Segnatevi la data, anzi no: è già arrivata. Da venerdì 10 luglio Million Dollar Babe, il secondo album in studio di Anna Pepe, è ufficialmente fuori, e i fan lo aspettavano come si aspetta l’estate: con impazienza e con le idee già chiare su come sarà. La rapper spezzina, del resto, aveva preparato il terreno con cura.
Prima il singolo White Girl Wasted, uscito il 19 giugno e volato dritto nella Top 10 della classifica FIMI, poi la tracklist svelata sui social, con i quattordici titoli in bella vista e i featuring tenuti rigorosamente top secret, giusto per far salire la curiosità. Una strategia da manuale, ma anche il segnale che Anna, a soli 22 anni, il suo mestiere lo conosce benissimo.
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Di cosa parla “Million Dollar Babe”
Il titolo ricorda il film cult omonimo con Clint Eastwood e Hilary Swank, e suona come una dichiarazione di guerra e di rivalsa (o di autostima, che a volte coincidono). Secondo la presentazione ufficiale, il disco di Anna Pepe è il racconto di una ragazza che ha imparato a riconoscere il proprio valore senza cercare l’approvazione degli altri: un manifesto di forza, rivalsa e autodeterminazione che attraversa le contraddizioni del successo, dallo status e dalla gloria fino al vuoto, alla solitudine e alle illusioni che spesso li accompagnano.
“Ho imparato a darmi valore nel tempo”, ha raccontato durante un’intervista, spiegando di aver acquisito un’autostima, personale e artistica, che prima non aveva. E ancora: è diventata una “million dollar babe” proprio perché sempre più sicura di quello che faceva, senza lasciarsi definire dai numeri e dalle classifiche.
Quattordici tracce (e una copertina firmata dalla mamma)
La scaletta si muove tra italiano e inglese: si apre con la title track Million Dollar Babe e si chiude con Veleno, passando per Don’t Tell Nobody, Sono io il pass, Catalano, Cuore in off, Scontrosa, Safari, Crystal Collo, Hot Pot (Interlude), U Like Me, Benihana e Honey. Il progetto arriva dopo quasi due anni di lavorazione tra Italia e Stati Uniti, e consolida il sodalizio artistico con il produttore Miles, già al suo fianco ai tempi delle hit che l’hanno lanciata.
Poi il dettaglio da scarrafone: tra le edizioni speciali in vinile ce n’è una con la copertina realizzata dalla madre dell’artista, che ritrae Anna a bordo di un’auto lungo la costa ligure, un omaggio alle sue origini. L’immaginario fotografico del progetto porta invece la firma del fotografo e direttore creativo americano Jacob Webster.
Cosa rappresenta Anna per le nuove generazioni
Per capire il fenomeno bisogna guardare oltre il disco. Anna Pepe, classe 2003, nel 2020 è diventata con Bando la più giovane artista italiana a conquistare la vetta della classifica FIMI dei singoli, quando ancora andava a scuola. Oggi conta quarantaquattro dischi di platino e undici d’oro, per oltre quattro milioni di copie certificate in Italia, e nel marzo 2025 ha ritirato il premio Global Woman of The Year – Italy ai Billboard Women in Music Awards di Los Angeles.
Ma i numeri, lo abbiamo detto, raccontano solo metà della storia. Per la Gen Z Anna è la dimostrazione vivente che in un genere storicamente maschile come il rap italiano una ragazza può stare al centro della scena, dettando regole ed estetica (la “vera baddie”, per citare il titolo del suo primo album).
Le sue fan non la seguono soltanto per le hit da tormentone: ci vedono un modello di sicurezza costruita, non regalata, di ambizione rivendicata senza sensi di colpa. E quel messaggio, “impara a darti valore da sola”, arriva a una generazione cresciuta a colpi di like e paragoni social, che di autostima ha un bisogno disperato. Coerente fino in fondo, Anna ha anche spiegato di non sentire sua la competizione di Sanremo: al massimo, ha detto, le piacerebbe andarci da ospite nella serata cover, magari con Levante.