Addio a Gino Strada, l’amore per la figlia Cecilia in una vita dedicata a Emergency

Gino Strada è morto ma la sua vita non è stata solo legata a Emergency: dall'amore con la moglie Teresa è nata l'amata figlia Cecilia

Gino Strada è morto, ma i suoi ideali continuano a vivere nei suoi progetti e negli ideali che ha portato avanti fino alla fine con forza e tenacia. La scomparsa del fondatore di Emergency ci lascia senza fiato ma, adesso, è importante portarne avanti l’eredità intellettuale (e scientifica) che ha costruito con caparbietà e superando degli ostacoli che, ad altri, sarebbero apparsi insormontabili.

È stato un medico di grande valore ma anche un filantropo e un attivista, sempre al fianco dei più deboli e delle popolazioni che maggiormente hanno avuto bisogno del suo intervento e della sua Emergency, che ha fondato con la moglie Teresa Sarti nel 1994.

Il progetto è andato avanti negli anni e con grande successo, anche sfidando le criticità che gli si sono presentate di fronte e che ha cercato di superare con la sua opera, condotta fino all’ultimo nonostante l’allontanamento della figlia dalla Ong nel 2018 e che poteva far pensare a uno strappo tra padre e figlia.

Cecilia Strada, figlia di Gino e Teresa Sarti, è stata eletta Presidente di Emergency nel 2009 – dopo la scomparsa della madre – ed è rimasta in carica fino al 2018, anno della misteriosa sostituzione che aveva anche determinato l’intervento di suo padre per smentire ogni voce di rottura con la sua unica figlia. In un’intervista a Repubblica, aveva dichiarato:

“Non c’è nessun dissidio, nessun siluramento e nessuna lite familiare. Tutto falso. Cecilia la sento tutti i giorni, fra noi c’è un rapporto di amore profondo. Ci possono essere differenze di vedute su alcune cose, come è normale in tutte le famiglie. Ma non penso sia vietato per legge”.

Quello che li legava, quindi, non era solo il lavoro umanitario ma anche un amore profondo, quello eterno che unisce un padre e una figlia. L’impegno di Cecilia è continuato nella difesa di tutti i temi che le sono cari e che ha difeso durante gli anni in cui era presidente di Emergency.

Il ricordo di sua figlia è stato affidato a Twitter e contiene, forse, quello per cui Gino ha lavorato una vita: “Amici, il mio papà non c’è più. Io vi abbraccio ma non posso rispondere ai vostri tanti messaggi (grazie), perché sono qui: dove abbiamo appena fatto un soccorso e salvato vite. È quello che mi hanno insegnato lui e la mia mamma. Abbracci forti a tutte e tutti”.

La perdita della moglie Teresa Sarti Strada, avvenuta nel 2009 a seguito di un tumore, non ha impedito a Gino e Cecilia Strada di portare avanti il progetto monumentale di Emergency che opera ancora oggi nei luoghi più difficili del mondo e colpiti dalla guerra e dalla povertà, fornendo cure mediche e chirurgiche a chi ne ha bisogno.

Con la giornalista Simonetta Gola, aveva scritto un nuovo capitolo della sua vita, proprio come osserva il Ministro Roberto Speranza che si è speso in parole di cordoglio: “Se ne è andato un caro amico. Gli volevo bene e lui ne voleva a me. In giugno avevo celebrato il suo matrimonio con la dolce Simonetta, una cerimonia riservata come loro desideravano”.

Un uomo riservato nella vita privata quanto esposto per la difesa di quei diritti per i quali si è battuto una vita, per i più deboli e per costruire un mondo migliore. La scomparsa di Gino Strada lascia un vuoto enorme e non solo nel campo della medicina e dei diritti umanitari. Mancherà la sua voce libera, la sua continua lotta contro ogni forma di guerra e contro l’esclusione sociale.

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