BMI o Indice di Massa Corporea: come calcolarlo

L’indice di massa corporea è un indicatore importante per valutare il proprio peso. Ecco come si calcola

Serena Allevi Editor specializzata in Salute & Benessere Da sempre innamorata della scrittura e dei libri, lavora come editor e copywriter da circa vent’anni nel mondo del benessere a tutto tondo.

Quando parliamo di peso ideale o di dieta, è comune il riferimento ad un parametro indicativo del nostro stato di forma. Questo indicatore è il BMI, o Indice di Massa Corporea (dall’inglese, Body Mass Index). Si tratta di un indice di tipo biometrico (ricavato cioè da caratteristiche fisiche o comportamentali uniche e identificative di una persona) utilizzato come base dagli specialisti per avere un’indicazione approssimativa del peso ideale di un individuo e costruire così una strategia efficace per migliorare lo stato di salute personale.

Cos’è e come si calcola

L’indice di massa corporea è un indicatore che esprime il rapporto tra il peso (kg) e il quadrato dell’altezza (m2). Ovviamente si tratta di un indice che va contestualizzato all’interno di una valutazione ben più ampia, la quale deve necessariamente includere anche altre tipologie di dati importanti come l’età, la costituzione e la struttura ossea, le percentuali di massa grassa e massa magra, l’anamnesi dell’individuo (presenza di particolari patologie, ereditarietà) e il sesso di appartenenza. Il BMI è dunque molto importante ma va inserito all’interno di un quadro d’insieme che dev’essere tracciato da uno specialista: utilizzare il BMI con un’interpretazione “fai da te” non è una buona idea!

Fatte le dovute premesse, quindi, specifichiamo i valori di riferimento individuati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che definiscono per l’adulto una condizione di:

  • normopeso con un BMI compreso tra 18,5 e 24,9;
  • sovrappeso con un BMI di 25 e di obesità con un valore uguale o superiore a 30;
  • sottopeso, con un BMI che non raggiunge il valore di 18,5.

I valori soglia del BMI nei bambini o nei giovani fino ai 19 anni d’età sono invece riportati in tabelle di riferimento ad hoc.

Qual è il peso giusto per la mia altezza?

Innanzitutto, come già abbiamo accennato, è fondamentale che al calcolo del BMI si abbini anche la valutazione di tutte le altre variabili che intervengono nell’individuazione del “peso ideale”. Dunque, anche se l’indice di massa corporea può essere calcolato in modo semplice e veloce da sé, per ottenere una valutazione completa del proprio stato di forma è consigliabile consultare uno specialista (dietologo, nutrizionista), soprattutto laddove sia presente un valore di BMI lontano dalla fascia del normopeso.

Per il calcolo, basta misurare l’altezza ed il peso (questo valore è bene sia misurato più volte di seguito al mattino, a digiuno e senza abiti, sempre nello stesso momento) e poi calcolare il rapporto tra il peso e l’altezza elevata al quadrato. A quel punto si otterrà il valore esatto del BMI, che dovrà poi essere confrontato con le tabelle di riferimento. La formula in breve è la seguente:

BMI = (peso in kg) : (altezza in metri x altezza in metri)

Facciamo un esempio pratico. Se si è alti 1,70 metri e si pesa 70 kg, si dividerà 70 per il quadrato di 1,70. Dunque 70:2,79. Il risultato (24,22) è il BMI, in questo caso si tratta di un valore normopeso ma vicino alla soglia del sovrappeso.

Sul sito del Ministero della Salute, è possibile utilizzare un tool di calcolo automatico.

BMI e diabete

Il BMI è un indice che si è rivelato molto utile anche in alcuni campi di ricerca, soprattutto per lo studio delle malattie del metabolismo. Per esempio, per quanto riguarda il diabete di tipo 2 si è scoperto che conta certamente il fattore ereditario ma che è altresì fondamentale il valore dell’indice di massa corporea dell’individuo. Quest’ultimo, infatti, contribuirebbe a diminuire oppure ad innalzare la probabilità di sviluppare una forma di diabete in chi è già geneticamente predisposto.

La ricerca sul tema è stata condotta dall’Università di Cambridge in collaborazione con l’Università Statale di Milano e i suoi risultati sono stati presentati in occasione del Congresso ESC 2020.1. Lo studio ha preso in considerazione sia il rischio ereditario sia il BMI di un gruppo di individui, evidenziando come il campione con BMI più elevato avesse un rischio di sviluppare il diabete di ben 11 volte maggiore rispetto a coloro che presentavano un indice di massa corporea più basso.

Un valore elevato di indice di massa corporea è quindi risultato essere un fattore di rischio più rilevante rispetto alla sola componente genetica, per quanto riguarda la predisposizione a sviluppare il diabete. Mantenere uno stile di vita sano e un peso nella norma, sono dunque basi essenziali per evitare di incorrere in questa patologia. A maggior ragione se esiste familiarità e con l’avanzare degli anni.

Fabbisogno calorico e BMI

Come abbiamo detto, l’indice di massa corporea è un valore che va inserito in un contesto più ampio di variabili. Se il BMI di un individuo rientra in una fascia diversa da quella del normopeso, sarà necessario consultare uno specialista per valutare appunto tutto le altre variabili (età, sesso, malattie pregresse, plicometria con misurazione del grasso addominale o viscerale, percentuale di massa magra e di massa grassa) e stabilire così un adeguato quantitativo di calorie da assumere durante la giornata.

In conclusione, il BMI può rivelarsi utile come indicazione generale sul proprio peso forma e come punto di partenza per decidere eventualmente di affidarsi ad uno specialista al fine di avvicinarsi al proprio peso ideale e prevenire patologie e disturbi correlati ad un eccesso o carenza ponderale.

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