A Parigi, agli Europei di nuoto artistico e tuffi, il 2 agosto è la giornata di Chiara Pellacani e Matteo Santoro. La coppia italiana ha vinto l’oro nella finale del sincro misto dal trampolino 3 metri con un punteggio totale di 305,85, unica squadra in gara a superare quota 300 e davanti agli atleti russi in gara come neutrali e alla Germania, medaglia di bronzo.
Per entrambi è il secondo oro di questi Europei dopo quello già conquistato nel team event. Ma dietro ai numeri e al podio, quella tra Chiara e Matteo è una storia che comincia molto prima delle gare di oggi: si conoscono da quando erano piccolissimi, sono cresciuti insieme dentro e fuori dalla piscina, e a vederli saltare fianco a fianco sembra quasi che siano nati apposta per farlo.
Chiara Pellacani e Matteo Santoro, è oro nel sincro misto 3 metri
Quello di Parigi è un oro ma anche un piccolo riscatto per Chiara Pellacani e Matteo Santoro, dopo l’argento europeo del 2025 perso contro la Germania per appena tre centesimi. La coppia ha dominato la gara fin dal primo tuffo, mantenendo il primo posto in ogni singolo round e chiudendo con un margine netto sugli inseguitori, come se il resto del mondo fosse rimasto un passo indietro a guardarli.
Un dominio che Chiara Pellacani ha descritto senza troppi giri di parole, sottolineando come la preparazione dei due li abbia messi in condizione di dare, ancora una volta, il meglio di sé insieme.
Un oro che per Chiara ha un sapore ancora più dolce se si pensa ai due quarti posti ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Da lì è arrivata una rincorsa fatta di titoli mondiali ed europei, costruita passo dopo passo, fino a tornare esattamente in quella città, questa volta per festeggiare. E oggi, ancora una volta, con Matteo al suo fianco.
Due amici d’infanzia prima ancora che una coppia di tuffatori
Non è un caso che Chiara Pellacani, subito dopo la vittoria, abbia scelto di descrivere il loro legame con parole che raccontano più di una semplice intesa sportiva: lui è come il suo fratellino, lei un po’ la sua sorella maggiore.
Una sintonia che si costruisce in anni di allenamenti condivisi, di gare vissute spalla a spalla, di una complicità che va oltre la tecnica e diventa fiducia reciproca, quasi complicità di famiglia.
Anche Matteo Santoro, nel raccontare la vittoria, ha parlato apertamente di quanto sia diverso gareggiare quando accanto c’è lei: sapere di gareggiare insieme a una parte importante della propria vita ha reso tutto più semplice.
Già ai Mondiali di Budapest nel 2022, dopo la loro prima medaglia iridata insieme, un argento nel sincro misto, Matteo non era riuscito a trattenere le lacrime sul podio, spiegando che vedere Chiara accanto a sé lo riempiva di gioia perché per lui era come avere una sorella.

Lei, dal canto suo, aveva raccontato la stessa affinità che li accompagna fin da bambini. Da allora il loro percorso si è intrecciato ancora di più: entrambi hanno scelto di trasferirsi negli Stati Uniti per allenarsi, portando avanti insieme, lontano da casa, la stessa crescita fatta fin da piccoli. È il tipo di fiducia che non si costruisce in una stagione, ma in una vita intera passata a crescere insieme, dentro e fuori dall’acqua.
Ed è forse proprio questo il segreto della coppia che in acqua sembra muoversi come un corpo solo: un’alchimia che porta il risultato naturale di un’amicizia che dura da sempre, cresciuta tuffo dopo tuffo, fino a diventare oro.