La commovente poesia del bimbo autistico, che spiega come si sente a scuola

Raccontare l'autismo in prima persona lanciando un messaggio più che positivo

Oggi 2 aprile è la giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, una data speciale riconosciuta a livello internazionale per incoraggiare gli Stati membri delle Nazioni Unite a prendere misure per sensibilizzare le persone riguardo all’autismo in tutto il mondo.
L’autismo è un disturbo del neurosviluppo che coinvolge numerosi aspetti dello sviluppo emotivo, sociale e intellettivo di chi ne è affetto. Essere autistici non è facile e ancora oggi i disturbi dello spettro autistico sono difficili da analizzare e, a tratti, misteriosi. Sono infatti sconosciute le cause di questa manifestazione e non si sa ancora se nascono “con noi” o si acquisiscono col tempo.

Insomma, l’autismo è ancora un tabù ma c’è un ragazzo di 10 anni americano che, con una poesia, ha commosso il mondo raccontando in rime il suo disagio a scuola.

Benjamin Giroux di Plattsbugh, New York, ha semplicemente eseguito il compito dato dalla maestra: scrivere un poema su sè stesso per il mese nazionale della poesia.

Benjamin ha la sindrome di Asperger e la sua poesia ha scatenato qualcosa di magico: da un semplice insieme di parole messe nero su bianco ne è nato un vero messaggio virale dedicato a tutti i bambini autistici del mondo.
La poesia parla di quanto lui si senta strano e di come questo sia difficile da accettare nella sua scuola.

Poesia di Benjamin

“I am odd, I am new
I wonder if you are too”

Sono strano, sono nuovo: mi chiedo se lo sei anche tu.

Ecco come inizia la poesia di Benjamin, con una domanda che nasconde un grido di aiuto e, al tempo stesso, una speranza. Mi sento diverso da tutti gli altri ma forse anche gli altri si sentono, qualche volta, così.

Parla di sè stesso come un naufrago, un ragazzo nello spazio, uno studente sempre fuori luogo. I suoi genitori alla prima lettura si sono commossi e dispiaciuti per le sensazioni che Benjamin aveva esternato con carta e penna. Ma solo rileggendo hanno capito il vero messaggio che si celava dietro a questa poesia: la stranezza che sente Benjamin è in realtà una sensazione che proviamo tutti noi quando ci sentiamo diversi dagli altri o in difficoltà.

Quello che trasmette Benjamin è un grande suggerimento di accettazione di sè: siamo tutti strani e diversi a modo nostro ma non per questo cattivi o sbagliati.

Il padre di Benjamin commosso dalla saggezza del figlio ha postato su Facebook il poema che è stato immediatamente condiviso dalla National Autism Association sulla loro pagina ufficiale diventando virale tanto da ispirare racconti, canzoni e addirittura tatuaggi!

Grazie Benjamin per il tuo messaggio, servirà sì per sensibilizzare le persone all’autismo ma soprattutto racconterà di come noi esseri umani siamo diversi, a volte buffi, a volte strani ma pur sempre meravigliosi.

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