Caldo, allarme Cyclospora negli USA: quali rischi in Italia

Complici le alte temperature e il maggior consumo di frutta e verdura, il parassita può annidarsi nel cibo o in acque contaminate. A cosa prestare attenzione

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Cresce di ora in ora l’allarme per il parassita Cyclospora negli Stati Uniti, dove sono ormai 22 su 50 gli Stati nei quali si segnalano casi, anche gravi e che hanno reso necessario il ricovero ospedaliero. Sono 1.000 le persone con infezione nel solo Michigan, ma i focolai sono diffusi. Si tratta di un agente patogeno che porta a gastroenteriti e la cui circolazione mediamente cresce nel periodo primaverile-estivo, a causa delle alte temperature e della proliferazione, specie tramite frutta, verdura e acque contaminate da feci umane. I Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CDC) e la Food and Drug Administration hanno avviato un’indagine per individuare le origini dell’epidemia, con particolare attenzione alla diffusione nell’Illinois, in Pennsylvania, Texas, nello stato di New York e nella città stessa di New York.

Boom di casi di ciclosporiasi negli USA

“Hai un fastidioso mal di stomaco che non va via? Potrebbe trattarsi di ciclosporiasi, un’infezione di origine parassitaria che causa una diarrea persistente anche per diverse settimane, che lascia debilitati, insieme a crampi e problemi intestinali”. Così la CNN spiega i sintoni e l’origine di una vera e propria epidemia che si sta registrando in diversi stati americani. “Questo tipo di infezione si verifica generalmente nei mesi estivi, ma diversi stati stanno registrando un aumento di episodi che normalmente non ci si aspetta in questo periodo dell’anno”, prosegue l’emittente statunitense.

Il sospetto di un’origine comune

Il sospetto, come riferisce anche il New York Times, è che ci possa essere un’origine comune ai diversi focolai. A causare le infezioni è il parassita Cyclospora cayetanensis, che spesso ha un esordio improvviso e può diffondersi rapidamente, soprattutto se la causa è legata alle fonti alimentari o idriche. Per questo sono in corso accertamenti approfondirti. Dal 22 giugno, per esempio, sono stati segnalati quasi 1.000 casi nel solo stato del Michigan, a fronte di una media di 50 all’anno. Ma il fatto che ci siano altri focolai contemporanei anche in aree molto distanti tra loro, come Pennsylvania o Texas o persino lo stato e la città di New York porta a ipotizzare che la causa scatenante da ricercare nel cibo servito in alcuni ristoranti messicani, negozi di alimentari o in occasione di eventi nei quali ci si è avvalsi di servizi di catering, come riporta ancora la CNN. I media americani che hanno avuto accesso ad alcune comunicazioni ufficiali del CDC e delle autorità sanitarie locali, infatti, indicano alcune specifiche categorie di alimenti che avrebbero potuto contenere il parassita.

L’origine dei focolai: il sospetto su alcuni antipasti

Dalle email scambiate tra gli enti che stanno conducendo analisi e dai primi rilievi condotti dal CORE Network (la rete coordinata della Food and Drug Administration e specializzata nella verifica di focolai), emerge il sospetto che il veicolo di trasmissione del parassita Cyclospora sia riconducibile a cipolle, cipollotti, cetrioli e coriandolo venduti in diverse località, ma forse prodotti in un unico lotto. Altri casi più ridotti in numero, ma pur sempre presenti, si sono verificati anche in Alaska, Colorado, Connecticut, Florida, Georgia, Louisiana, Massachusetts, New Jersey, North Carolina, Ohio, Tennessee, Virginia e Wisconsin.

Le particolarità del parassita

La Cyclospora è un protozoo che si riproduce sessualmente e, a ogni generazione, il DNA si modifica parzialmente. Questo lo rendo molto differente, anche nel “comportamento” rispetto a batteri come quelli che causano altre patologie analoghe. Nel caso della salmonella o dell’escherichia coli, infatti, è possibile sequenziare il genoma in modo puntuale. Le peculiarità della Cyclospora, invece, rendono più difficile “tipizzare”, cioè classificare in modo univoco, il parassita, per il quale diventa complicato procedere con analisi di laboratorio accurate. Un’altra differenza sta nel fatto che l’infezione data dal parassita – soprattutto tramite le oocisti che si trovano nelle feci delle persone contagiate – si trasmettono meno facilmente da persona a persona, perché impiegano circa 7-14 giorni a diventare infettanti nell’ambiente esterno. Tutto questo, se da un lato questo rappresenta un vantaggio nelle modalità di infezione meno rapide, dall’altro rende più complicato risalire alle cause scatenanti originali del focolaio, perché la principale fonte di diagnosi è quanto viene riferito dai pazienti.

Dove si annida la Cyclospora

Le fonti del contagio, come ricordano gli esperti, sono soprattutto in acque contaminate dal parassita o in frutta e verdura fresche. In particolare, però, la Cyclospora può trovarsi anche in erbe come il coriandolo, che risultano più difficili da lavare in modo accurato. Stando alle analisi condotte finora, gli alimenti che avrebbero potuto dar luogo alle epidemie sono stati i lamponi (12 focolai), il basilico (11), insalate (8), coriandolo (6), mix di frutta (6), lattuga (2) e piselli mangiatutto (2).

Il rischio in Italia: come prevenire l’infezione

Come spiega l’ASST Grand Ospedale Metropolitano Niguarda, la ciclosporiasi è una malattia infettiva classificata come “non comune”. La prevenzione passa dalle norme di igiene comuni, in questo caso con specifici accorgimenti. Dal momento che il parassita risulta difficile da rimuovere con un lavaggio superficiale con acqua, può rendersi utile ricorrere anche ad “additivi”. Ad esempio, secondo uno studio norvegese del 2021, il lavaggio con acqua e aceto sembra essere più efficace. Il fatto che il parassita possa annidarsi anche in piccole fessure o pori, come nel caso dei lamponi, però, non riesce a ridurre a zero il rischio. Attenzione anche alle acque: la trasmissione può avvenire, infatti, anche in piscina, nei laghi o in luoghi come i parchi acquatici dove ci sia acqua contaminata.