Can Yaman smentisce l’arresto, le prime parole dell’attore: “Non fate copy paste”

Can Yaman torna a Roma e rompe il silenzio sui social: un messaggio diretto alla stampa italiana per chiarire e spegnere le polemiche dopo le voci circa un suo arresto

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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Dopo ore di voci, titoli allarmistici e un tam tam mediatico che ha attraversato confini e social network, Can Yaman rompe il silenzio. Lo fa nel modo più diretto possibile: tornando a Roma, dove da tempo vive, e affidando a Instagram le sue prime parole dopo il presunto arresto in Turchia, che sarebbe avvenuto nell’ambito di un’operazione antidroga che ha coinvolto diversi locali e personaggi noti.

Can Yaman smentisce l’arresto per droga

Uno sfogo misurato, ma tutt’altro che casuale. “Back to Rome”, ha scritto Can Yaman sul suo account social, accompagnando il messaggio con un tono che mescola amarezza e affetto. Il destinatario non è solo il pubblico, ma soprattutto la stampa italiana, chiamata in causa con una richiesta precisa: non limitarsi a riportare indiscrezioni provenienti dalla Turchia senza verificarle.

La stampa turca è cattiva con me da sempre, ma non è una novità. Però voi no”, ha sottolineato., tracciando una linea netta tra il sensazionalismo e il racconto responsabile dei fatti.

Nel suo messaggio, Yaman ha invitato a usare il buon senso prima ancora delle fonti. La sua domanda è retorica ma efficace: davvero avrebbe messo a rischio la propria carriera e la propria libertà frequentando locali con sostanze illegali proprio mentre le autorità conducevano controlli serrati e arresti eccellenti?

Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato in così poco tempo e in grado di tornare in Italia il giorno dopo”, ha scritto, smontando la narrazione che in poche ore aveva acceso sospetti e illazioni.

Can Yaman torna in Italia

Il rientro a Roma diventa così per Can Yaman un gesto simbolico oltre che pratico: un ritorno alla normalità, alla quotidianità, ma anche a una dimensione in cui l’attore sembra voler riprendere il controllo del proprio racconto pubblico.

Non c’è rabbia, né attacco frontale, ma una richiesta di correttezza e di rispetto, soprattutto verso chi, come lui, vive costantemente sotto i riflettori.

La chiusura del messaggio è inaspettatamente affettuosa: “Vi voglio bene”. Un saluto che stempera la tensione e restituisce l’immagine di un uomo consapevole della propria esposizione, ma ancora fiducioso nel rapporto con il pubblico italiano che lo ha accolto e reso una star.

Il post si è riempito velocemente dei commenti dei fan, che non hanno mai smesso di credere nell’innocenza del 36enne. “Non ci ho creduto nemmeno per un secondo…bentornato Can”, ha scritto qualcuno. “Caro Can, puntare il dito è facile, ma per fermarsi prima infangare qualcuno ci vuole onestà intellettuale, ma purtroppo questa scarseggia. Hai fatto benissimo a scrivere queste due righe… e a testa alta come sempre! Ti vogliamo un bene immenso”, ha aggiunto qualcun altro.

A prendere le difese di Yaman dopo la notizia del presunto arresto è stato anche il preparatore atletico Emiliano Novelli, conosciuto sul set di Sandokan. “Impossibile faccia uso di droghe – ha assicurato – Lo ricordo come una persona tranquilla, disciplinata, un atleta a tutto tondo. Si allenava anche otto ore al giorno sul set ed era seguito costantemente dal suo team. Se ti droghi un ritmo così non lo reggi”.

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