Le 5 cause della stanchezza primaverile e i rimedi naturali per gestirle

Dagli ormoni alla pressione bassa, dallo stress agli errori a tavola: ecco perché compare la stanchezza primaverile e le strategie per ritrovare energia.

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Silvia Finazzi

Giornalista esperta in benessere e salute

Giornalista da oltre 25 anni, scrive soprattutto di salute e benessere. Racconta temi complessi con rigore e sensibilità, cercando di renderli accessibili a tutti.

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La primavera porta luce, tepore e voglia di fare, ma non sempre il corpo riesce a starle dietro. Anche quando tutto intorno sembra in fermento, molti si sentono inspiegabilmente fiacchi, assonnati e senza energie. Non è pigrizia: è la stanchezza primaverile, un fenomeno comune legato al cambiamento dei ritmi stagionali. Con semplici rimedi naturali e piccoli accorgimenti quotidiani è possibile, però, ritrovare vitalità, buonumore e leggerezza. Ecco quali sono le cinque cause più comuni della stanchezza primaverile e come contrastarle facilmente.

Una questione di adattamento

Il cambio di stagione rappresenta un piccolo stress per il nostro organismo, che deve adattarsi a nuovi equilibri. Dopo mesi freddi e bui in cui si è abituato a ritmi lenti, cibi elaborati e ambienti chiusi, con l’arrivo della primavera tutto cambia: le giornate si allungano, l’esposizione alla luce aumenta, l’alimentazione si fa più fresca e leggera, la socialità rifiorisce e le attività all’aperto ripartono.

Questo improvviso “risveglio” può metterci temporaneamente alla prova, generando affaticamento, sonnolenza e calo di energia. Durante i primi giorni, è normale sentirsi un po’ fiacchi, con sbalzi di tono fisico e mentale.

Col passare del tempo, la stanchezza tende a diminuire spontaneamente, lasciando spazio a vitalità, leggerezza e buonumore, caratteristiche tipiche della stagione primaverile.

1 – Squilibrio del ritmo sonno-veglia

Una delle cause più comuni della stanchezza primaverile è lo squilibrio del ritmo sonno-veglia. Con l’arrivo della stagione calda e l’aumento delle ore di luce, il nostro orologio biologico interno subisce un piccolo scossone. Il corpo riduce progressivamente la produzione di melatonina, l’ormone del riposo, e aumenta quella di serotonina, l’ormone del buon umore e della voglia di fare. Questo passaggio, però, non è sempre immediato. Nei primi giorni, il corpo può far fatica a sincronizzarsi, andando incontro a difficoltà ad addormentarsi, risvegli precoci e sonnolenza durante il giorno.

Cosa fare

  • Creare una routine serale rilassante, per esempio leggere un libro leggero o fare stretching dolce.
  • Dopo cena bere tisane calmanti a base di camomilla, valeriana o passiflora, perfette per accompagnare il corpo verso il riposo.
  • Mantenere la camera da letto fresca, buia e silenziosa, riducendo le fonti di luce e di rumore.
  • Spegnere telefoni e tablet almeno un’ora prima di dormire.

Oltre a curare l’igiene del sonno, è utile intervenire anche durante il giorno. Al mattino esporsi alla luce naturale per 20-30 minuti: è un gesto che aiuta a “resettare” il ritmo circadiano e a migliorare l’energia. Nel corso della giornata, concedersi almeno una passeggiata all’aperto così da facilitare l’adattamento del corpo ai nuovi ritmi. Quando ci si sente senza forze, fare esercizi di respirazione.

2 – Carenza di vitamine e sali minerali

Durante l’inverno, l’alimentazione tende a essere povera di frutta e verdura fresche. Questo può portare a carenze di ferro, magnesio e vitamine del gruppo B, nutrienti fondamentali per il metabolismo energetico. Il risultato? All’inizio della primavera, possono comparire stanchezza diffusa, cali di concentrazione e affaticamento muscolare. Spesso a questo si aggiunge la riduzione dell’attività fisica tipica dei mesi freddi, che rende il corpo più lento e meno energico e la mente poco lucida.

Cosa fare

  • Sperimentare superfood primaverili come germogli di alfa-alfa, spinacini baby, fragole o microgreens, ricchi di vitamine, minerali e antiossidanti in alta concentrazione.
  • Integrare cibi ricchi di ferro biodisponibile, come lenticchie germogliate o semi di zucca tostati, abbinati a una fonte di vitamina C (tipo arancia o kiwi) per favorire l’assorbimento.
  • Via libera agli snack funzionali, per esempio yogurt con semi di lino o avena e frutta secca, che forniscono energia costante senza picchi glicemici.
  • Puntare su cinque colori diversi di frutta e verdura al giorno per coprire un ampio spettro di nutrienti e antiossidanti.

Oltre a fare attenzione a tavola, è importante esporsi al sole per stimolare naturalmente la produzione di vitamina D, che sostiene ossa, muscoli e sistema immunitario. Al mattino fare piccoli esercizi di resistenza o stretching per stimolare i muscoli e aumentare il metabolismo.

Nel corso della giornata, invece, bere tisane a base di tarassaco, finocchio, ortica o dente di leone per sostenere fegato e metabolismo, favorendo energia e digestione.

