Principessa Leonor di Spagna, l’incubo nascosto ai Mondiali 2026. Arrestato un uomo di 50 anni

La figlia di Letizia di Spagna vittima di uno stalker durante i Mondiali in America: un uomo voleva sposare Leonor ed è stato arrestato dall'FBI

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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Mentre la Spagna festeggiava la conquista dei Mondiali 2026 e le immagini della Principessa Leonor sorridente accanto a Felipe, Letizia e all’Infanta Sofia facevano il giro del mondo, dietro le quinte si consumava una vicenda che nessuno conosceva. Lontano dai riflettori, la futura Regina di Spagna è stata al centro di un delicato incidente di sicurezza gestito dall’FBI: un uomo la cercava con insistenza negli Stati Uniti, convinto di doverla sposare. Un episodio rimasto nascosto per settimane ed emerso solo ora grazie ai rapporti interni delle forze di polizia che hanno vigilato sul torneo.

Leonor di Spagna e l’incidente nascosto ai Mondiali: l’uomo arrestato dall’FBI

Il caso si è verificato in un hotel di Houston, dove un uomo di circa cinquant’anni è stato notato in più occasioni mentre chiedeva informazioni sulla Principessa delle Asturie e sul suo alloggio.

Secondo quanto ricostruito dai rapporti di polizia, l’individuo insisteva nel volerla incontrare il prima possibile, arrivando ad affermare: “Devo tornare a casa con lei” e “Ho intenzione di sposarla”.

Gli agenti dell’IPCC lo hanno fotografato, identificato e sottoposto a interrogatorio prima di procedere all’arresto. L’indagine ha accertato che non era cittadino spagnolo e che soffriva di problemi di salute mentale. L’episodio è stato classificato come un incidente di minore entità, ma ha comunque fatto scattare tutti i protocolli previsti per la protezione delle personalità presenti ai Mondiali 2026.

A coordinare l’intera operazione è stata proprio l’International Police Cooperation Center, organismo guidato dall’FBI e composto da agenzie federali statunitensi e dalle forze di polizia dei Paesi partecipanti. Il suo compito è stato quello di monitorare qualsiasi minaccia nei confronti della Coppa del Mondo, delle delegazioni e dei numerosi ospiti istituzionali presenti nelle città che ospitavano le partite. Tra gli investigatori impegnati nel caso figuravano anche un ispettore della Polizia Nazionale spagnola e un tenente della Guardia Civil.

Fortunatamente la situazione è stata risolta senza conseguenze e Leonor, insieme ai genitori e alla sorella ha potuto continuare a seguire il torneo fino alla finale di New York senza alcun problema.

Dalle minacce di bomba ai biglietti falsi ai Mondiali 2026

Quello che ha coinvolto la Principessa è stato soltanto uno dei numerosi episodi affrontati dall’IPCC durante la competizione calcistica. I rapporti interni raccontano infatti anche di una minaccia diffusa sui social in vista della sfida tra Spagna e Portogallo, dove un utente ha annunciato l’intenzione di entrare allo stadio “con una bomba alla cintura”. Dopo approfondite verifiche, gli investigatori hanno scoperto che dietro quel messaggio si nascondeva una ragazza minorenne residente nel Sud-est asiatico, escludendo così qualsiasi rischio concreto.

Poche ore più tardi è arrivata anche una minaccia di bomba contro l’hotel di Los Angeles destinato a ospitare la nazionale spagnola. In quel caso gli investigatori hanno ritenuto credibile l’allarme, decidendo di bonificare completamente la struttura prima dell’arrivo della squadra.

Durante i Mondiali sono stati inoltre arrestati due cittadini spagnoli: uno accusato di aver venduto biglietti falsi e un altro di aver invaso il terreno di gioco negli ultimi minuti della partita tra Argentina e Inghilterra. Le indagini hanno escluso qualsiasi collegamento con organizzazioni terroristiche o gruppi di hooligan.

Nei documenti emerge persino il livello di attenzione riservato agli spostamenti di Re Felipe. Prima della partita contro l’Uruguay, disputata in Messico, gli esperti avevano valutato l’eventualità che la presenza del sovrano potesse alimentare tensioni legate a questioni storiche tra i due Paesi.

Solo dopo un incontro istituzionale con il presidente messicano le autorità hanno dato il via libera alla partecipazione del monarca, escludendo anche possibili criticità derivanti dal clima politico tra Spagna e Stati Uniti.

La protezione di Leonor resta una priorità

L’episodio di Houston dimostra quanto la sicurezza di Leonor sia diventata una priorità assoluta per la Casa Reale spagnola. Non è la prima volta che l’erede al trono finisce al centro di un caso legato alla sua protezione.

Solo pochi mesi fa Palazzo Zarzuela aveva deciso di intraprendere un’azione legale dopo la diffusione non autorizzata di fotografie scattate alla principessa durante una visita privata in un centro commerciale mentre era impegnata nell’addestramento militare sulla nave scuola Juan Sebastián de Elcano.

La decisione di intervenire contro i responsabili della diffusione delle immagini aveva segnato un cambio di passo nella tutela della privacy della futura Regina. Il caso emerso dai rapporti dell’IPCC conferma che ogni suo spostamento viene pianificato con estrema attenzione e che, dietro le immagini delle celebrazioni e degli eventi pubblici, lavora una complessa macchina organizzativa incaricata di prevenire qualsiasi potenziale minaccia.