Cara mamma, ti scrivo (e ti amo)

Cara mamma, come stai? Tu sì, dico proprio a te, non ti voltare indietro, guarda avanti, alza quel bellissimo viso che hai...

Irene Vella

Irene Vella Giornalista televisiva

Ho sempre odiato le feste comandate, le ho sempre ritenute commerciali, consumistiche ed inutili, che tanto se uno ti vuole bene dovrebbe dimostrartelo sempre, non c’è San Valentino che tenga, che poi magari il 14 febbraio ti riempie di fiori, ed il 15 di botte, ma almeno per un giorno si è lavato la coscienza. Ma la festa per la mamma e per il papà no, l’ho sempre viste con l’occhio della figlia che si prepara per giorni e settimane, con una poesia da recitare o un lavoretto fatto rigorosamente a mano per urlare ai propri genitori l’amore che prova per loro, e non c’è stato un anno che abbia saltato, che fosse una rosa coltivata o un mazzo di margherite del campo, una torta di mele o dei soffici pancake ho sempre fatto in modo di festeggiare la mia mamma.

Poi lo sono diventata anche io e il giorno in cui uno dei miei figli si è vestito da angelo, con delle ali fatte di carta e con una chitarra giocattolo mi ha cantato una canzone scritta da lui ho pianto tutte le lacrime che avevo, e da quel momento la festa è diventata patrimonio nazionale. Questa lettera è per tutte noi.

“Cara mamma, come stai? Tu sì, dico proprio a te, non ti voltare indietro, guarda avanti, alza quel bellissimo viso che hai, che non è vero che hai la faccia sbattuta, sai come dicono i figli? Che pelle tenerina che hai, sei la mia cicciamorbida. Che tu sei indecisa se piangere per la ciccia o ridere per il tenerina, ma lo guardi in quegli occhi e pensi che sia la cosa più bella che tu abbia fatto nella vita.

Eh già. E di cose tu ne hai fatte tante, una volta sei pure corsa in giornata a Londra per intervistare Eddie Redmayne, tu che parli inglese come Renzi, tu che hai partecipato alla ricostruzione del teatro della Fenice come architetto, tu che sei il nuovo AD della famosissima azienda di sticazzi.

Niente è paragonabile a quel sorriso e a quegli abbracci, che tu ancora non ci credi che prima ballavi sul cubo, poi sei diventata un cubo, e dopo aver partorito sei diventata la donna con le tette in fuorigioco perenne per sfamare quel piccolo sanguisuga, che è riuscito a toglierti tutto, tranne i chili di troppo.

“Ehi ciao, dico a te”, che non è mica vero sai che mamme lo sono soltanto quelle che partoriscono, sì parlo con te, che hai visto pance crescere tutt’intorno, ma la tua rimaneva sempre vuota, con un cuore così gonfio d’amore che i bambini se ne sono sempre accorti. Quanti pianti su quelle pance, quanti pianti dopo l’ennesima domanda inopportuna: “Allora quando lo facciamo questo bambino?“. Senza sapere niente della tua vita, senza sapere niente di te. La maternità non nasce con il parto, ce l’hai dentro, e a volte ne hai così tanta da esplodere negli occhi di tutti i bambini che incontrerai, fino a quando i tuoi occhi incroceranno quelli di tuo figlio in mezzo al mondo, che si era perso ed aspettava solo te.

Auguri mamma, a te che guardi quel telefono e ascolti il suono per cercare di intercettare la telefonata, quella giusta, quella che ti abbinerà a quegli occhi e a quel viso che camminano persi per le strade aspettando solo il tuo abbraccio per essere salvati, ti rendi conto? Il prossimo anno sarete una nuova famiglia e tutto quello che adesso ti provoca dolore sarà un ricordo, partirete per quel viaggio in due e tornerete in tre, come nel più bello dei sogni…

Auguri a te che stai aspettando il risultato delle beta HCG dopo una Fivet dolorosa, che ci mancava solo la pandemia a peggiorare le tue ansie, perché qualunque sia il risultato tu sei già una mamma, che ne sanno di quello a cui si sottopone una donna che desidera un figlio? Che ne sanno degli esami invasivi, che ne sanno di quante volte hai dovuto far finta di nulla a chi ti diceva che era il momento di mettere la testa a posto e di fare un figlio, tu che il viso di tuo figlio lo sogni tutte le notti, che ormai lo sai quasi a memoria. La gente parla, e parlerà sempre, metti via le tue lacrime che io sono anche un po’ streghetta questa è la volta buona, dopo una pandemia le cose potranno solo migliorare, non credi?

Auguri a te mamma stampella, che hai deciso di aprire le porte della tua casa prendendo due sorelle in affido che sono diventate la luce dei tuoi occhi, e poi figlie a tutti gli effetti, perché chi amore semina, amore riceve, come nella più bella delle favole

Auguri a te mamma che hai dovuto fare anche da papà, che sei rimasta da sola a tirare su una famiglia composta da due persone, che hai il viso tirato e la faccia stanca, che lavori così tanto solo per permettere a tuo figlio di avere tutto quello che tu non hai avuto, senza sapere che già con il tuo amore gli stai dando tutto quello di cui ha bisogno per correre veloce.

(Io e mia mamma, estate 1974)

Auguri a te mamma che hai sempre messo me davanti a tutto, davanti a tutti, anche davanti a te stessa. Io che egoisticamente ho preso tutto, ti ho preso tutto, ti ho presa tutta. Ho preso te. Ti ho amata, odiata, come le adolescenti terribili sanno fare, e tu hai continuato ad amarmi, nonostante i vaffanculo, nonostante i 4, nonostante le cadute e gli spaventi, perché questo le mamme fanno. Incassano colpi e rilanciano amore e tu, credimi, me ne hai dato tanto, così tanto che se nella mia vita sono ancora in piedi è solo merito tuo. E adesso che siamo lontane vorrei solo abbracciarti forte per dirti quanto ti amo, adesso che la tua paura di non riuscire a riabbracciare me si fa prepotente, come la tua voglia di vivere, che non verrà mai meno, insieme al tuo rossetto rosso, che guardami me lo sono messa perché senza mi sento nuda.

Auguri a te mamma, te lo prometto ci rivedremo presto e non sarà una pandemia a fermarci, perché il nostro amore è più forte di tutto. Anche del Covid-19.

Auguri a te che diventerai mamma durante una pandemia mondiale e sarai costretta a farlo da sola, senza l’amore della tua vita, con una mascherina in viso per proteggere tuo figlio da un virus invisibile e bastardo, tu che di giorni sorridi e di notte piangi perché hai paura di non farcela senza di lui, sappi che sì, ce la farai.

Sarà durissima, sarà difficile, sarà doloroso e a volte ti mancherà il respiro, a tratti ti sembrerà di morire senza lui a tenerti la mano, ma ce la farai, perché le mamme questo insegnano al mondo.

Che ce la fanno sempre. Sempre.

Auguri a tutte le mamme del mondo

Irene Vella

Irene Vella Giornalista televisiva Scrivo da sempre, raccolgo emozioni e le trasformo in storie. Ho collaborato con ogni tipo di giornale. Ho fatto l'inviata per tutte le reti nazionali. Nel tempo libero pratico la Kick boxing e vado alla scoperta di nuovi dolci da mangiare. Sono la giornalista che sussurra alle pasticcerie e alla primavera.

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