Chi è Giorgia Meloni, la prima donna che guiderà l’Italia

Lei è Giorgia Meloni, è la leader del partito di destra Fratelli d'Italia. È una donna, è una madre ed è cristiana, e sarà lei a guidare l'Italia

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Sabina Petrazzuolo

Lifestyle editor e storyteller

Scrittrice e storyteller. Scovo emozioni e le trasformo in storie. Lifestyle blogger e autrice di 365 giorni, tutti i giorni, per essere felice

Il nome di Giorgia Meloni lo conosciamo tutti. Lo conosciamo perché sta rimbalzando da un social all’altro, oggi così come nelle ultime settimane. Perché più volte è stata al centro di polemiche che l’hanno vista vincitrice o sconfitta. Perché le sue affermazioni e le sue lotte hanno fatto arrabbiare qualcuno, ma hanno anche trovato il consenso di altri. Quello stesso consenso che si è diffuso in maniera virale e capillare in tutto il Paese. Un Paese che oggi mette lei alla sua guida.

Lei è Giorgia Meloni. È la leader del partito di destra Fratelli d’Italia. È una donna, è una madre ed è cristiana. Lo sappiamo perché quella frase, con la quale si è presentata in Italia e in Europa, è diventata una leggenda, un mantra, la sua identità. È diventata persino un remix, uno dei più cliccati, visualizzati e riprodotti sulle piattaforme social.

Così ha vinto quel “Io Sono Giorgia: Sono una Donna, Sono una Madre, Sono Cristiana”. Ha vinto sull’opposizione a mani alte, e persino sulla sua stessa coalizione che fino a qualche anno fa la lasciava indietro. Giorgia ha fatto crescere il suo partito e non si è accontentata di questo, lo ha trasformato in un vincitore. E ora si prepara a diventare la prima donna che guiderà l’Italia.

“Io sono Giorgia”

“Oggi abbiamo scritto la storia. Questa vittoria è dedicata a tutti i militanti, i dirigenti, i simpatizzanti e ad ogni singola persona che, in questi anni, ha contribuito alla realizzazione del nostro sogno, offrendo anima e cuore in modo spontaneo e disinteressato. A coloro che, nonostante le difficoltà e i momenti più complessi, sono rimasti al loro posto, con convinzione e generosità. Ma, soprattutto, è dedicata a chi crede e ha sempre creduto in noi. Non tradiremo la vostra fiducia. Siamo pronti a risollevare l’Italia”

Voleva essere il riferimento per tutti gli italiani e ci è riuscita, perché gli italiani hanno fatto riferimento a lei quando si è trattato di scegliere il 25 settembre. E ora, la leader di quel partito nato dalle ceneri di Alleanza Nazionale, sta andando a prendersi quel posto a Palazzo Chigi che si è guadagnata con l’incoerenza mostrata negli anni, con una campagna elettorale che ha fatto leva sui valori e le tradizioni che la futura premier ha promesso di restaurare nel nostro Paese.

Chi è la donna che guiderà l’Italia lo sappiamo. È stata lei stessa a mettersi a nudo in tutti questi anni. Lo ha fatto a suon di tweet polemici e di comizi infuocati, “C’è qualcuno che strilla, lasciali fare, tanto io urlo di più” – ha dichiarato la Meloni – “sono cintura nera di urla”. Lo ha fatto anche mettendosi a nudo con quel libro autobiografico pubblicato da Rizzoli Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee, dove si è raccontata non solo come politica ma come essere umano.

Chi è Giorgia Meloni

Giorgia Meloni nasce il 15 gennaio del 1977 a Roma. Trascorre i primissimi anni a Roma Nord, poi si trasferisce con la famiglia nel quartiere popola della Garbatella. Sin da bambina si trova costretta a fare i conti con un abbandono che segnerà in maniera permanente la sua infanzia. Suo padre, infatti, si trasferisce alle isole Canarie e lei, sua sorella Arianna, e sua madre Anna restano da sole. Eppure sono unite, sono una famiglia.

I rapporti con il padre ora scomparso sono pochi, sporadici e quasi inesistenti. Così è la stessa Giorgia che, all’età di 11 anni, decide di chiudere definitivamente la porta al genitore. Il dolore è grande, ma presto fa spazio a qualcosa di molto più intenso, un sentimento di riscatto che l’accompagnerà per tutta la vita.

Sostenuta da mamma Anna e dalla sorella Arianna, Giorgia entra in politica giovanissima, subito dopo il diploma al liceo linguistico. Da adolescente è già una leader: è responsabile del movimento studentesco che approva e sostiene Alleanza Nazionale, il partito di Gianfranco Fini sul quale la stessa Meloni, un giorno, costruirà il suo Fratelli d’Italia.

