A scuola ci insegnano le equazioni, i verbi irregolari, la guerra dei trent’anni. Nessuno, mai, ci prende da parte per spiegarci cosa si fa quando tutto va storto. Da questo buco nel programma parte Bresh – all’anagrafe Andrea Emanuele Brasi, genovese, uno che finora le cose le ha dette cantando- per il suo primo libro: Nessuno ci insegna a cadere, in uscita per Rizzoli il 6 ottobre. In copertina c’è il suo nome, Andrea Emanuele Brasi, che in questi anni aveva lasciato da parte per presentarsi con lo pseudonimo che l’ha portato al successo.
La trama di Nessuno ci insegna a cadere, il romanzo d’esordio di Bresh
I protagonisti sono due e hanno l’età in cui ogni cosa sembra pesare il doppio. Diego va all’istituto tecnico e si porta dietro una rabbia che deriva dalla morte di suo padre, avvenuta nel crollo del Ponte delle Cicale e per la quale vuole che qualcuno paghi. Camilla sta dall’altra parte, al liceo classico, con una madre che pretende e un esame da superare per vincere la borsa di studio che la porterebbe via dall’Italia. Due mondi che non si parlerebbero mai, se non fosse per un terrazzo che unisce le due scuole e che li mette uno di fronte all’altra.
Poi succede la cosa che rende questo romanzo diverso da tutti gli altri romanzi di formazione che hai letto. Nel cortile finisce un libro, e dal libro se ne va la punteggiatura: due punti interrogativi si mettono in cammino tra le pagine, smarriti, per cercare il posto da cui sono venuti. Quando le frasi restano senza respiro, anche Diego e Camilla si ritrovano senza appigli e le loro vite cambiano direzione.
Il messaggio del libro: cadere non è il contrario di riuscire
Bresh ribalta l’idea che il fallimento sia una macchia da nascondere, anzi, lo descrive minuziosamente: finire a terra non è la fine della storia, è il punto esatto in cui la storia comincia a esistere. E c’è un secondo consiglio, ancora più liberatorio, soprattutto se passi le notti a chiederti se stai facendo abbastanza: smettila di cercare un senso a ogni costo, intanto vivi. Se hai ascoltato i suoi pezzi questa cosa l’aveva già intuita, perché anche nelle canzoni Bresh non ha mai avuto bisogno di giri di parole per arrivare dove voleva.
Nel frattempo il calendario è pieno. A inizio ottobre ci sono i firmacopie tra Milano, Genova e Roma, con la possibilità concreta di guardarlo in faccia e dirgli grazie. L’album Mediterraneo è tornato in una versione ampliata con brani inediti dentro. E poi c’è la data che vale un anno intero di attesa: 11 settembre 2027, Ippodromo SNAI San Siro, per “Milano Marea”.
Se ti stai chiedendo se questo libro fa per te: sì, se hai mai pensato di aver rovinato tutto per un esame andato male, per una scelta sbagliata, per una caduta davanti a tutti. La verità è che non ce lo insegna davvero nessuno, a cadere. Ma a quanto pare si impara comunque, e di solito si impara insieme a qualcuno. Anche a rimettersi in piedi.