Fertilità, le regole per preservarla

L'Istituto Superiore di Sanità ha divulgato alcuni consigli che è bene seguire se si progetta di allargare la famiglia

Quindici coppie ogni cento: questi i numeri dell’infertilità in Italia.

Proteggerla è importantissimo in quanto, nel momento in cui insorgono problemi, a essere investiti sono diversi ambiti, da quello psicologico per via del forte senso di frustrazione, fino a quello economico con la necessità di pagare cure molto costose.

In occasione della Giornata Nazionale di Informazione sulla protezione della Fertilità che si è svolta il 22 settembre, l’Istituto Superiore di Sanità ha reso pubblici alcuni consigli che è bene seguire se si ha intenzione di fare figli. Il principale riguarda indubbiamente l’età. La fertilità femminile cala infatti con gli anni. Il primo brusco colpo di coda verso il basso arriva attorno ai 35 anni. Dopo il giro di boa dei 40, la riserva ovarica diminuisce ulteriormente e cresce il rischio di mettere al mondo figli con anomalie cromosomiche.

Molto importante è anche il mantenimento del peso forma. Forse non tutti sanno che nelle riserve adipose è presente un ormone noto come androstenedione che, quando raggiunge picchi alti, interferisce con la regolarità del ciclo mestruale e con l’ovulazione.

Tra le altre regole fondamentali per proteggere la fertilità è possibile ricordare il fatto di non fumare, in quanto la nicotina influenza in maniera negativa la motilità delle tube e, di conseguenza, ostacola l’incontro tra i gameti.

Un doveroso cenno va fatto alle malattie sessualmente come la Sifilide, la Gonorrea e al Clamidia. Proteggersi durante i rapporti con partner di cui non si conosce la storia sanitaria e controllarsi costantemente sono buone pratiche di grande rilevanza. Le infezioni sopra ricordate possono infatti alterare la chimica del canale vaginale e dell’utero; nei casi più gravi riescono addirittura ad arrivare alle tube e a provocarne l’ostruzione.

Da sottolineare sono inoltre le strade da seguire per preservare la fertilità in caso di trattamenti oncologici. In tali frangenti, si può optare per il congelamento degli ovociti e degli embrioni (la seconda alternativa è però riservata alle coppie stabili con problemi di infertilità conclamati), così come per la sommistrazione di farmaci che mimano l’azione del GnRH, ormone prodotto dall’ipofisi in grado di limitare i danni della chemioterapia sull’apparato riproduttivo.

Dal momento che il desiderio di una famiglia è un progetto di coppia, se si punta a preservare la fertilità è basilare che anche il partner maschile si controlli, eseguendo per esempio uno spermiogramma. In questo modo è infatti possibile diagnosticare il varicocele, alla base del 20% circa dei casi di infertilità.

Quando lo si nomina si inquadra una disfunzione delle vene testicolari che, dilatandosi eccessivamente, compromettono notevolmente la qualità della popolazione spermatica. Fino a qualche decennio fa veniva diagnosticato in giovane età in occasione della visita per la leva obbligatoria. Nonostante sia operabile con un intervento semplice da day hospital, se trattato troppo tardi può comunque comportare un forte calo della fertilità maschile.

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