Federica Angeli, il coraggio di combattere la mafia

Federica Angeli, giornalista, vive sotto scorta dal 2013, per le sue indagini sulla mafia romana che hanno portato a molti arresti. Minacciata di morte, non si è mai fermata

Una donna speciale, giornalista che non ha mai avuto paura. Nonostante le intimidazioni, la minacce di morte, a lei e ai suoi figli, Federica Angeli non ha mai smesso di raccontare l’anti-Stato, ovvero la mafia (romana).

Le istituzioni non volevano ammettere cosa succedeva a Ostia. Se lo Stato non c’è, l’anti Stato diventa il punto di riferimento

L’ultima sua inchiesta, raccontata nel libro A mano disarmata, racconta del tessuto mafioso nella sua città, Ostia. Una notte Federica assiste a un agguato sotto casa sua. Denuncia la violenza e da allora (2013) vive sotto scorta. Non si fa intimorire, va fino in fondo e parla al processo nonostante le minacce ai suoi figli. Lo racconta lei stessa nel libro.

Come risultato della sua inchiesta del 2013, realizzata insieme a Carlo Bonini, sul legame tra i vari gruppi della criminalità organizzata di Ostia e la pubblica amministrazione, è seguita un’inchiesta giudiziaria sul racket che si è conclusa con l’arresto di 51 persone appartenenti a vari clan. E a gennaio del 2018, l’operazione Eclisse ha portato all’arresto di 32 persone appartenenti al clan Spada sempre a Ostia, arrestate con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Il 7 aprile 2018, una busta indirizzata a lei, contenente un proiettile, è stata recapitata alla sede romana del Fatto quotidiano. Ma anche questo non ha fermato il coraggio né spento il sorriso di Federica. Che ha come motto di vita:

Sempre a testa alta.
Avanti!

Federica Angeli, il coraggio di combattere la mafia