Vita in standby, stiamo vivendo o aspettiamo il “momento giusto”?

Aspettiamo sempre il momento giusto per fare qualcosa, ma non ci accorgiamo che, nel frattempo, il tempo scorre

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Alessia Agosta Del Forte

Lifestyle Editor

Racconta da dentro la Gen Z, cercando di far emergere la voce, i linguaggi e le sensibilità di una generazione che non ha paura di ridefinire le regole.

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Molte di noi oggi sentono di vivere in standby, aspettando il momento giusto per cambiare lavoro, viaggiare o iniziare qualcosa di nuovo. Siamo perennemente indecise tra l’attesa e l’adattamento a un mondo instabile, che non segue logiche o tempi prestabiliti.
Nel mentre, però, perdiamo istanti importanti e proviamo sempre la sensazione di non fare mai abbastanza. Perché viviamo in standby?

Il mito del momento giusto

“Quando mi sarò laureata viaggerò”, “Appena trovo un nuovo lavoro mi iscrivo in palestra”, “Aspetto di avere la pancia piatta per mettere il bikini giallo che mi piace tanto”. Non ce ne accorgiamo, ma viviamo costantemente in attesa di…qualcosa. Ogni evento sembra rimandabile: a domani, a una versione migliore di noi, al momento giusto.

Quasi come se la vita iniziasse solo dopo che l’abbiamo deciso noi. Ci priviamo di importanti traguardi e, benché sembri solo tanta pigrizia, c’è ben altro.
È una forma di autoprotezione verso un futuro incerto e un mondo che non offre la stabilità per fare un salto nel vuoto. Inoltre, molte di noi potrebbero aver paura del fallimento mentre si confrontano con le vite social di altre coetanee che stanno vivendo come vorremmo noi.
Attendiamo un futuro in cui la nostra vita è meno stressante, ma la verità è che più cresciamo, più il tempo sarà poco. Ciò non significa prendere decisioni importanti con leggerezza, ma rimandare l’iscrizione in palestra, un corso di studi che ci attira da sempre o l’indipendenza, non ci farà trovare il momento giusto.
Siamo diventate spettatrici della nostra vita, dimenticandoci che dobbiamo essere il main character.

Perché ci sentiamo bloccate e rimandiamo tutto

Se anche a te è capitato di aspettare il momento giusto, e nel frattempo di sentirti bloccata, non ti preoccupare: una ricerca condotta da Gallup, azienda di analisi dei dati con sede a Washington, ha mostrato come il 15% della nostra generazione tenda a rimandare importanti decisioni di vita. Non sei la sola a vivere una sensazione di stallo.

Viviamo in tensione perché abbiamo mille desideri, ma ci sembra di non riuscire a stare dietro a niente. Le passioni vengono accantonate, così come la nostra indipendenza o la ricerca di lavoro.
Immagina: sei incastrata in un lavoro che non ti soddisfa post laurea, sei alla disperata ricerca di altro e tra un colloquio e un altro, non hai il tempo o le forze per uscire o andare in palestra. “Appena trovo il nuovo lavoro giuro che riprendo ad andare”. E così si accantona uno svago e ciò che ci faceva stare bene.

Beh, per le decisioni di vita più importanti come la convivenza o andare a vivere da sole, i motivi che ci spingono a rimandare sono molteplici. Il mercato del lavoro è instabile e anche il costo della vita non aiuta. E tutto slitta, di nuovo.
È normale che ci sentiamo spaventate, che prima di scegliere ci pensiamo mille volte e abbiamo paura del cambiamento. La paura che sentiamo e che ci spinge ad aspettare il momento giusto è giustificata da una realtà che ci rema contro.