L’impegno politico della Meloni inizia a 15 anni, quando entra nel Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del Movimento Sociale Italiano, il partito dei reduci della Repubblica Sociale Italiana, partito di ispirazione fascista. Nel 1994 Gianfranco Fini cambierà il nome dell’MSI in Alleanza Nazionale, e il movimento giovanile sarà ribattezzato Azione Giovani.

Niente università per la giovane Meloni. È stata proprio a raccontare, per rispondere alle critiche mosse dagli oppositori, come quella strada non fosse percorribile per lei che a 19 anni si manteneva già da sola, dividendosi tra i suoi ideali e il lavoro. Ma non le serve la laurea per fare politica.

Nel 1996, mentre Silvio Berlusconi fronteggia Prodi, e gli italiani sono chiamati alle urne, Giorgia Meloni sostiene Alleanza Nazionale. Le sue idee sono chiare: Io penso che Mussolini fosse un buon politico – dichiara ai microfoni del telegiornale francese Soir 3 – “vuol dire che tutto quello che ha fatto, l’ha fatto per l’Italia. Non ci sono stati altri politici come lui negli ultimi 50 anni”.

Sedici anni dopo, all’alba del 26 settembre 2022, i media internazionali titolano così la sua vittoria: “Giorgia Meloni destinata a diventare il primo ministro italiano più a destra, dopo Mussolini”.

La carriera politica

Passione, vocazione, scopo della vita: quello che Giorgia Meloni nutre nei confronti della politica è un sentimento intenso e costante che l’accompagna da giovanissima. Nel 1998 diventa consigliere provinciale di Roma, per poi assumere il ruolo di presidente di Azione Giovani. Nel 2006, invece, entra in Parlamento come deputata. Silvio Berlusconi crede in lei e la nomina come Ministro della Gioventù.

Nel 2012 fonda insieme a Ignazio La Russa e Guido Crosetto Fratelli d’Italia, un partito dichiaratamente di centro destra che in realtà, col tempo, ha dimostrato di essere molto più estremo delle destre estreme europee. Giorgia Meloni diventa presidente di FI e guadagna appena il 4% di voti alle elezioni del 2018 vedendosi sorpassare dalla Lega e da Forza Italia.

Giorgia donna, madre e cristiana non si arrende però. E, anzi, anno dopo anno il suo partito cresce sempre un po’ di più. Cresce grazie a lei che ne diventa volto e anima. Lei che sostiene l’abolizione del reato di tortura, perché senza di quello si lavora meglio: “Difendiamo chi ci difende: abbiamo presentato due proposte di legge per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e per abolire il reato di tortura che impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro”, dichiara la leader.

Sempre lei che sogna un modello per l’Italia molto simile a quello di Viktor Orbán adottato per l’Ungheria, e non fa nulla per nasconderlo: “I patrioti europei festeggiano la conferma di Viktor Orbán alla guida dell’Ungheria. Difesa dell’identità, lotta all’islamizzazione forzata, contrasto alla speculazione finanziaria e al globalismo: è il modello che Fratelli d’Italia vuole seguire anche in Italia”.

Patria, famiglia e religione sono da proteggere, valorizzare e tutelare. Le lobby Lgbt+, invece, da sorvegliare perché i bambini non vanno indottrinati, dice la Meloni, ma protetti. “Vogliono farci diventare genitore 1 e genitore 2, genere Lgbt, cittadini x, dei codici, ma noi non siamo dei codici siamo persone, e difenderemo la nostra identità. Io sono Giorgia, sono donna, sono mamma, sono cristiana. Non me lo toglierete”, e la gente la segue. La gente la sceglie.

Vita privata

È una donna, è cristiana ed è anche una mamma di una bellissima bambina. Giorgia Meloni è fidanzata da 7 anni col giornalista Andrea Giambruno, più giovane di lei di 4 anni, con il quale convive a Roma. I due hanno una figlia, la piccola Ginevra che di anni ne ha 6, e che è sempre al centro dei suoi ragionamenti politici, causa e conseguenza inespressa dei suoi tanti ideali.

Di Andrea Giambruno, invece, parla poco. Quanto basta per capire che, nonostante il suo compagno sia di sinistra e su tanti temi i due abbiano visioni differenti, sono una coppia affiatata. Lui, infatti, non ha mai perso occasione per ribadire il sostegno alla sua compagna.