Cresce la preoccupazione attorno a Mette-Marit di Norvegia. La Principessa ereditaria, a cui nel 2018 è stata diagnosticata una fibrosi polmonare cronica, sta affrontando una fase delicata della sua malattia, che negli ultimi mesi ha mostrato un peggioramento significativo. Con discrezione e trasparenza, la Casa Reale norvegese ha scelto di aggiornare l’opinione pubblica su una situazione che, oggi più che mai, richiede attenzione e cura.
Un trapianto di polmone per Mette-Marit di Norvegia
Lo scorso settembre la Corte aveva annunciato la sospensione degli impegni ufficiali di Mette-Marit a partire da ottobre, per permetterle di sottoporsi a un ciclo di riabilitazione polmonare. Ora, però, i risultati dei test effettuati in autunno parlano di un “chiaro sviluppo negativo” delle sue condizioni di salute.
Con una dichiarazione ufficiale pubblicata sul sito della Casa Reale è stato confermato che il percorso terapeutico sta entrando in una nuova fase: “Ci stiamo avvicinando al momento di eseguire un trapianto di polmone e stiamo prendendo i preparativi necessari per renderlo possibile quando arriverà quel momento”.
A chiarire ulteriormente la situazione è stato Arne Martin Holm, primario del Dipartimento di pneumologia del Rikshospitalet, che ha spiegato come la Principessa non sia ancora stata inserita nella lista d’attesa per il trapianto, una decisione che verrà presa nel prossimo futuro.
Nel frattempo, i sintomi incidono sempre più sulla sua quotidianità: Mette-Marit di Norvegia necessita di maggiore riposo e le sue condizioni fisiche stanno cambiando più rapidamente rispetto al passato.
A raccontare il lato più intimo di questo percorso è stata la stessa 52enne, che ha concesso un’intervista alla NRK, l’emittente pubblica norvegese, dalla residenza di Skaugum. Accanto a lei, il marito Haakon, presenza costante e sostegno fondamentale.
Mette-Marit ha parlato apertamente delle cure affrontate in ottobre e del difficile processo emotivo che l’ha portata ad accettare l’idea di un possibile trapianto: “È stato un lungo percorso mentale arrivare a questo punto”, ha confidato.
Per anni ha sperato che i farmaci potessero tenere sotto controllo la malattia. “Ho sempre creduto che potessimo gestirla così – ha rivelato – ma i progressi sono stati lenti, e ora il peggioramento è arrivato più velocemente di quanto io e i medici ci aspettassimo”. Un cambiamento che spaventa, come confessato dalla stessa Principessa con grande schiettezza: “Solo pensare che questo possa essere il prossimo passo è molto impegnativo”.
Eppure, nonostante tutto, chi le è vicino sottolinea la sua calma. Una calma che non è negazione, ma consapevolezza. Mette-Marit sta affrontando questa fase con la dignità che l’ha sempre contraddistinta, trasformando la fragilità in un atto di coraggio condiviso. Una Principessa moderna, che sceglie la verità e l’umanità, anche quando il futuro chiede di essere affrontato un respiro alla volta.
In Norvegia, tutti i trapianti di polmone vengono eseguiti presso il Rijshospitalet, con circa 30 trapianti all’anno. Dopo un trapianto riuscito, il paziente recupera la normale funzionalità polmonare e può condurre una vita normale. Tuttavia, possono verificarsi gravi complicazioni durante e dopo l’operazione.
Ciò si traduce in un tasso di sopravvivenza a un anno dell’85-90% e a cinque anni del 70-75%. Le malattie più comuni per cui è possibile il trapianto sono BPCO, fibrosi polmonare, fibrosi cistica e sarcoidosi.
Un anno complicato per Mette-Marit di Norvegia
Questa notizia arriva a pochi giorni dalla fine del 2025, un anno tremendamente difficile per la famiglia reale norvegese. Il prossimo febbraio inizierà il processo contro Marius Borg, il figlio che Mette-Marit ha avuto da una precedente relazione.
Il ragazzo è accusato di oltre trenta crimini, tra cui diversi stupri, e rischia fino a dieci anni di carcere. Una vicenda che ha messo in cattiva luce anche sua madre, accusata da alcuni giornalisti di aver aiutato Marius a insabbiare alcune prove.
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