Casa Abis è molto più di un fenomeno social. Gabriele Abis e Stella Falchi, coppia sentimentale e artistica, spopolano coi loro sketch comici che raccontano le dinamiche di vita vera tra uomini e donne. I loro video divertentissimi fanno milioni di visualizzazioni e a teatro il loro spettacolo, Ancora in 2, ha ottenuto un successo enorme, tanto che torneranno a calcare le scene di tutta Italia da febbraio 2027.
Stella e Gabriele ci raccontano la loro storia d’amore svelando un dettaglio da vera e propria commedia romantica, come è nata Casa Abis, quali sono i loro progetti futuri con il sogno del cinema, affascinati da Sandra e Raimondo per la loro capacità di costruire una lunga carriera insieme.
Vi siete conosciuti prima come coppia nella vita o come coppia professionale?
Gabriele: Sicuramente prima come coppia privata. In realtà ci conosciamo da tantissimo tempo, anche se non ce ne eravamo resi conto subito: abbiamo frequentato insieme persino l’asilo e la scuola materna. L’abbiamo scoperto soltanto dopo esserci fidanzati, quando abbiamo trovato delle fotografie in cui eravamo nello stesso posto e addirittura nella stessa classe.
Stella: Ufficialmente, invece, ci siamo conosciuti a diciott’anni grazie ad amicizie comuni. Poi, quando abbiamo approfondito la conoscenza, è arrivato anche il lavoro: tutto è cominciato grazie a una pièce teatrale.
Gabriele: Avevo scritto e diretto uno spettacolo e cercavo un’attrice che sapesse anche ballare. Ho incontrato Stella per caso e le ho chiesto se volesse partecipare al progetto. Ha accettato e abbiamo iniziato a collaborare. Insomma, forse era davvero destino.
E quando è nata l’idea di trasformarvi in Casa Abis?
Gabriele: In realtà Casa Abis è stata la concretizzazione di qualcosa che facevamo già. Dal 2016, da quando stavamo insieme, ci divertivamo a riprenderci e a realizzare piccoli video comici.
Stella: Era una vera e propria valvola di sfogo. La nostra quotidianità professionale era soprattutto il teatro: testi, prosa, spettacoli, corsi con gli allievi. Era un lavoro più impegnativo e strutturato, mentre quei video nascevano semplicemente dal desiderio di divertirci. Mettevamo il telefono davanti a noi e vedevamo che cosa succedeva.
Gabriele: Nell’estate del 2021, dopo il Covid, abbiamo pensato: perché non provare a pubblicare sui social quei video divertenti di coppia che già facevamo? Il pubblico ha apprezzato e, con impegno e costanza, è arrivato poi l’exploit nell’inverno del 2022.

Nei vostri sketch quanto c’è della vostra vera vita di coppia?
Stella: Non prendiamo spunto esclusivamente da noi. Certo, essere un uomo e una donna ci offre già un universo enorme con cui giocare, ma sarebbe limitante raccontare soltanto i nostri problemi o i nostri fraintendimenti.
Gabriele: Ci ispirano gli amici, i parenti, le situazioni che qualcuno ci racconta, le osservazioni sulla vita quotidiana. Ci interessano soprattutto quei meccanismi universali in cui le persone possono riconoscersi.
Secondo voi, allora, per che cosa litigano più spesso uomini e donne?
Stella: Per me un grande tema è la gestione del tempo. Ho l’impressione che molte donne pensino continuamente a tutto ciò che devono fare e provino a incastrare più cose nello stesso arco di tempo. Gli uomini, invece, almeno secondo lo stereotipo su cui giochiamo noi, vivono il tempo in maniera molto più dilatata e tranquilla.
Gabriele: Io direi che la differenza sta soprattutto nella gestione delle emozioni. L’uomo tende maggiormente a cercare una soluzione pratica al problema; la donna, invece, spesso sente il bisogno di viverlo, elaborarlo, metabolizzarlo e cercare anche empatia. Ed è lì che possono nascere molti fraintendimenti.
Avete parlato di stereotipi. Nella comicità funzionano ancora?
Gabriele: Assolutamente sì. Lo stereotipo è alla base della comicità, perché permette al pubblico di riconoscersi immediatamente in qualcosa. La grande comicità degli anni Ottanta e Novanta, per esempio, era costruita proprio su questi meccanismi. Naturalmente lo stereotipo nella vita reale può essere qualcosa da superare, ma la comicità ha anche il compito di raccontare gli errori, le contraddizioni e le cose più inconfessabili dell’essere umano. Secondo me il comico non deve necessariamente prendere posizione: deve essere capace di osservare e raccontare.
