Non c’è tregua: la morsa del caldo prosegue e oggi il numero di città italiane contrassegnate dal bollino rosso cresce. Se in Francia si sono contate 40 vittime di annegamenti in cinque giorni, tra persone che tentavano refrigerio in acque non sicure per la balneazione, oppure senza essere sufficientemente capaci di nuotare o gettandosi in acqua in orari e condizioni sbagliate (andando incontro a congestioni), ovunque l’invito dei medici è ad osservare alcune precauzioni per evitare malesseri legati alle alte temperature, come crampi, oppure vere e proprie congestioni o ancora edemi, ritenuti più rischiosi.
Quando il caldo è anche un problema di salute
Il caldo record, con le colonnine di mercurio che hanno superato in media di 10 gradi i consueti valori stagionali, rappresenta dunque una potenziale fonte di pericolo anche per la salute. Il calore, infatti, “determina problemi sanitari in quanto può alterare il sistema di regolazione della temperatura corporea”, avverte Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima) che studia il rapporto tra le condizioni ambientali, appunto, e gli effetti sulle condizioni umane in termini di salute.
Quali rischi dal caldo: dall’insolazione alla congestione
Nello specifico, come ricorda la Sima, tra i disturbi più frequenti legati al caldo c’è prima di tutto l’insolazione, o “colpo di sole”, causato da un’eccessiva esposizione ai raggi solari. Può provocare sintomi come mal di testa, vertigini, nausea e forte spossatezza, soprattutto durante le giornate molto calde. Una esposizione al sole senza adeguata protezione, però, può causare anche ustioni della pelle o eritemi, che a loro volta in alcuni casi possono presentarsi con sintomi analoghi all’insolazione. Un altro effetto dell’eccessivo caldo, però, può essere anche la congestione. Si tratta di un fenomeno molto frequente, dovuto all’assunzione di bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato. In questo caso si riconosce da sudorazione improvvisa e dolore toracico.
Attenzione a disidratazione e crampi
Altrettanti diffusi in periodi di intenso caldo sono anche disidratazione e crampi. Nel primo caso, il mancato apporto di acqua e Sali minerali o un apporto comunque insufficiente può portare a sete, debolezza, vertigini, palpitazioni, ansia, pelle e mucose asciutte, come ricordano gli esperti Sima. Quanto ai crampi muscolari, anch’essi legati a una mancata idratazione, si tratta di dolori fisici causati da una perdita di sodio conseguente a sua volta a una sudorazione intensa. Questa condizione porta a una modificazione dell’equilibrio idrico-salino.
Abbassamento della pressione ed edemi
L’elenco dei possibili effetti di un’ondata di calore prolungata, come quella che si tra registrando in tutto il sud Europa, comprende anche l’abbassamento della pressione arteriosa e possibili edemi: questi sono dovuti a una ritenzione di liquidi negli arti inferiori come conseguenza di una vasodilatazione periferica prolungata. Proprio per quanto riguarda l’idratazione, gli esperti della Sima ricordano l’importanza di bere quantitativi corretti e sufficienti di acqua: il consiglio è di non far mancare almeno 1,5-3 litri di acqua. Molto raccomandate sono anche frequenti docce con acqua tiepida o bagni veloci, durante la giornata, mentre sono assolutamente sconsigliati gli alcolici. Quanto ai cibi, sono da privilegiare quegli alimenti che contengono molta acqua, come frutta e verdura.
Le precauzioni in casa
I medici della Sima consigliano poi di seguire alcune indicazioni di massima, come evitare di esporsi al caldo e al sole, uscendo di casa soltanto nelle ore più fresche. Ma anche all’interno degli ambienti domestici possono nascondersi alcune “insidie”: per esempio, è essenziale un adeguato ricambio di aria in casa sfruttando la ventilazione naturale. Il che significa che non occorre chiudersi in casa, ma al contrario cercare di far circolare l’aria con le finestre aperte, a meno che non si disponga di un impianto di condizionamento. È fondamentale, però, anche avere cura di mantenere fresche le stanze di casa, schermando le finestre esposte al sole con tapparelle, persiane o tende. Le finestre, infatti, si possono chiudere solo nel caso in cui entri aria calda, come durante le ore centrali, privilegiando l’apertura durante la sera e la notte.
Cosa fare quando si esce
Come ricordano i medici ambientali nel loro vademecum, invece, se si esce di casa è necessario proteggersi indossando abiti in fibre naturali come lino o cotone, o indumenti traspiranti, soprattutto di colore chiaro, ed evitare l’attività sportiva in ambienti esterni nelle ore centrali, per non sottoporre il fisico a sforzi eccessivi in condizioni estreme. Anche la pelle va protetta, applicando creme con filtri solari adeguati, anche in considerazione del fototipo di ciascun individuo, per prevenire scottature. Infine, non vanno dimenticati gli occhi, che rischiano a loro volta “scottature” se non si indossano occhiali da sole o se si ricorre a prodotti non adeguati, senza filtri certificati (con marchio CE e dicitura UV400) e in grado di evitare le conseguenze dei raggi UVA e UVB.
Il “codice calore” in pronto soccorso, per il caldo
Di fronte a una situazione anomala come quella di questi giorni, anche gli ospedali si sono attrezzati, attivando il “codice calore” nei pronto soccorso. Si tratta di “un percorso assistenziale preferenziale e differenziato, destinato a tutti coloro che manifestano segni e sintomi causati da malesseri e malori legati alle elevate temperature, di gravità ed intensità variabili”, come spiega Fabio De Iaco, presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (SIMEU). “I picchi di accessi per il caldo colpiscono soprattutto gli ospedali e i pronto soccorso delle grandi città, dove l’afa è più sentita per fattori ambientali e urbanistici”, ha aggiunto De Iaco.