L’immensa distrazione, di cosa parla il libro di Marcello Fois che ha vinto il Premio Campiello

Il romanzo intreccia memoria familiare, storia e identità attraverso la vicenda di una famiglia sarda

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Redazione

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Marcello Fois ha vinto il Premio Campiello con L’immensa distrazione, un romanzo pubblicato da Einaudi Editore che guarda alla storia di una famiglia per raccontare anche quella di un’isola e di un Paese attraversati da profondi cambiamenti. Al centro della vicenda raccontata dall’autore ci sono i legami familiari, le eredità del passato e le conseguenze che gli avvenimenti della vita di ognuno possono avere sulle generazioni successive. Un romanzo in cui la dimensione privata si intreccia con quella storica, senza separare mai le persone dal contesto nel quale vivono.

La storia de L’immensa distrazione

La storia L’immensa distrazione è quella di una famiglia Manfredini nel corso di più generazioni. Il protagonista è Ettore, ultranovantenne appena morto, che in un istante lungo trecento pagine ripercorre la propria storia e quella delle persone che gli sono state accanto. In questo lungo attimo guarda al passato con una consapevolezza diversa ai rapporti costruiti nel corso degli anni, vedendo tutti come sono stati davvero. La famiglia diventa così il luogo nel quale si concentrano affetti, alleanze, silenzi e conflitti, mentre le vicende private procedono insieme alle trasformazioni della società italiana.

La storia si sviluppa soprattutto in Emilia, in un territorio fatto di campagna, allevamenti e industrie. Fois racconta il passaggio da un mondo legato alle tradizioni contadine a una realtà sempre più industrializzata costruendo la storia attraverso memorie, rapporti e conflitti che si trasmettono nel tempo, mentre intorno ai personaggi cambia anche la società. La vicenda familiare permette così di attraversare un periodo ampio della storia italiana, mettendo in relazione la dimensione domestica con trasformazioni più grandi. Le esperienze dei singoli diventano parte di una memoria collettiva e mostrano come le scelte, le rinunce e i silenzi possano lasciare tracce anche molto tempo dopo essere avvenuti.

Ma cos’è questa immensa distrazione a cui fa riferimento il titolo? Nient’altro che la vita, cioè tutto ciò che accade e che distrae dalla morte.

Marcello Fois e il rapporto con la memoria

Uno dei nuclei più importanti del romanzo è proprio il concetto di memoria, sia quella personale dei protagonisti che quella della comunità alla quale appartengono. Il passato non è mai presentato come concluso, perché continua a influenzare il presente attraverso i rapporti tra i membri della famiglia e il modo in cui ciascuno interpreta ciò che è accaduto.

Del resto Marcello Fois ha spesso rivolto lo sguardo alla società e alle sue trasformazioni, intrecciando nelle sue opere le vicende dei singoli con i cambiamenti storici e culturali che hanno segnato il Paese. Anche la storia familiare di Ettore è infatti solo uno strumento attraverso cui affrontare temi più ampi, come l’identità, il senso di appartenenza e il peso delle vicende storiche sulle vite private.

Perché L’immensa distrazione ha vinto il Premio Campiello

Con questo romanzo Marcello Fois è tornato a confrontarsi con temi che attraversano la sua narrativa, mettendo al centro personaggi e relazioni e mostrando come il passato continui a incidere sul presente. Il risultato è un romanzo familiare e storico nel quale la memoria diventa il filo che collega generazioni diverse. Con 83 voti, L’immensa distrazione si è aggiudicato il Premio Campiello 2026 superando di appena tre preferenze Lo sbilico di Alcide Pierantozzi, arrivato secondo.