C’è un fascino unico nel modo in cui Audrey Tautou ha attraversato il tempo. Il suo sguardo curioso e penetrante, un po’ da bambina, quello stile parigino molto chic che è diventato iconico. Nulla di tutto ciò è cambiato e, compiuti 50 anni, merita di essere celebrata come l’artista che è: una delle interpreti più profonde e sognanti del cinema francese che, fedele alla propria libertà, ha deciso di ritirarsi dalle scene.
Il successo mondiale con Il favoloso mondo di Amélie
La carriera di Audrey Tautou prende il via alla fine degli anni ’90, per l’esattezza nel 1999 quando recita nel film Scirocco d’amore, interpretazione che le vale il Premio César come migliore promessa femminile.
Ma, come ben sappiamo, la consacrazione internazionale arriva nel 2001 con Il favoloso mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet: la straordinaria prova nei panni di Amélie Poulain incanta la critica globale, trascinando il film fino agli Oscar e trasformandola in un vero e proprio fenomeno di costume.
Basti pensare che sono trascorsi decenni, ma mai nessuno ha dimenticato lei, il suo personaggio, le citazioni e quella colonna sonora che a solo sentirne le prime note fa venire un brivido.
La carriera dell’attrice dopo Amélie Poulain
Quando si esplode con un successo simile, c’è il rischio che si resti ingabbiati in un singolo personaggio. Potremmo citare decine di casi simili, a cominciare da Robert Pattinson che ha costruito la sua intera carriera con l’intento di allontanarsi dallo scintillante e decadente vampiro Edward Cullen di Twilight.
Audrey Tautou ha avuto un percorso simile, in tal senso. L’attrice francese ha accettato ruoli ben diversi rispetto a quello sognante di Amélie, innanzitutto prendendo parte alla celebre trilogia di Cédric Klapisch iniziata con L’appartamento spagnolo, poi aprendosi a grandi produzioni internazionali. Recita nel dramma britannico Piccoli affari sporchi di Stephen Frears, nel kolossal d’epoca Una lunga domenica di passioni, nel blockbuster hollywoodiano Il Codice Da Vinci al fianco di Tom Hanks. Veste poi i panni della celebre stilista in Coco avant Chanel – L’amore prima del mito, prima di affrontare altri ruoli decisamente complessi in opere come La delicatezza, Thérèse Desqueyroux, Schiuma dei giorni e L’Odyssée.
La vita oggi, lontana dai riflettori
La decisione di Audrey Tautou di allontanarsi dalle scene non è stata immediata. Piuttosto è stata l’ultima tappa di un percorso che l’ha vista per buona parte della vita fronteggiare una popolarità strabordante a cui non era e probabilmente non si sarebbe mai abituata.
I primi segnali erano evidenti già quando, descrivendo il successo con Amélie, lo aveva definito un’esperienza alienante. Esperienza che l’ha spinta a riprendere il controllo della propria immagine non solo con le scelte artistiche su ruoli e film, ma anche attraverso la fotografia, una delle sue più grandi passioni. Con la macchina fotografica sempre con sé, l’attrice ha preso a immortalare i giornalisti e chiunque la intervistasse, così da ribaltare la prospettiva. Un lavoro molto particolar e intimo, che ha trovato l’apice nella mostra fotografica Superfacial, nel 2017, dove Tautou ha esposto una serie di autoritratti scattati in solitudine.
Un’immagine ben diversa dalla classica star internazionale, in linea con la sua decisione finale. Lentamente, l’attrice si è allontanata dai set, realizzando il suo desiderio di rivendicare il pieno possesso del proprio tempo. Nel 2019 ha adottato una bambina originaria del Vietnam, dedicandosi a tempo pieno alla maternità e a conducendo un’esistenza totalmente privata.
Oggi Audrey Tautou coltiva le sue passioni, come la scrittura, l’illustrazione, la fotografia d’autore, non perde occasione per viaggiare e ama anche andare in barca a vela.