3 – Stress da cambiamento di stagione

La primavera porta con sé una spinta naturale a fare di più, uscire e dedicarsi a nuovi progetti. Dopo mesi trascorsi a ritmi più lenti, però, questo improvviso cambio di passo può diventare una fonte di stress psicofisico. Il corpo, infatti, non sempre riesce a rincorrere l’entusiasmo mentale: da una parte cresce il desiderio di riempire l’agenda, dall’altra l’organismo è ancora in una fase di assestamento. È proprio questo contrasto a generare senso di sopraffazione, irritabilità, difficoltà di concentrazione e stanchezza mentale.

Cosa fare

  • Prendere 30 gr di Pappa reale fresca oppure un flaconcino al giorno per un mesetto: rigenera il corpo e il sistema nervoso.
  • Fare passeggiate all’aperto, yoga o stretching dolce per sciogliere la tensione muscolare e liberare la mente.
  • Praticare meditazione o respirazione profonda: bastano 5-10 minuti al giorno per rilassarsi.
  • Fare bagni caldi con oli essenziali rilassanti come lavanda o arancio dolce.
  • Concedersi pause senza stimoli digitali, anche brevi, per ridurre il sovraccarico cognitivo.

È utile anche pianificare le giornate evitando di riempierle troppo. Stabilire tre priorità reali al giorno e fare una cosa alla volta: è una strategia che riduce la sensazione di sopraffazione, aumentando energia e concentrazione. Tenere un piccolo journal serale, annotando pensieri e cose da fare il giorno successivo, alleggerisce la mente prima di dormire.

Anche dedicarsi a rituali semplici, come una colazione lenta al sole o una camminata senza telefono, può fare una grande differenza nel ridurre lo stress.

4 – Abbassamento della pressione

Tra le cause meno note della stanchezza primaverile c’è l’abbassamento della pressione arteriosa, comune soprattutto nelle prime settimane. Con l’aumento delle temperature, infatti, i vasi sanguigni tendono a dilatarsi per favorire la dispersione del calore corporeo. Questo meccanismo può rallentare leggermente il ritorno del sangue al cervello, provocando debolezza, senso di spossatezza, gambe molli, vertigini e difficoltà di concentrazione. Anche la sudorazione più abbondante, tipica delle prime giornate tiepide, può contribuire a ridurre la pressione, soprattutto se non si reintegrano liquidi e sali minerali.

Cosa fare

  • Succhiare la liquirizia pura, che alza naturalmente la pressione.
  • Evitare di alzarsi bruscamente dal letto o dal divano.
  • Al termine della doccia passare un getto fresco sulle gambe, per riattivare la circolazione.
  • Bere regolarmente durante la giornata, senza aspettare lo stimolo della sete.
  • Alternare l’acqua a infusi freddi a base di menta o zenzero, utili anche per aumentare il tono.
  • Inserire piccole dosi di sali minerali naturali, per esempio acqua ricca di magnesio o spuntini con frutta secca.

Ricordarsi di non restare a lungo fermi nella stessa posizione, soprattutto seduti: bastano pochi minuti di movimento ogni ora per aiutare il ritorno venoso e ridurre la sensazione di stanchezza “pesante”. In linea generale, è utile fare camminate brevi ma quotidiane.

Anche l’alimentazione può dare una mano. Cibi come barbabietola, spinaci e sedano sostengono la pressione e il tono vascolare. Ottimi i centrifugati con sedano, mela verde e zenzero, che aiutano a reintegrare liquidi e micronutrienti senza appesantire.

5 – Disidratazione

Alla base della stanchezza primaverile può esserci anche la disidratazione lieve. Con il rialzo delle temperature si inizia a sudare di più, si trascorre più tempo fuori casa e spesso si aumenta il movimento, senza però bere di più. Il risultato è che il corpo perde liquidi e sali minerali più velocemente, e questo si riflette subito sul livello di energia. Anche una lieve carenza di acqua può causare stanchezza, mal di testa e difficoltà di concentrazione.

In aggiunta, la disidratazione rallenta i processi metabolici e la circolazione, rendendo più difficile eliminare le scorie accumulate in inverno. Questo può accentuare la sensazione di corpo “lento” e poco reattivo.

Cosa fare

  • Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, distribuendoli durante la giornata.
  • Iniziare la mattina con un bicchiere di acqua tiepida con limone, utile per riattivare digestione e metabolismo.
  • Alternare acqua naturale ad acque aromatizzate homemade con cetriolo, menta, frutti rossi o zenzero.
  • Scegliere tisane fredde drenanti a base di betulla, finocchio o ortosiphon, perfette per contrastare la sensazione di gonfiore.
  • Portare sempre con sé una borraccia graduata, per monitorare davvero quanto si beve.

Un altro trucco per bere due litri di acqua al giorno senza accorgersene è consumare più alimenti naturalmente ricchi di acqua, come fragole, cetrioli, finocchi, lattuga, anguria e melone. Importante anche ridurre bevande molto zuccherate, alcol e caffè, che possono peggiorare la perdita di liquidi.

 

 

Fonti

  • Promising Health Benefits of the Strawberry: A Focus on Clinical Studies: PubMed
  • On the effect of vitamin C intake on human health: How to (mis)interprete the clinical evidence: PubMed
  • Effects of Licorice Functional Components Intakes on Blood Pressure: A Systematic Review with Meta-Analysis and NETWORK Toxicology: PubMed
  • The effects of seasons and weather on sleep patterns measured through longitudinal multimodal sensing: npj Digital Medicine