Ginevra Taddeucci è oro nel nuoto agli Europei 2026, non succedeva da 10 anni: l’abbraccio più bello

Nella Senna che le aveva regalato il bronzo olimpico, Ginevra Taddeucci conquista l'oro europeo nella 10 km e firma una vittoria che sa di rivincita

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Paola Landriani

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Due anni fa aveva scritto una delle pagine più belle della sua carriera. Oggi, nello stesso fiume, ne ha aggiunta un’altra. Ginevra Taddeucci ha conquistato l’oro europeo nella 10 km acque libere, riportando l’Italia sul gradino più alto del podio continentale a dieci anni dall’ultimo successo azzurro.

Un successo che profuma di rivincita, ma anche di coraggio, perché è maturato proprio nel luogo in cui aveva confessato di non voler più gareggiare.

Ginevra Taddeucci regina d’Europa nella 10km

Dieci anni dopo l’ultimo oro italiano nella 10 km europea, Ginevra Taddeucci ha riportato l’azzurro sul tetto d’Europa  con il tempo di 2:07:49.90 ed entrando in un club riservato a pochissime campionesse. Prima di lei soltanto Rachele Bruni e Martina Grimaldi erano riuscite a conquistare il titolo europeo nella distanza regina del nuoto di fondo.

Per la fondista azzurra questa medaglia è il premio per una stagione complicata, fatta di fatica, di allenamenti affrontati spesso in solitaria e della voglia di non smettere di crederci. Non è un caso che, appena uscita dall’acqua, le prime parole siano state dedicate proprio a quel percorso: “Parigi è stata sempre una tappa fortunata. Mi mancava questo oro nella 10 km. Nelle ultime settimane mi sono allenata da sola, è stata tosta“.

Poi, però, i ragionamenti e le riflessioni più tecniche hanno lasciato spazio alle emozioni. Ad aspettarla sulla riva c’era il suo allenatore, Giovanni Pistelli, che l’ha stretta in un lungo abbraccio. Una stretta d’affetto arrivata dopo mesi di sacrifici condivisi, che ha raccontato meglio di qualsiasi intervista cosa abbia significato quella medaglia. A volte basta un abbraccio per dare un senso a tutto il lavoro che nessuno vede.

Il pensiero è poi andato al suo fidanzato, Matteo Furlan, con cui la campionessa non vede l’ora di festeggiare la sua vittoria.

A rendere ancora più speciale la giornata dell’Italia ci ha pensato anche Linda Caponi. Al suo debutto agli Europei, l’azzurra ha conquistato una splendida medaglia di bronzo con una prova di altissimo livello, completando una doppietta che conferma il grande momento del nuoto di fondo italiano.

La Senna, il luogo che non avrebbe voluto ritrovare

Per Ginevra Taddeucci la Senna è un luogo di emozioni contrastanti. È il fiume in cui ha conquistato il bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024, la medaglia che ha cambiato la sua carriera e l’ha consacrata tra le grandi del nuoto di fondo. Ma è anche il luogo che, negli ultimi anni, è diventato il simbolo delle polemiche che hanno accompagnato le gare olimpiche.

Già durante i Giochi, infatti, la qualità delle acque aveva fatto discutere, con tanto di allenamenti rinviati, controlli continui e dubbi sulla sicurezza degli atleti. Un tema che non si è mai davvero spento e che è tornato d’attualità anche in vista degli Europei del 2026.

Per questo, alla vigilia della competizione, la fondista azzurra non ha nascosto i suoi timori. “Sulla Senna non volevo tornare“, ha raccontato, spiegando che avrebbe preferito gareggiare altrove e ricordando come, dopo le Olimpiadi, alcune nuotatrici abbiano accusato malori. Pur non avendo mai messo in discussione la gioia per quel bronzo olimpico, Taddeucci ha ribadito più volte che gli atleti dovrebbero poter affrontare una gara con la serenità di sapere di essere al sicuro.

Eppure, ci sono luoghi che finiscono per intrecciarsi con una carriera, anche quando non lo si vorrebbe. E la Senna, per la nuotatrice, è diventata il teatro della medaglia che ha cambiato tutto, ma anche un posto con cui fare i conti ogni volta che è tornata a indossare la cuffia e a tuffarsi in quelle acque.