La paura di iniziare ci fa tenere la vita in standby

La vita adulta che stiamo vivendo non ci dà prospettive rosee. Spesso, però, ciò che ci blocca è una sensazione che proviamo.
La paura di iniziare, o FOSO (Fear Of Starting Over), è un blocco che avvertiamo quando dobbiamo iniziare qualcosa di nuovo. Che si tratti di mandare un curriculum, interrompere una relazione o iscriversi in palestra, proviamo l’irrefrenabile voglia di bloccarci e restare dove siamo, nella comfort zone che già conosciamo.
È una paura che può nascere per vari fattori: dalla scarsa fiducia in noi stesse, vecchi inciampi che non abbiamo ancora accettato o dalla paura di deludere le aspettative.

Ciò che ci blocca è il giudizio e la paura del fallimento: talvolta partiamo convinte di non riuscire nell’impresa, di perdere solo tempo perché ormai è troppo tardi. Ogni cambiamento porta con sé incertezza e l’ignoto spaventa sempre molto: ciò che abbiamo conosciuto fino ad ora cambierà forma. Noi riusciremo ad adattarci?
La risposta molto spesso è “Dipende”. Il momento giusto non esiste. Non c’è un frammento di tempo prestabilito in cui ci saranno le condizioni ottimali per prendere una decisione. È un momento che nasce dalle nostre scelte, e solo quando ci sentiamo pronte davvero ad affrontare l’incertezza.
Ci vuole tanta forza mentale nell’allenare il proprio adattamento ai cambiamenti e a vivere l’incertezza come un possibile risvolto positivo. Accettare le proprie vulnerabilità è il primo passo per capire in che direzione muoversi.
Muovendoti, ti stai già avvicinando al tuo momento giusto.

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La paura del fallimento può bloccarci, ma il momento di agire arriva sempre

Il momento giusto visto sui social

Il confronto sui social è sempre qualcosa che ci frena. Scorriamo le storie e restiamo ad osservare le persone che vivono ciò che vorremmo vivere noi.
Ci sentiamo indietro, non abbastanza capaci perché loro ce l’hanno fatta, mentre noi no. In quei momenti è difficile ricordarsi che i social non sono la realtà, che le persone tengono molto di più a mostrare i propri traguardi e mai gli ostacoli affrontati.
Chissà quante volte anche loro hanno aspettato il momento giusto e lasciato la loro vita in standby. Noi vediamo il prodotto finito, non il processo. Vediamo vite di successo e ci paralizziamo, perché oscilliamo tra la spinta ad agire e il voler attendere il momento giusto.

Il punto è che dovremmo agire perché vogliamo noi, non spinti dal sentirsi una nullità perché restiamo ad osservare le vite degli altri. Dovremmo ricordarci che è la nostra vita, perciò decidiamo noi se e quando prendere una decisione.

E se il momento giusto fosse ora?

C’è un tempo per ogni cosa, e non lo decidono gli altri ma noi. Il momento giusto si crea come diretta conseguenza delle nostre decisioni. Non è per mettere ancora più pressione, poiché ogni decisione la prendiamo cercando di fare del nostro meglio (e se qualcosa dovesse andare storto, troveremo il modo di rimediare), e la vita cambia continuamente forma, come noi.

A volte fare un salto nel vuoto può mostrarci un nuovo mondo: possiamo scoprire parti di noi che prima non vedevamo o imparare un’ottima lezione, perché se non si sbaglia non si sa che strade evitare.
La svolta è vivere ora. Abbiamo capito che la Hustle Culture non è l’unico modo possibile di vivere e ci stiamo adattando a uno stile di vita più slow, in cui la carriera non occupa tutto il tempo. Dobbiamo solo accettare che non siamo sbagliati se non viviamo sulla scrivania come le vecchie generazioni.
Invece che vedere la montagna che ci spaventa, iniziamo con dei piccoli passi: oggi mandiamo una mail, domani ci iscriviamo in palestra, facciamo la camminata che rimandiamo da tanto.
La motivazione vien cominciando, e probabilmente senza accorgercene, ci ritroviamo nel bel mezzo del nostro momento giusto.