Focolaio di salmonella per noodles, oltre 100 casi in Europa. Le raccomandazioni degli esperti per chi viaggia

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Quella registrata dalle autorità sanitarie europee è una vera epidemia, che in Europa ha coinvolto diversi Paesi. I casi – oltre 100 complessivamente, con 49 ricoveri – sono stati segnalati in Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Svezia e Regno Unito. Ad essere colpiti sono stati soprattutto bambini e giovani, che avevano consumato noodle aromatizzati al pollo, prodotti da un’azienda ucraina. Da qui i consigli degli esperti per chi viaggia in Europa e all’estero, sulle norme igieniche da seguire e controllare.

L’epidemia di salmonella da noodle

Secondo le analisi e le valutazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), a scatenare l’epidemia di salmonella Stanley registrata in Europa e nel Regno Unito sono stati i noodle aromatizzati commercializzati da uno stesso marchio e ritenuti al momento la “fonte più probabile” del contagio. Le infezioni segnalate complessivamente da novembre 2025 a marzo 2026 sono state 106, in 13 Paesi dell’UE e dello Spazio economico europeo, ma anche nel Regno Unito.

L’origine del contagio

Le indagini, scattate da parte delle autorità europee dopo i primi episodi di malesseri e ricoveri, hanno portato a individuare la probabile fonte di contaminazione in alcuni noodle istantanei aromatizzati, in particolare quelli al gusto pollo e pollo piccante. I casi più gravi hanno interessato soprattutto giovani e giovanissimi, con diversi casi di ricorso alle cure ospedaliere. “Le indagini epidemiologiche hanno rilevato che i casi in Danimarca, Estonia, Germania, Lettonia e Lituania riguardavano prodotti a base di noodle aromatizzati della stessa marca”, hanno spiegato in una nota Efsa ed Ecdc.

Le analisi di laboratorio e la conferma

Le successive analisi di laboratorio sui prodotti sequestrati hanno confermato che il ceppo responsabile dell’epidemia nei primi Paesi era dello stesso tipo di quello individuato in altri lotti di cibi istantaneo venduti in Germania e Lituania, a loro volta responsabili di altre infezioni. Da qui il collegamento con i noodle istantanei già sospettati di essere l’origine del focolaio, realizzati da un unico produttore con sede in Ucraina. La contaminazione, dunque, sarebbe avvenuta all’interno dello stabilimento nel quale sono prodotti e confezionati i piatti pronti. Resta, però, a da chiarire come sia avvenuta la contaminazione stessa, se nelle fasi di lavorazione del cibo o se a causa di uno degli ingredienti utilizzati.

L’attenzione sui piatti pronti

Il caso, sia per le dimensioni sia per le modalità con cui è nato il focolaio, ha attirato l’attenzione degli esperti di alimentazione, nutrizione e igiene sulle caratteristiche del prodotto stesso, che può prestarsi a continuare a causare nuovi episodi di salmonellosi: si tratta, infatti, di piatti pronti a lunga conservazione. Significa che diversi cibi, prodotti contemporaneamente ai primi già fonte di infezione, potrebbero ancora essere in circolazione e non ancora consumati. “È quindi probabile che si verifichino ulteriori infezioni, soprattutto perché questi prodotti hanno una lunga durata di conservazione e possono rimanere nelle cucine domestiche per periodi prolungati”, hanno sottolineato Efsa ed Ecdc.

Le raccomandazioni ai consumatori

Da qui anche le prime raccomandazioni ai consumatori, come il richiamo a prestare attenzione a possibili ritiri di noodle istantanei che si rendessero necessari da parte delle autorità dei Paesi coinvolti, dopo i necessari controlli. “I consumatori non devono consumare i prodotti oggetto del richiamo e devono restituirli al punto vendita o smaltirli”, spiegano le agenzie europee deputate alla sicurezza alimentare dei cittadini UE. Un altro consiglio è a seguire in modo scrupoloso le modalità di preparazione dei cibi, nello specifico dei noodle istantanei, evitando il consumo crudo o una cottura parziale. Il fatto che siano definiti “istantanei” non significa, infatti, che possano essere mangiati previa ultimazione della cottura. Massima attenzione va prestata anche alle norme di igiene: maneggiare i cibi crudi o non del tutto cotti, poi toccare altri oggetti che vengono a contatto diretto con la bocca o altri alimenti può comportare, infatti, dei rischi per la salute.

Ulteriori monitoraggi in corso

“Le autorità per la sicurezza alimentare sono invitate a proseguire le indagini sui prodotti sospetti come fonte di infezione e a identificare l’origine della contaminazione, compresa la sua eventuale correlazione con uno o più ingredienti”, hanno poi rassicurato sia l’Efsa che l’Ecdc.

Cos’è la salmonella, i rischi

Come ricorda il portale Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità, “La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche. È stata segnalata per la prima volta nel 1886, in un caso di peste suina, dal medico americano Daniel Elmer Salmon. La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti (i cosiddetti sierotipi), ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono Senteritidis e S. typhimurium”.

I sintomi da non sottovalutare

Quanto ai sintomi, “La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario). I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati (ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore) e si protraggono per 4-7 giorni. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero. Le salmonellosi nell’uomo possono anche causare lo stato di portatore asintomatico”.