Se stiamo tentennando sulla scelta di rifare il bagno o cambiare gli infissi, allora abbiamo una data da segnare sul calendario per evitare di aspettare ancora e perdere l’ultimo treno favorevole. Dal primo gennaio 2027 alcune agevolazioni sui lavori di casa saranno ridotte, salvo eventuali modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2027, attesa in Parlamento durante l’autunno. Cosa cambia con il bonus ristrutturazioni e quali bonus sono coinvolti?
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Bonus casa 2027, la detrazione scende
Per le spese sostenute nel 2027, la percentuale detraibile prevista dal bonus ristrutturazioni è destinata a scendere. Se scegliamo di intervenire sull’abitazione principale, in qualità di proprietari o titolari di un diritto reale sull’immobile, otteniamo una detrazione del 36%, e non più del 50%. Per tutti gli altri casi, seconde case comprese, si scende dal 36 al 30%.
C’è però una buona notizia per quanto riguarda il tetto: il limite di spesa agevolabile resta fermo a 96.000 euro per unità immobiliare anche nel 2027. A cambiare è soltanto la percentuale, non il massimale.
Facciamo un esempio su un cantiere da 40.000 euro, una detrazione al 50% vale 20.000 euro; la stessa spesa, al 36%, ne vale 14.400. Naturalmente non è uno sconto immediato sul preventivo, ma una detrazione fiscale ripartita in dieci anni, che si recupera solo entro i limiti dell’imposta effettivamente dovuta.
Ecobonus e sismabonus restano per un altro anno, con aliquote più basse
La stessa parabola tocca due incentivi cari a chi ristruttura. Nel 2027 sia l’ecobonus sia il sismabonus restano in vigore, ma con le percentuali riviste al ribasso: 36% per l’abitazione principale, 30% negli altri casi. Il calendario attuale li porta entrambi fino al 31 dicembre 2027; dal 2028, in assenza di nuovi interventi legislativi, non proseguiranno come agevolazioni autonome. Alcuni lavori di efficientamento energetico o messa in sicurezza potrebbero comunque rientrare nella detrazione ordinaria per il recupero edilizio.
L’ecobonus copre gli interventi di efficientamento energetico; tra i più comuni ci sono la sostituzione degli infissi, i lavori di isolamento termico e l’installazione di pompe di calore, anche se tutti questi lavori rientrano nel bonus solo se rispettano i requisiti richiesti. Il sismabonus riguarda invece la messa in sicurezza degli edifici che si trovano nelle zone sismiche ammesse.
Bonus mobili, senza una proroga il 2026 sarà l’ultimo anno
E quando sul tavolo cominciano ad accumularsi le riviste di arredo con gli angoli piegati sulle pagine che ci piacciono, è il momento perfetto per ricordarsi del bonus mobili, agevolazione destinata a chi deve arredare.
Copre gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2026 e riconosce una detrazione IRPEF del 50%, ripartita in dieci quote annuali, su una spesa massima di 5.000 euro per mobili e grandi elettrodomestici. Il beneficio fiscale può quindi arrivare a 2.500 euro.
Per ottenerlo è necessario realizzare un intervento di recupero edilizio ammesso e averlo avviato prima dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici. Non è invece necessario che i lavori siano già terminati. La proroga attualmente vigente si ferma al 31 dicembre 2026 e il nuovo TUIR non contiene una disposizione che estenda il bonus mobili al 2027. Allo stato della normativa, quindi, gli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2027 non saranno agevolati, salvo una nuova proroga inserita nella prossima Legge di Bilancio.