Addio a Peppino Di Capri, l’ultimo romantico della musica italiana

Il pianoforte, il twist, Champagne e i due Sanremo vinti: Peppino di Capri se ne è andato sulla sua isola, a due passi dal mare che ha sempre cantato

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Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

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Se n’è andato nella sua isola, quella che gli ha regalato il nome d’arte e che lo scorso anno gli aveva consegnato le chiavi della città. Peppino di Capri è morto sabato 11 luglio a Villa Castiglione, a Capri, al termine di una lunga malattia. Aveva 86 anni, e il 27 luglio ne avrebbe compiuti 87. La notizia ha attraversato in poche ore radio, tv e social, com’era inevitabile per un artista che da quasi settant’anni fa parte della colonna sonora di casa nostra.

Al secolo si chiamava Giuseppe Faiella, ma per tutti era semplicemente Peppino: gli occhiali dalla montatura spessa, il pianoforte, quella voce che sembrava sempre sul punto di sorridere.

Il bambino prodigio che aprì i concerti dei Beatles

Nato a Capri il 27 luglio 1939 in una famiglia di musicisti, Peppino di Capri si esibì per la prima volta a quattro anni, suonando il pianoforte davanti alle truppe americane di stanza sull’isola durante la guerra. Il debutto discografico arrivò nel 1958 con i suoi Rockers: il brano Nun è peccato lo trasformò in una stella, e da lì il repertorio si allargò a macchia d’olio, tra Luna caprese, Nessuno al mondo, Roberta e i twist che portarono il rock’n’roll americano nei salotti italiani, St. Tropez Twist su tutti.

Nel suo curriculum figura anche un primato che nessun altro artista italiano può vantare: fu lui ad aprire i concerti dei Beatles durante la loro tournée italiana, tra Milano, Genova e Roma.

Champagne, Sanremo e un premio alla carriera

Il 1973 fu il suo anno d’oro: la vittoria al Festival di Sanremo con Un grande amore e niente più e, in parallelo, il lancio di Champagne, il brano che sarebbe diventato il suo marchio di fabbrica, cantato (e stappato) a ogni festa che si rispetti. Tre anni dopo, nel 1976, il bis sanremese con Non lo faccio più. In totale le sue partecipazioni al Festival furono quindici, un record condiviso con pochissimi, coronato nel 2023 dal premio alla carriera ricevuto sul palco dell’Ariston. Nel 1991 rappresentò l’Italia all’Eurovision con Comm’è ddoce ‘o mare, portando il napoletano in Europa, ben prima di Sal Da Vinci.

Gli amori della sua vita: Roberta e Giuliana

La prima moglie fu la modella Roberta Stoppa, sposata nel 1961 e madre del primogenito Igor: a lei Peppino dedicò la celebre Roberta. Dopo il divorzio, nel 1978 sposò Giuliana Gagliardi, la biologa napoletana che gli rimase accanto per oltre quarant’anni e gli diede altri due figli, Edoardo, musicista, e Dario, per qualche anno attore con il nome di Dario Castiglio. Giuliana è scomparsa il 4 luglio 2019, quasi sette anni esatti prima di lui. Una coincidenza di date che, per chi crede a certi appuntamenti del destino, non ha bisogno di commenti.

L’ultimo omaggio della sua isola

Il 24 marzo 2025 Capri gli aveva consegnato le chiavi della città e, la sera stessa, Rai 1 aveva trasmesso Champagne – Peppino di Capri, il film biografico diretto da Cinzia TH Torrini con Francesco Del Gaudio nel ruolo del cantante e le musiche curate dallo stesso Peppino insieme al figlio Edoardo. Un tributo arrivato in tempo, mentre l’artista era ancora lì a godersi l’affetto della sua gente. Se n’è andato dove tutto era cominciato: a pochi passi dalla collinetta di Castiglione, con vista su quel mare che aveva cantato per tutta la vita.