Hanno agito di notte i ladri che a Ferragosto hanno fatto irruzione nel museo regionale di Messina, rubando alcune delle opere più famose del maestro del Quattrocento italiano Antonello Da Messina. Un furto inaspettato e che colpisce gravemente la storia dell’arte: nella notte del 15 agosto è andato perso un pezzo importantissimo del patrimonio culturale della penisola e della sua storia.
Osservando meglio la situazione, non è sfuggito agli addetti ai lavori che il momento non è stato casuale. In questo periodo storico infatti le quotazioni del pittore, di cui solo una quarantina di opere si conoscono e sono arrivate fino a noi hanno raggiunto un massimo storico, mai visto prima.
Quali sono le opere rubate
Bellissimi esempi del Quattrocento italiano, con un portato storico oltre che artistico che ha contribuito grandemente alla nostra conoscenza del periodo, della tecnica di pittura, del suo contesto. I ladri hanno rubato tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte che rappresenta la Madonna con bambino su un lato e il Cristo in pietà sull’altro.

Tre tavole su cinque del Polittico di San Gregorio sono state trafugate, privando il museo e la cittadinanza di un’opera giovanile del pittore. Si tratta di un’opera a tempera firmata e datata 1473. Questa, considerata centrale nel suo percorso artistico, aveva superato indenne il terremoto di Messina del 1908 che distrusse il monastero in cui era costudita. Era stata realizzata per il monastero annesso alla chiesa di Santa Maria extra moenia ed era originariamente composta da sei tavole. La struttura in legno che l’accoglieva è andata perduta.
La piccola tavola preziosa con il Cristo in Pietà e la Madonna con il bambino
Per quanto riguarda invece la piccola e preziosa tavola, dipinta tra il 1465 e il 1470 come tavola devozionale raffigura Cristo in Pietà e la Madonna con il Bambino benedicente e francescano in adorazione.

Il volto di Cristo è dipinto all’interno di una struttura marmorea, che da’ l’illusione di profondità. Anche l’opera più celebre di Antonello Da Messina, l’Annunciata, si trova in Sicilia, in particolare nella Galleria regionale di Palazzo Abbatellis, a Palermo, dove si trovano anche i tre pannelli dei Dottori della Chiesa (San Girolamo, Sant’Agostino e San Gregorio Magno). Siracusa conserva invece una splendida Annunciazione (in stato precario di conservazione), nella Galleria di Palazzo Bellomo mentre a Cefalù si conserva, al Museo Mandralisca, il Ritratto di ignoto marinaio che ispirò il romanzo di Vincenzo Consolo Il sorriso dell’ignoto marinaio.
Non è la prima volta che in Italia viene rubata un’opera di Antonello. Un suo Ecce Homo fu trafugato a Novara, dal museo del Broletto, nel 1974 e non è mai stato ritrovato.