Una vita trascorsa in parte sotto i riflettori, seguita dal ritiro e da un secondo tempo più appartato ma non meno importante, dedicato alla tutela dei diritti degli animali. Brigitte Bardot, morta il 28 dicembre all’età di 91 anni, lascia dietro di sé un patrimonio complesso, che ora deve trovare una destinazione. Secondo stime non ufficiali, la sua fortuna ammonterebbe a diverse decine di milioni di dollari. Un dato, però, conta più di ogni cifra: la successione era stata pianificata da tempo, con una direzione precisa e dichiarata.
A chi è destinato il patrimonio di Brigitte Bardot
Da anni, Brigitte Bardot aveva deciso che la parte più cospicua dei suoi beni sarebbe confluita nella Fondation Brigitte Bardot, l’organizzazione da lei fondata nel 1986 nella villa di Saint-Tropez “con un avvocato locale e un’amica”, come raccontò in passato. Una scelta coerente con l’impegno che, dopo il ritiro dalle scene nel 1973, aveva occupato interamente la sua vita pubblica.
Immobili, diritti d’autore, proventi editoriali e musicali: tutto è stato progressivamente ricondotto alla Fondazione. Dalla casa di campagna di Bazoches alla celebre La Madrague, di cui aveva conservato negli anni solo l’usufrutto e in cui è venuta a mancare, fino ai beni mobili e alle entrate derivanti dal suo nome. Per molti giuristi si tratta di un esempio emblematico di pianificazione patrimoniale “militante”, costruita attorno a una causa, più che a un asse familiare tradizionale.
Il rapporto difficile con il figlio Nicolas
Brigitte Bardot ha un figlio, Nicolas-Jacques Charrier, nato dal matrimonio con l’attore Jacques Charrier. Il loro legame è stato a lungo segnato da distanza e conflitti, tanto che nell’autobiografia dell’attrice non mancano parole durissime. Ma il diritto francese prevede la réserve héréditaire, una quota minima del patrimonio che spetta ai figli, analoga alla legittima prevista in Italia.
Proprio per limitare l’impatto di questa norma, Bardot aveva agito con largo anticipo: gran parte delle sue risorse era già stata trasferita alla Fondazione attraverso conferimenti, aste di oggetti personali e operazioni immobiliari. Una strategia che, di fatto, ha ridotto l’asse ereditario disponibile al momento della morte.
Secondo valutazioni diffuse in passato da Celebrity Net Worth, il patrimonio complessivo si aggirerebbe intorno ai 65 milioni di dollari. Una cifra importante, ma inferiore alle aspettative legate a una fama planetaria, proprio perché nel tempo destinata quasi integralmente alle attività animaliste.
I diritti connessi alla sua produzione artistica – cinema, musica, editoria e moda – hanno continuato a generare entrate anche dopo il ritiro, alimentando le casse della fondazione più che un patrimonio personale.
Il ruolo della Fondazione
Con sede a Parigi e riconosciuta di pubblica utilità nel 1992, la Fondation Brigitte Bardot è oggi il centro in cui andrà a confluire gran parte del suo lascito. Difesa degli animali domestici e selvatici, campagne di sensibilizzazione, interventi sul territorio e azioni legali: l’organizzazione conta circa cento dipendenti e oltre 500 tra delegati e volontari. Dal punto di vista finanziario, vive in larga parte di donazioni e lasciti testamentari, che rappresentano quasi il 90% delle risorse.
Un recente rapporto della Cour des comptes ne ha analizzato la governance, evidenziando il ruolo ancora influente della fondatrice, affiancata però da una direzione generale stabile e strutturata.
Accanto ai diritti immateriali, restano le proprietà immobiliari: La Madrague, acquistata nel 1958, simbolo della sua vita e rifugio negli ultimi anni; una seconda proprietà sulle alture di Saint-Tropez, trasformata in un vero santuario per animali; una villa a Cannes, messa in vendita nel 2020 per circa 6 milioni di euro; e diversi appartamenti parigini citati da varie ricostruzioni. Tasselli di un patrimonio che, più che raccontare il lusso, riflettono una scelta di vita precisa e irrevocabile.
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