Il mondo della musica italiana si stringe in un abbraccio attorno alla famiglia di Walter Savelli, pianista che per oltre trent’anni è stato l’ombra, l’anima e il cuore dei successi di Claudio Baglioni. La notizia della sua morte è arrivata con un post condiviso su Facebook dagli stessi familiari.
“Ciao a tutti, purtroppo oggi vi diamo la notizia che non avremmo mai voluto comunicare – si legge -. Walter se n’è andato stamattina, a causa delle complicazioni sopraggiunte dopo l’intervento. Lascia però una grande eredità: la sua musica dove è racchiusa la sua essenza. Ogni volta che ascoltare i suoi brani, leggerete un suo libro o guarderete una sua esibizione, lo ritroverete lì, con il suo entusiasmo e il suo enorme talento. Certi che rispetterete la privacy della nostra famiglia in questo momento delicato, vi ringraziamo per la vostra vicinanza”. Firmato: “Camilla, Linda, Simona, Patrizia”.
L’amore per la famiglia
Dietro l’artista, c’era un uomo profondamente legato ai suoi affetti più cari. Walter Savelli ha vissuto una vita in perfetto equilibrio tra successo e dimensione privata, quest’ultima sempre protetta con dedizione. Sposato con una ballerina professionista di danza classica, aveva costruito un rifugio felice insieme alle sue tre figlie, che sono sempre state la sua priorità assoluta.
L’amore per la famiglia ha avuto un gran peso, anche quando si separò artisticamente da Claudio Baglioni, con cui collaborava ormai dal 1978: “Io guardai la mia vita: avevo tre figlie, una moglie e un libro di vita personale che aspettava di essere scritto. La mia vita era a Firenze, una nuova società mi aspettava per aprire i miei orizzonti al web e così presi la decisione, serenamente. Claudio, come mi aspettai, capì e mi appoggiò”, si legge in un’intervista concessa alla giornalista Nicoletta Battilana.
Nessun rimpianto, ma la sua decisione “fraintesa”, come lui stesso spiegò nell’intervista: “Per molti, lasciare Baglioni fu un gesto sconsiderato. Mi dettero del pazzo, del malato terminale. All’inizio ne soffrii. Col tempo imparai a non dare importanza a certe affermazioni. È stata una scelta artistica, oltre che personale. E poi niente si è perso di noi e della nostra amicizia”.
Il sodalizio umano e artistico con Claudio Baglioni
Iniziato ufficialmente nel 1978, questo sodalizio artistico è diventato presto un’amicizia fraterna. Walter Savelli non era un semplice esecutore, ma l’architetto sonoro di capolavori che hanno segnato la vita di un’intera generazione. Tanto per citare un esempio celebre, fu lui a curare l’intro al piano di Mille giorni di te e di me, brano rimasto nel cassetto per tredici anni prima di raggiungere la sua completa evoluzione.
Nella band era soprannominato “il Generale”, un nome dato quasi per gioco durante le prove ma che rappresenta al meglio tutta la stima dei colleghi. Insieme a Claudio Baglioni ha vissuto notti magiche, tour rivoluzionari come Assolo e tanti, tantissimi concerti, condividendo non solo la fatica ma anche risate e passioni comuni, come quella per il buon vino. Non è un caso che, dopo aver preso strade diverse, siano rimasti legati.
E se dovessero servire ulteriori conferme, bastano le parole di Baglioni dopo l’annuncio della sua morte a spiegare quale amore li legasse. Scritte così, in versi, come una delle loro canzoni:
E così sei partito anche tu
caro Walter
tanto tanto caro.
I pensieri sparsi e disordinati
corrono nei luoghi e nei giorni
in cui siamo stati.
Si spingono e s’accavallano
tra i ricordi di mille e mille fatti
vissuti insieme accanto.
Là dove respira forte
la tua musica bella e raffinata.
Dove nuotano le tue mani
con quelle dita da pescatore di perle
ché di cose preziose
ne hai tirate su un bel po’.
Dove suona la risata frizzante
della tua amabile ironia.
Dove canta il tuo cuore
appassionato e mai abbattuto.
Dove restano le tue lezioni
sapienti e generose.
Sarai sempre un grande maestro
di musica e di vita
e con rispetto parlando
un mirabile saltimbanco
a cui si vuole un bene sconfinato.
Gli esordi e l’evoluzione come musicista
Nato in una famiglia dove la musica era di casa – il padre era trombettista, la madre soprano -, Walter Savelli iniziò a studiare pianoforte a soli sei anni. La sua è stata una vita alla “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”: di mattina studente modello in camicia e cravatta al Conservatorio Cherubini, di sera “capellone rock” con jeans e chiodo nelle band della Firenze degli anni Sessanta.
Il suo debutto vero e proprio risale al 1965 con i Guerrieri, seguito dalle esperienze con i Telstars e gli Antenati. Ma è con la formazione del super gruppo Extra, nel 1978, che avviene l’incontro della vita con Baglioni.
Savelli non ha mai smesso di guardare avanti ed è stato un vero pioniere. Ricordiamo la fondazione del suo Laboratorio Musicale, a cui si è dedicato anima e corpo e in cui ha formato artisti del calibro di Marco Masini e Paolo Vallesi. La sua missione era “tirare fuori il meglio di ogni allievo”, insegnando che la musica non è mai “leggera”, ma richiede studio, fatica e, soprattutto, anima.
A renderlo incredibilmente moderno è stato anche il suo rapporto con la tecnologia. In tempi non sospetti, già nel 1996, aprì il suo primo sito web, prevedendo prima di molti le grandi potenzialità della rete per comunicare direttamente con i fan. Inoltre, è stato il primo artista indipendente italiano a firmare un contratto con la Apple nel 2005, vendendo le sue composizioni su iTunes.