Alla Ghigliottina de L’Eredità Summer di sabato 1° agosto è successa una cosa rara: un concorrente ha pagato 38.250 euro per scoprire di aver sbagliato. E ha fatto bene. Il campione Giulio, insegnante di italiano, storia e geografia da Brugherio con un passato da archeologo (in studio è già “Indiana Giulio”), aveva scritto “regno” sul cartoncino. Poi ha comprato la sesta parola, ha visto il montepremi crollare da 42.500 a 4.250 euro e ha capito tutto in un secondo, pugno sul tavolo compreso. Seconda Ghigliottina vinta in due sere. I conti li facciamo dopo, come lui.
Marco Liorni apre la penultima puntata della settimana dagli studi Fabrizio Frizzi consegnando al campione il “documento ufficiale” e provando ad allungargli il cinque: Giulio è già in postazione, concentratissimo. Il sorteggio richiama Federica, ingegnere biomedico e pallanuotista di Recco, e Michela, quinto anno di medicina a Valmontone, poi finalmente premia Diego, studente di scienze motorie da Monghidoro come Gianni Morandi, e chiude con Bruno, selezionatore del personale a Milano, che come Giulio ha già una vittoria e punta al titolo settimanale.
Indice
La Scossa, il vino rosso e le biomolecole di Diego
La Scossa stavolta ci porta nella credenza della casa al mare di Greta, davanti al dramma domestico per eccellenza: la tovaglia buona macchiata di vino rosso mentre gli ospiti guardano. I rimedi sfilano tutti promossi, dalla farina al bicarbonato, dall’amido di mais di Bruno (per lui una macchia di vino “porta fortuna”, comodo) al vino bianco di Michela, che scomoda addirittura la filosofia: “il simile scioglie il simile”. Giulio punta sul dentifricio, quello che da adolescenti si spalmava sui brufoli, e indovina pure lui. A rovinarsi la serata è Diego, che al debutto invoca le biomolecole e sceglie l’acqua calda: peccato che il calore la macchia la allarghi. Per la sfida sceglie Federica, e l’ingegnere lo rispedisce a casa al primo giro. Le biomolecole, evidentemente, non erano d’accordo.
Il Gioco delle Date regala il meglio di Bruno, che piazza il 1975 di Amici miei con supercazzola annessa, e una chicca su Federica: tra i suoi ex professori figura Guido Gagliardi, storico campione de L’Eredità, “maestro di vita prima che di fisica”. La cometa di Halley miete due vittime, mentre Giulio la sistema nel 1986 e prenota la partita del prossimo passaggio: 2061. A condannare Michela sono i Flintstones, che lei data 1973 quando lo Yabba Dabba Doo suona nelle case dal 1960. Sfida con Bruno, eliminazione, e un saluto alle sorelle che studiano giurisprudenza e ingegneria medica: a tavola, in quella casa, si vince un quiz a sera.
Le porte premiano tutti, tranne Federica
Dopo il balletto scaramantico di rito, il Gioco delle Porte diventa un festival del sapere applicato: Federica riconosce in Michael Jackson il re del Moonwalk dopo l’esibizione robotica di Patrizio Ratto e sale a 60.000, Bruno pesca la porta Sanremo e sa che il brano di Riccardo Cocciante era nato per Adriano Celentano, sorpasso a 70.000. Giulio, dalla porta “dove mi trovo”, mette in fila focaccia, Olly e acquario e atterra a Genova senza scalo.
Poi arriva la porta logica, la più temuta, quella che neanche Marco Liorni sceglierebbe mai: tre imbianchini tinteggiano una casa in 12 ore, quanto ci mettono in due? Federica spara 9 sul gong, la matematica dice 18, e la pallanuotista saluta con appuntamento al sorteggio. Allo scontro dei 60 secondi, tra soprani, anteprime e bungee jumping, Giulio piega Bruno e gli alleggerisce pure il bottino.
La Ghigliottina: “regno” cancellato, caffè pagato
Giulio parte da 170.000 euro e dimezza solo due volte: agli indizi arriva con 42.500 e cinque parole davanti, cubismo, massimo, potenza, dinastia, partito. Scrive “regno”, ma qualcosa non lo convince e compra la sesta parola, scendendo a 4.250. Quando appare “spicco” parte il pugno sul tavolo che fa sobbalzare Liorni (“Che c’è?!”): “C’è che era facile, mannaggia. Vabbè, non si buttano via”.
Da lì è discesa libera: esponente di spicco di un partito, esponente di una dinastia, l’esponente della potenza in matematica, un esponente del cubismo come Picasso. E il massimo esponente? “Della televisione italiana, ce l’ho davanti”, dice guardando il conduttore, che incassa il complimento e si vede promettere un caffè. La parola è “esponente“, ed è giusta: 4.250 euro contro i 16.250 della sera prima, ma il bis vale doppio nella corsa al titolo settimanale. Domani Giulio sarà certamente in gara, per tutti gli altri la parola torna al sorteggio.