Stella: Pensiamo, per esempio, a Checco Zalone: racconta l’italiano medio e i suoi stereotipi. Non è necessario sapere quanto quel personaggio coincida con ciò che pensa realmente l’artista. Quello che conta è la capacità di raccontare un certo tipo di umanità.
È vero che, almeno in parte, vi siete ispirati a Sandra e Raimondo Vianello?
Stella: Sandra e Raimondo hanno fatto parte della mia infanzia. Li guardavo e mi divertivo moltissimo, quindi sicuramente qualcosa è rimasto dentro di me. Da bambina mi divertivo persino a imitare Sandra e la celebre scena del letto.
Gabriele: Più che una fonte diretta per i nostri personaggi, sono un’ispirazione per la carriera. Sarebbe bellissimo riuscire a ripercorrere, in qualche modo, un percorso artistico così importante. Anche il nome Casa Abis può richiamare quel tipo di immaginario legato alla coppia, ma soprattutto siamo affascinati dalla loro capacità di costruire una lunga carriera insieme.

Da esperti di dinamiche di coppia, che cosa pensate di un fenomeno che ha spopolato come Temptation Island?
Gabriele: È una trasmissione fortissima, capace di tenere milioni di persone davanti alla televisione. Oggi non è semplice riuscire a creare un appuntamento così coinvolgente. Per me è un prodotto interessante perché mette al centro emozioni come la gelosia e le dinamiche sentimentali attraverso una sorta di esperimento.
Stella: Io confesso di fare più fatica. Ogni tanto ho provato a guardarlo perché sono curiosa, ma mi mette in imbarazzo. Mi chiedo sempre se stiano recitando, anche se mi dicono che non è così. Inoltre, per quanto le reazioni possano essere autentiche, il contesto non è la vita quotidiana: è una situazione costruita appositamente per mettere alla prova una coppia.
Gabriele: Proprio per questo l’ho trovato un esperimento curioso: si osservano persone che scelgono di mettere i propri sentimenti e la propria relazione in una situazione estrema, davanti alle telecamere. E comunque è innegabile che riesca a suscitare dibattito.
E per quanto riguarda il cinema: che cosa sognate per il vostro futuro?
Gabriele: Siamo convinti che il nostro pubblico sarebbe felice di vederci anche al cinema. Vorremmo raccontarci in modo semplice, mantenendo quel linguaggio che già ci appartiene.
Stella: Il nostro sogno sono le rom-com, le commedie romantiche. Ci piacerebbe interpretare due protagonisti che, di volta in volta, vivono situazioni diverse e complicate, ma che in qualche modo ritrovano sempre il loro legame.
Gabriele: In fondo, i nostri contenuti sul web sono già dei piccoli film. Non guardiamo in camera, non facciamo lifestyle o influencer marketing: costruiamo sketch con due personaggi che interagiscono tra loro. Sono storie brevi che potrebbero tranquillamente essere estrapolate da un film. Stiamo lavorando a questo sogno, anche se sappiamo che i tempi non sono semplici.
Stella: C’è poi anche un pregiudizio legato ai social. Molti ci hanno conosciuti attraverso quelle piattaforme e magari non sanno che noi facciamo teatro e recitazione da sempre. Casa Abis è arrivata dopo. Siamo felici del percorso fatto sui social, perché li abbiamo utilizzati come artisti per arrivare al pubblico, e per noi è stato un grande strumento. Però speriamo che chi ci incontra oggi abbia la curiosità di scoprire anche tutto ciò che c’è stato prima e tutto quello che possiamo fare oltre Casa Abis.
Quindi, dopo aver conquistato il pubblico con gli sketch, il prossimo obiettivo è farlo ridere anche al cinema?
Stella: Sarebbe davvero bellissimo.
Gabriele: Diciamo che ci stiamo lavorando e ce la stiamo mettendo tutta. Il nostro sogno è continuare a raccontare storie, sempre insieme, cambiando magari il formato, ma senza perdere quello che siamo. Casa Abis, del resto, è nata proprio così: da una coppia, da una storia condivisa e dalla voglia di osservare la realtà con leggerezza. E forse è questo il segreto della loro comicità: trasformare le differenze, i fraintendimenti e persino le piccole discussioni quotidiane in qualcosa che, alla fine, fa sentire tutti un po’ più a casa.