Eclissi solare del 12 agosto 2026, c’è un solo modo per vederla senza rischi per la vista

Non bastano semplici occhiali da sola per osservare il fenomeno che avverrà il 12 agosto 2026. I consigli dell’esperto

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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L’appuntamento è atteso da tempo: il 12 agosto, infatti, è possibile osservare l’eclissi parziale di sole. Il cielo, dunque, si oscurerà – anche se non del tutto – grazie al passaggio della luna davanti al pianeta: un fenomeno che manca a queste latitudini dall’11 agosto 1999 e che sarà più visibile nelle regioni del nord con un oscuramento tra il 90% e il 94%, e in particolare in Sardegna con una punta del 97%, tra le 20:00 e le 20:20. Un’occasione da non perdere, perché la prossima sarà il 2 agosto 2027, con un’eclissi totale. Ma con adeguate precauzioni.

Come osservare l’eclissi di sole

“Si tratta di uno degli eventi astronomici più affascinanti degli ultimi anni, capace di richiamare milioni di persone con lo sguardo rivolto al cielo. Proprio per questo è fondamentale ricordare un concetto tanto semplice quanto importante: osservare direttamente il Sole senza un’adeguata protezione può provocare danni permanenti alla retina, anche dopo un’esposizione di pochi secondi”, chiarisce Luigi Marino, medico chirurgo, specialista in Oftalmologia.

I rischi per la retina

Il fenomeno dell’eclissi,solare,  anche quando parziale, comporta infatti rischi anche molto seri per la retina: “Durante un’eclissi la luce solare appare meno intensa e questo induce molte persone ad abbassare la guardia. In realtà, anche se il Sole è parzialmente coperto dalla Luna, la radiazione luminosa ed energetica che raggiunge l’occhio rimane sufficiente a provocare una retinopatia solare, una lesione della parte centrale della retina, la macula, responsabile della visione distinta e dei dettagli – spiega Marino, membro dell’Associazione italiana medici oculisti – Il danno è dovuto all’energia luminosa concentrata sulla retina e può interessare in modo irreversibile i fotorecettori e l’epitelio pigmentato retinico”.

Attenzione all’illusione che non accada nulla

Il problema, come ricordano gli esperti, è che il danno eventuale alla retina non procura un dolore fisico: “La retina, infatti, non possiede recettori del dolore e la lesione può svilupparsi senza che la persona se ne accorga”, sottolinea l’esperto. I sintomi possono comparire alcune ore dopo oppure nei giorni successivi e comprendono:

* riduzione della vista;

* visione offuscata;

* comparsa di una macchia scura centrale;

* deformazione delle immagini (metamorfopsie);

* difficoltà nella lettura;

* alterazione della percezione dei colori.

In alcuni casi il recupero è parziale, mentre in altri il deficit visivo può persistere in modo permanente.

Gli occhiali da sole non bastano

“È importante sfatare uno dei luoghi comuni più diffusi: gli occhiali da sole, anche quelli con lenti molto scure, non sono in grado di proteggere la retina durante l’osservazione del Sole. Per osservare l’eclissi in sicurezza devono essere utilizzati esclusivamente occhiali certificati conformi alla norma internazionale ISO 12312-2, progettati specificamente per l’osservazione diretta del Sole – spiega Marino – Gli occhialini devono essere integri, privi di graffi o danneggiamenti e indossati per tutta la durata dell’osservazione.

Cosa evitare

Da evitare, invece, qualsiasi tipo di alternativa agli occhialini certificati. Ad esempio, non vanno bene occhiali da sole; pellicole fotografiche o radiografiche; vetri affumicati; CD, DVD o altri supporti improvvisati; filtri artigianali; occhiali da saldatore non certificati per l’osservazione solare; binocoli, telescopi o fotocamere privi di filtri solari certificati montati anteriormente all’obiettivo. “Questi sistemi possono dare una falsa sensazione di sicurezza senza bloccare le radiazioni dannose”.

Attenzione ai bambini e cosa fare in caso di rischio

Come ricordano gli esperti, particolare attenzione va riservata a una categoria di persone: i bambini. Insieme agli adolescenti, infatti, rappresentano una categoria particolarmente delicata. “La loro naturale curiosità può portarli a osservare il Sole direttamente, senza percepire alcun rischio. È quindi indispensabile che l’osservazione avvenga sempre sotto la costante supervisione di un adulto e utilizzando esclusivamente dispositivi certificati”, ricorda Marino.

Se, però, dovesse accadere di guardare l’eclissi senza le necessarie precauzioni, occorre rivolgersi a uno specialista. In particolare in caso si noti anche un lieve peggioramento della vista, una macchia centrale, immagini distorte o qualsiasi altra alterazione visiva dovrebbe sottoporsi tempestivamente a una visita oculistica. “Una diagnosi precoce consente di documentare il danno mediante esami come la tomografia a coerenza ottica (OCT) e di impostare il corretto percorso di follow-up, anche se purtroppo non esiste una terapia in grado di riparare completamente il tessuto retinico lesionato”.

Godersi lo spettacolo, con le giuste precauzioni

L’invito, quindi, è ad ammirare lo spettacolo in sicurezza. “La vista è un patrimonio prezioso e insostituibile. Bastano pochi secondi di imprudenza per compromettere in modo permanente la funzione della retina. Godiamoci questo magnifico spettacolo della natura, ricordando che la migliore protezione per i nostri occhi è la prevenzione”, conclude Marino.