Donatella Versace: “Così sono uscita dal tunnel della cocaina”

Per la prima volta Donatella Versace si toglie la maschera e rivela i suoi dolori, dalla perdita del fratello Gianni, alla chirurgia plastica, sino alla dipendenza dalla cocaina

Donatella Versace si racconta come non aveva mai fatto prima, parlando di tutto, dalla cocaina alla chirurgia. Ricchezza, fama e successo non hanno reso la stilista esente dal dolore e dalle disgrazie, come ha raccontato in una lunga intervista rilasciata al sito di moda Ssence.

Prima la dipendenza dalla cocaina, poi la chirurgia plastica, hanno cambiato per sempre l’esistenza di Donatella Versace, trascinandola in un vortice di dipendenze da cui è uscita dopo un lungo percorso di riabilitazione.

Tutto è iniziato dopo la morte di Gianni Versace, ucciso a Miami all’ingresso della sua villa nel 1997. Dopo quella tragedia Donatella Versace divenne il nuovo volto della casa di moda. “Ero il nuovo volto di Versace – ha raccontato -. Chi avrebbe voluto indossare gli abiti ideati da una designer debole, instabile, che perde la testa a causa della droga e si auto-commisera? Nessuno! Così ho creato una Donatella distante, aggressiva, spaventosa”.

In quegli anni la fashion designer stravolse completamente la sua immagine grazie alla chirurgia estetica, sfoggiando trucco pesante e capelli biondo platino. “Avevo l’impressione che tutto il mondo mi guardasse con i coltelli negli occhi, ho creato una maschera per proteggermi – ha confessato -, non volevo che nessuno capisse le mie emozioni”.

Per 18 anni è stata schiava della cocaina, combattendo una battaglia interiore da cui è uscita soprattutto grazie all’aiuto degli amici, in particolare Elton John. Fu lui a farla salire su un jet privato diretto in una clinica di disintossicazione in Arizona, negli Stati Uniti, dove Donatella Versace rimase ben 5 settimane.

“I rari momenti in cui rimanevo sola con la mia dipendenza, mi rendevo conto di essere molto, molto malata – ha svelato la regina di Versace -. Alcune sere non mi controllavo più e mi umiliavo davanti ai miei figli. L’odio che provavo verso me stessa aumentava di giorno in giorno”.

Oggi quell’incubo è finito e Donatella Versace è finalmente uscita dal tunnel della droga: “La dipendenza ha lo stesso effetto su tutti. Peggio delle crisi di astinenza è lo choc che si vive quando si torna nella realtà – ha spiegato -. La droga mi ha impedito di vedere quante cose brutte ci fossero attorno al business della moda”.

Infine la figura di Gianni Versace continua ad accompagnare l’esistenza di Donatella, alla guida della maison creata dallo stilista. La designer ha svelato di sognarlo spesso: “Nel sogno compare sempre Gianni che mi grida ‘Donatella, che cosa sono questi vestiti orribili? Dovrebbero essere firmati Versace? Come hai potuto dimenticare tutto ciò che ti ho insegnato?’. Poi prende gli abiti e li butta via. Grazie a Dio ormai faccio raramente quest’incubo”.

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