Sul tappeto blu del Hammer Museum di Los Angeles, per la première di 56 Days, Damiano David e Dove Cameron arrivano mano nella mano e senza forzature. Lui in completo rétro, lei in un abito rosa: una coppia che si muove sul red carpet con una naturalezza rara, soprattutto quando i flash sono tutti puntati addosso.
Dove Cameron e Damiano David al red carpet di 56 Days
La cornice è quella del Hammer Museum, trasformato per una sera in uno dei set più eleganti della stagione delle première. Damiano David arriva come accompagnatore, ma è evidente fin dal primo scatto che il suo ruolo va molto oltre quello del “plus one”. Accanto a lui, Dove Cameron – protagonista della nuova serie ispirata al romanzo bestseller di Catherine Ryan Howard – sembra muoversi con la stessa sicurezza con cui sta attraversando questa fase della sua carriera.
L’atmosfera è rilassata, quasi intima, pur nella ritualità fotografica del tappeto blu. I due si cercano con lo sguardo, si muovono insieme, si concedono ai fotografi con una naturalezza che funziona proprio perché non è studiata per risultare virale. E in mezzo a tutto questo, i look diventano il vero linguaggio narrativo.

Damiano David e il grandpacore che diventa dichiarazione di stile
Se c’è una parola che oggi descrive meglio il guardaroba di Damiano David, è grandpacore. Un’estetica che prende in prestito il rigore, le proporzioni e la memoria sartoriale del guardaroba maschile del secolo scorso, e la riporta nel presente con una consapevolezza sorprendente.
Per la première di 56 Days, Damiano sceglie un completo marrone a due pezzi, in una tonalità calda e profonda che sta conquistando da tempo gli uomini più interessanti dello scenario fashion internazionale. Il tessuto ha una mano compatta, quasi asciutta, perfetta per sostenere una costruzione sartoriale ben definita.
La giacca è il vero cuore del look: rever ampi, quasi importanti, spalle strutturate e linea decisa sul torace. Non è una silhouette rilassata: è una silhouette che rivendica la presenza del corpo, pur senza aderire. Il pantalone, invece, lavora su tutt’altro equilibrio: vita alta, due pinces per lato, gamba ampia e caduta dritta. Un vero wide leg maschile, che non ha nulla di modaiolo e tutto di profondamente rétro.

Il risultato non è nostalgico. È, piuttosto, una forma di romanticismo sartoriale che Damiano ha costruito nel tempo, soprattutto da quando il suo percorso artistico – sempre più lontano dall’immaginario rock più aggressivo – si è spostato verso una dimensione pop, più intima e controllata. Non è un caso che, dopo le piattaforme, il vinile, il latex e il leather, oggi siano entrati nel suo guardaroba i gilet in maglia, i pantaloni a vita alta, le giacche da abito con proporzioni importanti.
Dove Cameron, l’abito rosa che racconta un nuovo romanticismo
Accanto a lui, Dove Cameron costruisce un’immagine completamente diversa ma perfettamente complementare. L’abito è in satin rosa cipria, una tonalità delicata ma luminosa, che sotto le luci del tappeto blu restituisce una superficie quasi liquida.
La silhouette è essenziale, ma attentamente studiata. Il corpino aderente lavora su una costruzione ispirata al mondo lingerie, con una definizione netta del busto e una linea che accompagna il corpo senza irrigidirlo. Il punto vita scende leggermente, lasciando che la gonna si apra in una linea fluida, allungata da un piccolo strascico che segue il passo e costruisce movimento.

Il dettaglio più riconoscibile è la scollatura a cuore, che aggiunge una nota femminile e morbida all’intero impianto dell’abito. È un romanticismo molto controllato, lontano dall’effetto principessa, più vicino a un immaginario boudoir contemporaneo, che sulle passerelle e sui red carpet si sta affermando con forza.
Dove, invece, resta su un registro morbido, coerente con la sua immagine e con la fase che sta attraversando: una femminilità luminosa, mai aggressiva, che lascia spazio alla grazia senza rinunciare alla modernità.