Frutti antichi, gli azzeruoli: cosa sono e come usarli in cucina

Gli azzeruoli sono frutti antichi e rari che offrono varie possibilità in cucina: se li acquistiamo, proviamoli nelle golose ricette suggerite.

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Mirangela Cappello

Design e Lifestyle Editor

Web content editor e copywriter SEO oriented. Scrivo di moda, design, health & wellness dal 2012.

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È simile al biancospino, di cui è parente stretto, ma l’azzeruolo, nome botanico Crataegus azarolus, ha in realtà una sua identità precisa e distinta. I suoi frutti, gli azzeruoli, sembrano mini melette rosso arancio o giallo bianche, con un sapore agrodolce simile alle nespole.

Ma come si possono adoperare in cucina e dove è possibile acquistarli, trattandosi di un dono della natura meno comune rispetto ad altri? Ve lo diciamo da subito, trovarli è difficile ma non impossibile, mentre di ricette golose in cui inserirli ce ne sono in abbondanza.

Che frutto è l’azzeruolo

L’azzeruolo è un frutto antico, raro e forse dimenticato, prodotto dal Crataegus azarolus, una pianta rosacea tipica del Mediterraneo. Ha, come detto, le sembianze di una mela in miniatura, che può raggiungere al massimo i 3cm di diametro.

Il gusto è fresco, gradevole, dolce ma con un sentore aspro, la polpa è tenera e compatta, la sua buccia edibile. E se vogliamo trovare questa delizia fresca in giro, il periodo giusto va da fine estate a inizio autunno, quando i frutti dell’albero giungono a maturazione.

Una piccola parentesi merita il suo consumo: oltre all’azzeruolo fresco, mangiato così semplice, come snack, ci sono altre modalità per assaporarlo. Di fatti, è una delizia pregiata che si può impiegare per fare confetture, gelatine, sciroppi o anche liquori.

Per cui, se vogliamo divertirci in cucina grazie a questi piccoli frutti a bacca, ottimi anche da aggiungere a frullati o macedonie autunnali, dobbiamo solo decidere la ricetta. Di sicuro gli azzeruoli saranno l’elemento speciale che darà un tocco aromatico in più alle preparazioni.

Come si possono utilizzare i frutti dell’azzeruolo

L’azzeruolo albero, come visto, ci dona i suoi frutti omonimi nel periodo che va da fine agosto a fine settembre. E se abbiamo la fortuna di poterli raccogliere e consumare freschi, ci farà piacere sapere che oltre al sapore piacevole sono anche fonte di vitamina C.

Le confetture sono però la strategia culinaria migliore per assaporare i sentori dolci e aspri di questo dono naturale, che in alcune regioni d’Italia è grande protagonista. In Sicilia, ad esempio, è possibile trovare vasetti di conserve di azzeruolo da regalare a chi sa apprezzare le rarità gastronomiche.

Di fatti, la confettura è ottima da mettere sul pane tostato o per farcire le crostate autunnali, diventando la star di colazioni e merende. In alternativa, gli azzeruoli freschi si possono mettere sotto spirito o anche sotto zucchero, ottenendo dei golosi sciroppi.

Ma ancora, i frutti si prestano anche per la preparazione di canditi o, come accennato, di squisiti liquori. In questo caso basta lasciare i frutti a macerare con alcol puro in una boccia di vetro a chiusura ermetica per circa un mese, dopo di che si può filtrare il liquido e aggiungere uno sciroppo di zucchero, imbottigliando il risultato.

Azzeruoli: dove si trovano

E qui il tasto dolente, perché gli azzeruoli sono deliziosi, ma anche piuttosto difficili da reperire. Le regioni italiane dove le piante di Crataegus azarolus crescono sono Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Campania, Puglia, Sicilia e Molise.

Qui, nei mercati agricoli locali è possibile trovare questi frutti antichi, o possiamo rivolgerci presso i piccoli produttori del territorio. In alternativa è possibile acquistare in vivaio gli alberelli già di un paio di anni da mettere a dimora nel giardino.

Le piante innestate sono le migliori e se tenute in buone condizioni potranno regalarci ottimi frutti già dopo uno o due anni dal trapianto.