Vaccinazione Covid-19, come comportarsi in casi particolari e in presenza di controindicazioni

Il vaccino per il Covid-10 è molto importante, tuttavia potrebbero esserci casi particolari in cui non è possibile farlo. Ecco dei consigli utili

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Vaccinarsi nei confronti del virus Sars-CoV-2 è di grande importanza, per la salute propria e degli altri. Questo è quanto dice la scienza. Ma ci sono casi in cui il vaccino non può essere somministrato per la presenza di vere e proprie controindicazioni. Allo stesso modo, a volte possono entrare in gioco false controindicazioni che invece non hanno significato specifico e vanno conosciute.

Qualsiasi problema di questo tipo va discusso con il proprio medico di famiglia, considerando sempre il valore della vaccinazione che davvero rappresenta un’arma efficace per frenare la diffusione del virus e limitare l’impatto dell’eventuale infezione sul singolo. Per aiutare i sanitari sulla scelta, anche alla luce di situazioni particolari, sulla scorta di recenti circolari sulla composizione dei vaccini la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) ha realizzato un Documento, redatto in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute, che contiene informazioni utili ai medici di famiglia e ai medici vaccinatori.

“È fondamentale fare chiarezza – sottolinea Claudio Cricelli, Presidente Simg – Il nostro obiettivo è dare indicazioni precise e inequivocabili ai Medici di Medicina Generale e ai Medici vaccinatori impegnati in queste ore nel processo di vaccinazione della popolazione. Ogni caso specifico deve essere ricondotto alle rispettive esigenze, senza dare adito a false notizie o ad ambiguità che spesso lasciano dubbi e perplessità”.

Quando si può rinviare il vaccino?

Il documento ricorda che ci sono delle condizioni in cui è preferibile posticipare la vaccinazione e sono legate alla protezione già garantita dall’infezione: si tratta dei pazienti positivi al Sars-CoV-2 ad almeno tre mesi dal primo tampone positivo e pazienti con Covid-19 che abbiano ricevuto terapia con anticorpi monoclonali laddove non siano trascorsi almeno tre mesi dal trattamento.

Vi sono poi soggetti in quarantena per contatto stretto e soggetti con sintomi sospetti di Covid-19: in questi casi l’opportunità di vaccinazione avverrà alla fine della quarantena o successivamente al termine del percorso diagnostico. A questi si aggiungono pazienti con malattia acuta severa non differibile (come un evento cardiovascolare acuto, epatite acuta, nefrite acuta, stato settico o grave infezione di qualunque organo/tessuto, condizione chirurgica maggiore, ecc.).

Quando il vaccino è controindicato e le false controindicazioni

In termini generali – occorre sempre ricordare la necessità del parere del medico caso per caso – un vaccino non deve essere somministrato quando è presente una controindicazione tale che il rischio di reazioni avverse è maggiore dei vantaggi indotti dalla vaccinazione. La presenza di una controindicazione a uno specifico vaccino non esclude la possibilità che possano essere somministrati altri vaccini disponibili. Come controindicazione specifica nei confronti di uno o più dei vaccini attualmente utilizzati in Italia, la Simg identifica l’ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, elencando una serie di componenti del vaccino.

Tra le informazioni generali, il documento ricorda che in caso di reazione allergica grave alla prima dose di un vaccino Covid-19 si può considerare la possibilità di utilizzare un vaccino di tipo diverso per completare l’immunizzazione. Si segnala anche che la vaccinazione anti Covid-19 non è controindicata in gravidanza.  Ci sono anche alcune false controindicazioni, che proprio in quanto tali non danno diritto al certificato di esenzione.

Tra le più comuni, l’allattamento non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione; le persone con storia di paralisi di Bell e i soggetti affetti da malattie autoimmuni possono ricevere qualsiasi vaccino autorizzato dall’Agenzia Europea del Farmaco, così come i pazienti immunocompromessi e gli oncologici in corso di radio-chemioterapia, salvo specifiche controindicazioni.

Infine persone con una storia di gravi reazioni allergiche non correlate a vaccini o farmaci iniettabili, come allergie al cibo, agli animali domestici, al veleno di insetti, all’ambiente o al lattice, possano essere vaccinate, così come coloro con storia di allergie ai farmaci orali o di storia familiare di gravi reazioni allergiche, o che potrebbero avere un’allergia più lieve ai vaccini (nessuna anafilassi).

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