Sono diffidente, ma vorrei non fosse così

Forse un giorno qualcosa cambierà, io cambierò. Forse arriverà qualcuno che riuscirà ad abbattere questi grandi e spessi muri

Non mi fido delle persone, non lo faccio mai. E questa è una di quelle abitudini così intrinsecamente radicata dentro di me che non ricordo nemmeno quando o perché ho iniziato a farlo, a non fidarmi, a non affidarmi agli altri. Forse sono stati i continui tradimenti e quelle grandi e gigantesche delusioni che porto dentro come un fardello troppo pesante da sopportare.

La verità è che un giorno, tanto tempo fa, mi sono convinta che non importava cosa io facessi o quanto mi comportassi bene. Alla fine, chiunque mi avrebbe tradita e delusa. Perché è il mondo va così, perché le persone prima o poi lo fanno, inevitabilmente.

Fanno qualcosa di stupido, altre volte rasentano la crudeltà, ma questo ti manda in frantumi. Io sono stata fatta a pezzi. Forse è per questo che alzo i muri e mantengo le distanze, sicuramente è per questo che ho sviluppato questa malsana ossessione di proteggermi a tutti i costi.

Vorrei non fosse così, ma lo è. Potrei nasconderlo, certo, se non fosse che ogni giorno qualcuno mi rinfaccia il fatto di non fidarmi. Io non nego, hanno ragione. Ma ho ragione anche io, o no? Si sentono a disagio, dicono. Sono terrorizzata, vorrei rispondere, ma non lo faccio e allora mollo la presa.

E resto sola, ma non soffro più di tanto, o forse sì. Mi convinco che va bene così, perché essere sfuggente, rigida e fredda non mi piace, non mi appartiene, ma è l’unico modo che ho per proteggermi dall’ennesima sofferenza.

Mi piace essere diffidente? No. Vivo costantemente nella paura e nella consapevolezza di essere ferita, di nuovo. Voglio essere così? No, ma è l’unico modo che ho per proteggermi. E lo so che non sono l’unica a sopportare il peso delle delusioni e dell’abbandono e vorrei davvero essere come tutti quelli che non ristagnano nel passato, nelle esperienze dolorose e nel pessimismo.

Vorrei voltare pagina e smettere di trovarmi in questo stato perenne di ipervigilanza, ma ogni volta che provo a lasciarmi andare vedo nella persona di turno una nuova minaccia. E non mi fido, di nuovo. E più ho paura di soffrire, più soffro, perché quando allontano le persone, nessuno ha il coraggio di restare, ma è proprio questa solitudine che rafforza l’ennesimo desiderio di proteggermi e di isolarmi, ancora.

Forse un giorno qualcosa cambierà, forse io cambierò. Magari troverò quella persona che con pazienza e gentilezza riuscirà ad abbattere questi muri, che non scapperà davanti alla mia freddezza, che non mi incolperà per la mancanza di fiducia ma che anzi, proverà a comprendermi e si fiderà di me. E se quel giorno arriverà, lo giuro, permetterò a quella persona di entrare nella mia fortezza. E per capire se posso fidarmi, proverò a dargli fiducia.

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Sono diffidente, ma vorrei non fosse così