Le due vite di una donna che ci ha insegnato ad avere coraggio: Piera Aiello

Due vite e due identità, ma un solo e unico coraggio che le ha permesso di lasciare un segno indelebile nel mondo e nella vita di tutti noi

Sulla lapide marmorea di Rita Atria, testimone di giustizia che si uccise a soli 17 anni per disperazione e paura dopo la morte del giudice Paolo Borsellino, si legge la frase “La verità vive”, ed è con questa affermazione che oggi vogliamo parlarvi di una delle donne più potenti e tenaci del nostro tempo.

Il suo nome è Piera Aiello, cognata di Rita Atria e anche lei testimone di giustizia per 27 anni, e oggi è stata inserita nella lista delle donne più forti del mondo stilata dalla BBC. Unica italiana tra cento nomi, compare al fianco di Vandana Shiva, Alexandria Ocasio Cortez e Greta Thunberg. Lei che ha 53 anni, ha vissuto due vite e due identità: una sotto scorta come parlamentare del Movimento Cinque Stelle, l’altra segreta, nascosta e invisibile come testimone di giustizia.

La sua storia affonda le radici tra l’odore della polvere da sparo e un’adolescenza segnata per sempre dalla mafia, dato che a 18 anni fu costretta a sposare il figlio di un boss. Ma poco dopo i killer mafiosi uccisero suo suocero e poi suo marito portando alla luce il coraggio di una giovane donna che non ha avuto paura di denunciare. Così è iniziata una nuova vita all’ombra del mondo: 27 anni contraddistinti da tante identità diverse fino al 2018, quando si è candidata con il Movimento 5 stelle conducendo l’intera campagna elettorale a volto coperto. Poi, una volta eletta, ha deciso di mostrare il suo viso.

Quella vita rubata già in adolescenza, Piera la ricorda come se fosse oggi. Infatuata di un giovane muratore ha dovuto rinunciare alla libertà di scelta quando gli Atria sono entranti definitivamente nella sua evita e Don Vito ha deciso che la ragazza dovesse sposare suo figlio.

In un’intervista a Corriere ha raccontato:

Quando capii chi fossero davvero gli Atria, con i baciamolemani e tutto il resto, andai da don Vito a chiedere spiegazioni. Lui mi disse che in paese era amato perché faceva il “paciere”. Fesserie. Chiesi di sciogliere il fidanzamento. E lui mi minacciò: “Ovunque tu vada sarai per sempre mia nuora”.

Così si è arresa a quel destino tutt’altro che felice. Poi l’assassinio e la denuncia e infine l’incontro con il magistrato Paolo Borsellino. Fu proprio il giudice a rassicurarla e a invitarla a riflettere bene prima di diventare un testimone di giustizia perché la sua vita, da quel momento, sarebbe cambiata per sempre.

Ma la giovane Piera non si fa spaventare, così il 31 luglio del 1991 entra a far parte del programma di protezione e per sei anni ha diverse identità provvisorie.

La sua azione politica a Montecitorio è principalmente antimafia, Piera Aiello è meritevole di aver depositato due leggi, una per aiutare gli imprenditori vittime di racket e l’altra per tutelare e supportare i testimoni e i collaboratori di giustizia. Poi la recente notizia: Piera Aiello lascia il movimento M5S spiegando sul suo profilo Facebook che le attività del partito non la rappresentano più ormai.

La parlamentare siciliana, che fa parte della commissione Antimafia e di quella Giustizia, ha spiegato le ragioni del suo addio:

Non nascondo l’amarezza per tutto il lavoro che ho fatto, non solo in questi due anni da deputato ma anche negli anni quale semplice testimone di giustizia, lavoro vanificato da persone che non solo non si sono mai occupate di antimafia con la formazione adeguata dopo mesi di sedicenti confronti, di tutto il lavoro parlamentare non rimane nulla. È sempre il ministro a decidere tutto e sicuramente non in autonomia.

Oggi Piera è stata inserita nell’elenco The BBC’s 100 women of 2020, un onore e un orgoglio che dimostra che ha lasciato un segno indelebile nella vita di tutti noi. Un piccolo, ma grande contributo per sconfiggere la piaga sociale della mafia.

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