Mette-Marit di Norvegia, aggredito in casa il figlio Marius Borg

Paura per Marius Borg Høiby, figlio della Regina Mette-Marit: uno sconosciuto ha fatto irruzione nella sua casa a Skaugum e lo ha aggredito

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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Attimi di paura nella tenuta reale di Skaugum, in Norvegia. Marius Borg Høiby, figlio della Regina Mette-Marit, è stato aggredito da uno sconosciuto all’interno della propria abitazione. L’episodio ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno arrestato una persona nei pressi della residenza. Secondo quanto riportato dai media norvegesi, l’uomo ha fatto irruzione nella casa del 29enne dopo aver preso ripetutamente a calci la porta.

Marius Borg Høiby aggredito nella sua casa a Skaugum

Secondo la ricostruzione pubblicata dal settimanale norvegese Se og Hør, Marius Borg Høiby si trovava nella propria abitazione a Skaugum quando uno sconosciuto ha iniziato a bussare violentemente alla porta, arrivando persino a prenderla a calci.

L’incidente si è verificato intorno alla mezzanotte di venerdì 6 novembre. In quel momento, il figlio di Mette-Marit stava ascoltando musica e dipingendo.

Insospettito dai rumori, il giovane ha aperto la porta. A quel punto l’uomo lo ha spinto all’interno dell’abitazione, aggredendolo fisicamente.

Marius è riuscito a reagire e ad allontanare l’intruso, costringendolo a uscire dalla casa. Subito dopo ha contattato la polizia, intervenuta nel giro di pochi minuti. L’aggressore è stato arrestato. Ma non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulla sua identità né sulle possibili motivazioni dell’aggressione.

Resta inoltre da chiarire come lo sconosciuto sia riuscito ad accedere alla tenuta di Skaugum, residenza della famiglia reale.

Mette-Marit e Haakon presenti nella tenuta

A rendere ancora più delicata la vicenda è la presenza dei sovrani Mette-Marit e Haakon all’interno della tenuta quando si è consumata l’aggressione. Anche se va precisato che i due vivono in un edificio separato, situato a diverse centinaia di metri dalla residenza privata di Marius. Non è quindi chiaro se abbiano assistito all’accaduto o se siano stati informati soltanto successivamente.

A commentare l’episodio è stato l’avvocato di Marius, Alexander Greaker, che ha descritto quanto successo come una situazione “ovviamente molto grave ed estremamente spiacevole”. Il legale ha sottolineato soprattutto il senso di insicurezza che un’aggressione del genere può provocare, specialmente quando avviene all’interno della propria abitazione.

“È un luogo in cui ci si dovrebbe sentire al sicuro, e nella situazione attuale di Marius, è facile capire che abbia trovato questo episodio molto spiacevole e minaccioso”, ha dichiarato. L’avvocato ha inoltre riferito che il figlio di Mette-Marit è grato alle forze dell’ordine per il tempestivo intervento.

Per ora non sono state diffuse informazioni ufficiali sulle eventuali conseguenze fisiche dell’aggressione. Le autorità stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’episodio e di chiarire le ragioni che hanno spinto lo sconosciuto a raggiungere l’abitazione del giovane.

La complessa vicenda giudiziaria di Marius Borg Høiby

L’episodio arriva in un periodo particolarmente complesso per Marius Borg Høiby, già al centro dell’attenzione mediatica norvegese per le vicende giudiziarie che lo coinvolgono.

Proprio nei giorni precedenti all’aggressione è emersa la notizia della sua intenzione di rivolgersi alla Corte Suprema per contestare le misure restrittive disposte nei suoi confronti.

Lo scorso 2 novembre è stata emessa una decisione preliminare favorevole alla sua scarcerazione, successivamente impugnata dall’accusa. Il provvedimento è stato quindi annullato, lasciando in vigore le restrizioni a suo carico.

Tra le misure indicate figurano l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico e la necessità di sottoporsi a controlli frequenti per verificare l’eventuale consumo di alcol e sostanze stupefacenti.

A complicare ulteriormente la sua posizione, poi, un recente test dell’etilometro risultato positivo. A detta di Marius l’esito è riconducibile all’utilizzo di collutorio e al consumo di succo di mela fermentato. Ma tale spiegazione non ha convinto i giudici.