Morte Gino Paoli, cambia la programmazione Rai del 25 e 26 marzo

La Rai rende omaggio a Gino Paoli, il grande cantautore scomparso a 91 anni, con una programmazione speciale.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

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La morte di Gino Paoli spinge la Rai a cambiare programmazione per celebrare un grandissimo artista. Il cantautore, scomparso all’età di 91 anni, ha segnato la storia della musica e la cultura del nostro paese in modo indelebile, lasciando il segno.

Come cambia la programmazione Rai

Proprio per questo Rai Cultura ha deciso di rivoluzionare il palinsesto di Rai Storia per rendere onore a Gino Paoli il 25 e il 26 marzo. Dalle interviste private, ai racconti, passando per i filmati televisivi degli anni Settanta sino ai concerti, l’archivio Rai nasconde la storia di Gino Paoli. Una storia che merita di essere raccontata.

Partiamo da mercoledì 25 marzo quando andrà in scena Biografie – Gino Paoli, il cielo in una nota alle 11.45. Un ritratto del cantautore con le esibizioni dei suoi più famosi brani e le ospitate televisive. Il programma permetterà di riascoltare La gatta, Senza fine, Il cielo in una stanza e Sapore di sale. Canzoni immortali che hanno fatto innamorare e influenzato intere generazioni.

Alle 12.25 i telespettatori potranno invece scoprire il filmato che racconta il giorno in cui Gino Paoli presentò per la prima volta la canzone Senza fine scritta nel 1961 e cantata negli studi Rai nel 1965. Insieme a lui una straordinaria Ornella Vanoni, ma anche Gianni Morandi e Adriano Celentano.

Giovedì 26 marzo alle 13 andrà in scena Amare per vivere (Gino Paoli 1972), uno speciale televisivo con poesie e canzoni per scoprire ancora di più la sensibilità e l’arte del cantante. Alle 13.50 andrà invece in onda Bussola Days e Chet Baker, una serata-omaggio condotta da Gianni Minà e dedicata al locale di Sergio Bernardini con presente Gino Paoli, pronto a raccontare aneddoti fra vita vera e musica.

L’addio commosso a Gino Paoli

La morte di Gino Paoli ha colpito tantissime persone che ammiravano il suo talento e la sua capacità di creare brani che erano vere e proprie poesie.

“Aveva grandi doti, era un amico e ci volevamo bene – ha spiegato Mogol, ospite di Pierluigi Diaco -. Gli chiesi di cantare ‘Il cielo in una stanza’ per Mina. Io non potevo farlo. Mina incise il brano successivamente. Gli sarò sempre grato per questo. Non lo trovavo un uomo spigoloso, lo ripeto, era un amico sincero, dolcissimo”.

Commovente anche il ricordo di Vasco Rossi, che ha voluto dire addio all’artista a modo suo: “E poi ci troveremo come le star..?? La prima volta che ho visto Gino cantare, ho capito, e ho imparato qual è la differenza tra un cantante e un interprete… immenso Gino. Wiva Gino Paoli”, ha scritto.

“Ciao Gino, amico e collega di una vita – le parole di Gianni Morandi -, ti ho voluto bene da sempre. Per la tua musica, per la tua anima, per quello che hai lasciato a tutti noi. Buon viaggio”.

“Se ne è andato uno dei giganti della musica italiana – l’addio di Cristiano De Andrè -: un artista dal cuore immenso, capace di scrivere canzoni che hanno anticipato i tempi e segnato intere generazioni. Grande amico di mio padre, è stato una presenza familiare fin da quando ero bambino. La sua sensibilità, la sua eleganza e la sua voce resteranno per sempre nella nostra memoria. È una perdita immensa, non solo per la musica, ma anche per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino. Oggi è un giorno davvero triste”.