Come si svolge un esame vestibolare e quando richiederlo

L'esame vestibolare serve a diagnosticare la causa e la gravità di disturbi come vertigini e instabilità, ecco come funziona

Test utilizzato per i disturbi dell’equilibrio, l’esame vestibolare è costituito da un insieme di prove capaci di indagare la gravità e l’origine di quei disturbi mediante la stimolazione delle formazioni vestibolari, da cui il nome. Cosa sono le formazioni vestibolari? Sono quelle componenti dell’orecchio interno parte del labirinto osseo e del labirinto membranoso, contenute nella piramide dell’osso temporale.

Quando richiedere l’esame vestibolare

L’esame vestibolare viene richiesto da chi soffre di disturbi dell’equilibrio, di diverso grado di intensità, come consigliato dagli esperti Amplifon. Tali disturbi si manifestano secondo due diverse modalità: le vertigini che, spesso attribuite alla cervicale, consistono in un turbamento della sensibilità spaziale che deriva da una erronea sensazione di movimento del corpo o dell’ambiente circostante; e il disequilibrio, caratterizzato invece da una sbagliata sensazione di oscillazione della stazione eretta o dall’instabilità e l’insicurezza della marcia.

È in genere proprio chi soffre di vertigini a richiedere il consulto di uno specialista. Questo, indipendentemente che si tratti di vertigini soggettive (un’illusione di rotazione dell’ambiente rispetto alla persona, temporanea e intensa, spesso accompagnata da nausea, vomito, sudorazione e tachicardia) o di vertigini oggettive (un’illusione di movimento del capo rispetto all’ambiente).

Scopo principale dell’esame vestibolare è individuare la causa dei disturbi dell’equilibrio, per verificare se il soggetto soffra di patologie periferiche o centrali: mentre le prime sono autolimitanti e non pericolose, e si risolvono spesso grazie all’adozione di un’adeguata terapia, le seconde sono più pericolose e spesso progressive.

Come si svolge l’esame vestibolare

Come spiegato sul sito web del centro medico Humanitas, l’esame vestibolare completo si svolge in due fasi, sebbene la seconda possa non essere ritenuta necessaria dallo specialista. Nella prima fase, volta a ricercare il nistagmo (insieme dei movimenti oscillatori, ritmici e involontari dei bulbi oculari), il paziente indossa degli occhiali speciali (gli occhiali di Frenzel) che permettono al medico di osservare anche i movimenti più piccoli: lo specialista muove la testa della persona per verificare quando questi compaiono, andando così ad identificare la sede della patologia per individuare la terapia da applicare.

Nel corso della seconda fase di un esame vestibolare completo, l’orecchio del paziente viene stimolato con acqua a diverse temperature (a 44°C e a 33°C) per 30 secondi, così da provocare una vertigine.

In alternativa, lo specialista ha a disposizione altre tipologie d’indagine:

  • la Babinski-Weil, o prova del cammino a stella. Il paziente viene chiamato ad eseguire quattro passi avanti e quattro indietro ad occhi chiusi: una persona con labirinto patologico tenderà a deviare verso il lato patologico;
  • la prova di Romberg, il paziente è in piedi, con le punte ravvicinate, le braccia lungo i fianchi, la testa dritta e gli occhi chiusi. Se presenta una lesione dell’apparato vestibolare, cadrà o devierà verso il lato del vestibolo malato;
  • la prova di di Fukuda – Unterberger: il paziente è chiamato a marciare sul posto sollevando le gambe a 45° per 50 passi, prima ad occhi aperti e poi ad occhi chiusi. Se un lato è malato, avrà molta difficoltà a portare a termine la prova;
  • la prova di Bárány: il paziente è seduto a occhi chiusi, con braccia tese e indici verso l’esaminatore, e deve abbassare un braccio per poi tornare alla posizione iniziale (da ripetere per entrambe le braccia). Una deviazione degli indici sul piano verticale e orizzontale superiore ai tre centimetri è indice di patologia.

Eventualmente, è possibile anche che lo specialista prescriva una TAC o una Risonanza Magnetica. Il costo dell’esame vestibolare varia in base alla struttura o allo specialista a cui ci si rivolge. Con il Servizio Sanitario Nazionale la spesa è di circa 30 euro; privatamente, supera i 50.

Esame vestibolare: preparazione ed esito

Poiché l’esame vestibolare potrebbe scatenare una vertigine, è bene che questo venga effettuato a digiuno (di almeno quattro ore); se si assumono farmaci per le vertigini, il giorno precedente è necessario sospenderli.

Se viene diagnosticata una vertigine posizionale benigna, causata da “sassolini” che si spostano all’interno delle strutture dell’orecchio, lo specialista andrà ad eseguire delle manovre liberatorie, e cioè andrà a muovere la testa e il corpo del paziente per risolvere il problema. In presenza di una patologia più grave, invece, si dovrà stabilire la corretta terapia da seguire.

L’esame vestibolare è fastidioso? A dispetto di quel che si pensa, lo è solamente se il paziente arriva alla visita con violente vertigini ma, ovviamente, lo specialista (l’otorinolaringoiatra) saprà modulare l’esame sulla base delle singole condizioni. In alcuni casi, comunque, può provocare la ricomparsa momentanea del fenomeno vertiginoso: un’evenienza questa certo non piacevole, ma da vedere positivamente in quanto può portare poi alla risoluzione della patologia che ne è la causa.

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Come si svolge un esame vestibolare e quando richiederlo