Eclissi solare, dai Maya al Vangelo i miti e le leggende sul fenomeno naturale

Prima che la scienza spiegasse il meccanismo delle eclissi, il Sole che spariva dal cielo sembrava un messaggio degli dei. E ogni civiltà aveva la sua storia.

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Giorgia Sdei

Giornalista esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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L’eclissi solare del 12 agosto 2026 è uno di quegli appuntamenti assolutamente da non perdere e attirerà l’attenzione di astronomi e curiosi in tutto il mondo. In Italia sarà visibile solo in parte, con una copertura particolarmente importante nelle regioni del Nord-Ovest nelle ore vicine al tramonto.

Ma se oggi sappiamo esattamente cosa sta accadendo sopra le nostre teste, per secoli il buio improvviso in pieno giorno è stato interpretato come qualcosa di inquietante, sacro o persino pericoloso. Scopriamo allora tutti i miti e le leggende legati alle eclissi di sole, dai Maya a Gesù, dalla Cina ai nativi americani.

Eclissi solare, quando il cielo diventava un messaggio da decifrare

Per molte civiltà antiche, gli astri non erano semplicemente corpi celesti ma raccontavano ciò che poteva accadere agli uomini. I Maya, grandi osservatori del cielo, attribuivano alle eclissi un forte valore simbolico e legavano l’apparente scomparsa del Sole a immagini oscure, spesso associate a miti di distruzione, cicli cosmici e presagi di cambiamento che affondavano le radici nella loro tradizione religiosa e nella memoria mitologica del popolo.

Altrove, invece, la spiegazione prendeva la forma di vere e proprie creature fantastiche. Nell’antica Cina, per esempio, si pensava che durante un’eclissi un drago stesse cercando di impossessarsi del Sole. Per questo il fenomeno veniva accompagnato da rumori, tamburi e gesti collettivi destinati, secondo la tradizione, a mettere in fuga l’animale.

Una credenza simile attraversava anche alcune culture native del Nord America. Per i Choctaw, il responsabile era uno scoiattolo nero che attaccava il Sole, mentre nei racconti di Ojibwa e Cree l’astro finiva prigioniero per mano di Tcikabis. A risolvere la situazione, dopo vari tentativi, era un animale minuscolo: un topo.

E i Greci? Per loro l’oscuramento poteva essere letto come un segnale del malumore divino. Non a caso la stessa parola “eclissi” affonda le proprie radici in un termine greco collegato all’idea di sparizione e abbandono: ekleipsis.

Dai Vangeli a Rahu, il Sole oscurato tra fede e leggenda

Il mistero dell’eclissi entra anche nei racconti religiosi. Nei Vangeli sinottici, durante la crocifissione di Gesù, viene descritto un lungo periodo di oscurità. Gli studiosi tendono a escludere che possa essersi trattato di una normale eclissi solare, considerando la durata riportata nei testi, alcune ipotesi hanno però messo in relazione il racconto con un diverso fenomeno astronomico, come un’eclissi lunare avvenuta nel 33 d.C.

Anche la tradizione islamica dedica attenzione alle eclissi. Un fenomeno di questo tipo viene associato al periodo della morte di Ibrahim, figlio di Maometto, ma non come presagio legato alla sua scomparsa. Nella cultura religiosa musulmana, gli eventi celesti sono piuttosto occasioni di riflessione e preghiera.

Il demone Rahu
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Il demone Rahu della mitologia indù

Completamente diversa, e decisamente più teatrale, è la leggenda indù di Rahu. Secondo il mito, il demone tentò di ottenere l’immortalità appropriandosi del nettare riservato agli dei. La punizione fu immediata, ma la sua testa sopravvisse e continuò a inseguire Sole e Luna. Le eclissi sarebbero proprio il risultato di questi fugaci incontri nel cielo.

Le prime eclissi annotate dall’uomo

Accanto ai miti, però, c’è anche una storia di osservazione e studio. Una tavoletta rinvenuta nell’antica Ugarit, nell’attuale Siria, conserva una delle testimonianze più remote di un’eclissi, collocata dagli studiosi tra il XIV e il XIII secolo a.C.

Furono poi i Babilonesi a registrare con crescente precisione il movimento degli astri, lasciando un’eredità che sarebbe passata attraverso Egizi, Greci e Romani.

Oggi un’eclissi solare si può prevedere con anni di anticipo, eppure il fascino resta quasi intatto: il Sole si assottiglia, la luce cambia e per qualche minuto il cielo sembra raccontare ancora una storia antichissima.