Da nord a sud la morsa del caldo si fa sentire in uno dei periodi più caldi della primavera, che in realtà è caratterizzato da temperature tipicamente estive. Gli effetti si fanno sentire, però, non solo in Italia, ma anche in Spagna, Regno Unito e Francia. Al Roland Garros di Parigi, ad esempio, anche la tennista azzurra Jasmine Paolini, che ha fatto ricorso al time-out medico anche per le elevate temperature. Un raccattapalle ha avuto un malore durante il match tra Andrey Rublev e Ignacio Buse. La sensazione di stanchezza estrema, infatti, non risparmia nessuno. Da qui i consigli per contrastare il cosiddetto “stress ambientale”.
Caldo da bollino record
Il gran caldo, dunque, non lascia il Bel Paese. Al contrario proprio in queste ore si è alzato il livello di allerta in diverse località. Sono 4, in particolare, le città da bollino rosso. Si tratta di Bologna, Firenze, Roma, Torino. Qui nelle scorse ore si erano già raggiunti i 39 gradi. Non va meglio a Bologna, dove il Sindaco, Matteo Lepore, ha deciso di accogliere la richiesta dei sindacati di fermare le attività nei cantieri del nuovo tram durante le ore centrali. “Ci deve preoccupare questo caldo a livello generale, perché avere queste temperature già a maggio significa che possiamo davvero avere mesi molto caldi durante l’estate”, ha dichiarato il primo cittadino. Il piano anti caldo è già pronto in diverse città italiane, che si preparano a un luglio altrettanto rovente. Ma ad essere preoccupati sono anche i medici.
Cambiare le abitudini per fronteggiare il caldo
“Con l’arrivo delle prime ondate di caldo è importantissimo cambiare le proprie abitudini quotidiane: evitare cibi pesanti e sughi elaborati, preferendo frutta e verdura fresca e ricca di acqua. Fondamentale mantenere una corretta idratazione bevendo molta acqua, succhi di frutta, tè e bevande fresche” spiega dalle pagine di Avvenire la vicepresidente dell’Ordine dei Medici e Chirurghi Odontoiatri della Provincia di Firenze, Elisabetta Alti.
Attenzione a chi segue terapie farmacologiche
”Con l’arrivo della stagione particolare attenzione va poi riservata a chi assume farmaci diuretici, terapie anti-ipertensive o cure ormonali, perché possono favorire una riduzione della quota idrica dell’organismo. In presenza di caldo intenso è quindi importante reintegrare adeguatamente i liquidi e rivolgersi al proprio medico in caso di variazioni della pressione arteriosa o malesseri”, ha aggiunto Alti, che ha fornito anche consigli su come vestirsi in modo più appropriato per non soffrire eccessivamente il caldo: “Il consiglio è di scegliere tessuti naturali come cotone e lino, meglio se di colore chiaro, ed evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, privilegiando il primo mattino o la sera”.
Il problema dello “stress ambientale”
Oltre ai possibili malori, soprattutto per soggetti fragili (anziani e bambini) e a rischio per patologie specifiche (cardiovascolari, circolatorie, ecc.), il caldo può nuocere a tutti, in termini di sensazione di stanchezza estrema e spossatezza. A questa si aggiungono spesso altri “sintomi” come il senso di confusione da testa ovattata. “È il problema che si percepisce quando si passa da una temperatura di tipo primaverile a un caldo repentino, con 6-8 gradi di sbalzo. In questi casi ovviamente il nostro organismo non ha il tempo di adattarsi. Veniamo esposti a uno stress ambientale maggiore del solito“, chiarisce all’Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina Interna all’università Sapienza di Roma.
Cosa cambia con l’aumento repentino delle temperature
Come spiega l’esperto, si verifica “un fenomeno di importante vasodilatazione. Questo perché il corpo deve mantenere la temperatura entro limiti normali. Quando all’esterno il termometro sale, l’organismo mette in atto tutte le reazioni per tenere la temperatura costante. Quindi si crea vasodilatazione, il che vuol dire che si abbassa la pressione. Se oltre al caldo c’è anche un tasso di umidità elevato, si ha poi una maggiore sudorazione a cui si aggiunge una perdita di liquidi attraverso il respiro”. Da qui la necessità di una sufficiente idratazione: se non si beve in modo adeguato, infatti, si rischia un ulteriore abbassamento della pressione che può portare a svenimenti, capogiri, ipotimia (senso di mancamento senza perdere del tutto conoscenza) fino a “vere e proprie sincopi“, come avverte Sesti.
I consigli per ridurre l’impatto del caldo
Anche in questo caso, il primo consiglio riguarda l’esposizione “alle temperature maggiori sottovalutando il problema”. Il suggerimento è “camminare all’ombra e scegliere luoghi ventilati, perché la ventilazione aiuta a disperdere il calore meglio”. In assenza di aria condizionata, però, le alte temperature possono impattare anche se ci si trova in ambienti chiusi: da qui il consiglio di “far circolare l’aria in modo da avere temperatura ambientale più accettabile”. Le altre raccomandazioni riguardano il cibo, con indicazioni mirate che arrivano anche dagli esperti di Humanitas Gavazzeni.
Cosa e quanto bere?
“Quando fa molto caldo, è importante mantenere un adeguato stato di idratazione del proprio organismo. Il senso di spossatezza, insieme al mal di testa, è proprio il primo sintomo della disidratazione. Per non arrivare a questo punto bisogna bere molto, da 1,5 a 2,5 litri di liquidi al giorno, in base al livello raggiunto dalle temperature esterne. Per liquidi si intende soprattutto l’acqua mentre devono essere limitate le bevande ricche di zuccheri semplici come i succhi di frutta, le spremute, le bibite gassate e i the freddi confezionati”, si legge sul sito dell’Istituto.
I cibi da privilegiare e le cotture ideali
Come indicato, frutta e verdure sono da privilegiare in caso di alte temperature. Nello specifico, le verdure “dovrebbero essere consumate crude oppure cotte al vapore o nel forno a microonde, per preservare tutte le vitamine e i minerali in esse contenute. La frutta dovrebbe invece essere consumata con la buccia, dopo averla accuratamente lavata, così da non perdere la sua componente fibrosa”, indica l’Humanitas, che spiega: “Per quanto concerne le fonti proteiche, sono da prediligere le carni bianche, il pesce e le proteine vegetali ovvero i legumi. Vanno limitati invece i formaggi e gli affettati perché sono più ricchi di grassi saturi e colesterolo. Fondamentale è scegliere metodi di cottura poveri di grassi e digeribili, ovvero alla piastra, al forno, al vapore, alla griglia o al cartoccio, insaporendo le pietanze con erbe aromatiche e spezie, con l’aggiunta di olio extravergine di oliva a crudo. Da evitare sono le fritture o le preparazioni elaborate, più difficili da digerire”.
Non saltare i pasti
Infine, una raccomandazione: meglio “ridurre le porzioni senza eliminare mai completamente interi gruppi di alimenti o, peggio ancora, saltare i pasti. Per non appesantirsi troppo ai pasti principali, è consigliabile introdurre uno spuntino a metà mattina e uno nel pomeriggio da fare, ad esempio, con frutta fresca oppure con uno yogurt magro e, ogni tanto, un gelato alla frutta o, meglio ancora, un sorbetto”.