebbe sviluppato tra il 2011 e il 2014.
Mette-Marit di Norvegia ed Epstein, le gravi conseguenze per la Principessa
Le conseguenze per Mette-Marit non si sono limitate al piano mediatico. Diverse organizzazioni hanno progressivamente interrotto la collaborazione con la Principessa norvegese, segnando un cambiamento significativo rispetto al passato, quando la 52enne ricopriva il ruolo di madrina per numerose iniziative sociali e culturali.
Tra le realtà che hanno deciso di prendere le distanze figurano Sex and Society, l’Associazione delle biblioteche norvegesi e il Consiglio norvegese per la salute mentale. A queste si è recentemente aggiunta Fokus, il Forum per le donne e lo sviluppo, organizzazione che riunisce decine di enti e opera in diversi Paesi tra Africa e America Latina per la promozione dei diritti femminili.
La decisione di Fokus è stata motivata come una scelta di rispetto nei confronti delle persone coinvolte, in un contesto che resta particolarmente sensibile. Se alcune organizzazioni hanno espresso comprensione per le dichiarazioni della Principessa, altre hanno ritenuto necessario riconsiderare i rapporti istituzionali.
Il progressivo allontanamento da questi enti contribuisce a delineare una fase di difficoltà per l’immagine pubblica di Mette-Marit, da anni impegnata in attività legate al sociale e alla cooperazione internazionale.
Salute e vita privata, un periodo complesso per Mette-Marit di Norvegia
A rendere il quadro ancora più delicato si aggiungono le condizioni di salute. Da tempo Mette-Marit convive con una fibrosi polmonare cronica, una patologia che ha inciso sulla sua attività pubblica e che, secondo quanto emerso, avrebbe registrato un peggioramento negli ultimi mesi.
“La mia salute è ulteriormente peggiorata”, ha fatto sapere, confermando le difficoltà di un periodo già segnato dalle polemiche. Qualche mese fa si è vociferato anche della possibilità di un trapianto di polmone, scenario per il quale sarebbero in corso valutazioni preliminari.
Recenti immagini diffuse dai media norvegesi hanno mostrato la Principessa mentre passeggia nei pressi della residenza di Skaugum con un supporto respiratorio, suscitando attenzione nell’opinione pubblica.
In questo contesto si inseriscono pure vicende familiari, tra cui il procedimento giudiziario che coinvolge il figlio maggiore, Marius Borg Høiby, attualmente in carcere ed in attesa di sentenza.
Tra pressioni mediatiche, difficoltà personali e impegni istituzionali ridotti, Mette-Marit si trova dunque ad affrontare una fase complessa, in cui la dimensione pubblica e quella privata risultano inevitabilmente intrecciate.