Il tema non è piacevole, ma l’estate 2026 ha reso i bocchettoni della piscina un osservato speciale e un tema discusso. Le recenti tragedie che hanno coinvolto alcuni bambini hanno infatti acceso un dibattito nazionale sulla sicurezza degli impianti.
Ciò ha spinto il legislatore a intervenire con norme più severe, che non riguardano solo le piscine comunali o quelle dei centri sportivi. Le nuove disposizioni interessano anche le strutture condominiali e quelle ad uso collettivo, cioè impianti privati a cui accedono più persone.
Ma prima di parlare di legge, occorre capire il funzionamento dei sistemi di filtraggio, quando un bocchettone può diventare pericoloso e quali obblighi ricadono sugli amministratori di condominio, in modo da avere maggiore consapevolezza su questo argomento.
Gli incidenti restano eventi rari, per fortuna, ma conoscere i meccanismi di sicurezza aiuta a comprendere quali caratteristiche dovrebbe possedere un impianto a norma e quali verifiche devono essere effettuate a cadenza regolare.
Indice
Quando i bocchettoni della piscina possono diventare pericolosi
I bocchettoni di aspirazione fanno parte dell’impianto di ricircolo dell’acqua. Il loro compito consiste nell’aspirare l’acqua verso il sistema di filtrazione, dove viene depurata e poi reimmessa nella vasca.
Il problema nasce quando la forza di aspirazione è tale da creare il cosiddetto effetto ventosa. In questa situazione una parte del corpo, un costume o i capelli possono rimanere bloccati contro la griglia di aspirazione, rendendo difficile liberarsi senza interrompere il funzionamento della pompa.
La pericolosità aumenta soprattutto quando:
- il bocchettone è unico e concentra tutta la forza di aspirazione in un solo punto;
- la griglia è danneggiata, rotta o assente;
- il sistema non ha dispositivi progettati per limitare il vuoto creato dall’aspirazione;
- la manutenzione dell’impianto è carente.
Le moderne norme tecniche puntano invece su meccanismi in grado di ridurre questo rischio attraverso griglie specifiche, prese multiple e dispositivi antintrappolamento conformi agli standard europei.
Come funziona il sistema di filtraggio di una piscina
Per capire l’importanza dei bocchettoni è utile comprendere il funzionamento dell’intero circuito idraulico. L’acqua viene aspirata dalla piscina attraverso gli skimmer, gli scarichi di fondo e gli altri punti di aspirazione.
Dopo raggiunge il filtro, dove vengono eliminate impurità, residui organici e particelle sospese. Una volta trattato e disinfettato, il liquido ritorna nella vasca attraverso le bocchette di mandata.
L’intero ciclo avviene in modo continuo e permette di mantenere l’acqua pulita, trasparente e sicura dal punto di vista igienico. Ma visto che il sistema lavora in continuo in pressione e depressione, ogni componente deve essere progettato e installato nel modo corretto.
In pratica, l’obbligo è di seguire precise norme tecniche, evitando che la forza di aspirazione possa trasformarsi in un rischio per i bagnanti.
Sistema di filtraggio piscine: bocchettone VS skimmer
Gli skimmer e i bocchettoni vengono spesso confusi, ma va ricordato che svolgono funzioni distinte. Lo skimmer è l’apertura posta lungo il bordo della piscina che raccoglie l’acqua superficiale, dove si accumulano foglie, insetti, residui organici e altre impurità galleggianti.
I bocchettoni di aspirazione, invece, possono trovarsi sul fondo oppure sulle pareti della vasca e sono collegati al circuito di ricircolo. Sono proprio questi componenti che, se non progettati o manutenuti nel modo giusto, possono generare l’effetto risucchio.
Le bocchette di immissione, infine, svolgono il percorso opposto, reintroducendo nella piscina l’acqua filtrata. Fare questa distinzione tra le tre componenti è fondamentale, soprattutto per capire il senso delle nuove disposizioni legislative sul tema.
Un modo per comprendere perché le nuove norme si concentrino soprattutto sulle prese di aspirazione e non sugli skimmer.
Cosa cambia con la nuova legge sulla sicurezza delle piscine
Il Parlamento italiano, a seguito dei gravi episodi avvenuti nel corso di questa estate, ha approvato una stretta sul tema sicurezza delle piscine, inserita nel decreto Sport.
Le disposizioni prevedono che gli impianti pubblici, quelli privati aperti al pubblico e quelli ad uso collettivo dispongano di sistemi di aspirazione conformi agli standard contro l’effetto ventosa. In caso contrario può scattare la chiusura dell’impianto fino alla completa messa a norma.
In parallelo è stato istituito anche un fondo di 4,7 milioni di euro destinato ad agevolare gli interventi di adeguamento delle piscine pubbliche. Le norme tecniche di riferimento restano quelle elaborate dagli organismi di normazione europei e recepite in Italia.
Sono queste che definiscono i requisiti di sicurezza dei componenti di aspirazione, delle griglie e delle attrezzature installate nelle piscine pubbliche.
Gli adeguamenti richiesti per le piscine condominiali
La questione adeguamenti delle piscine private o condominiali è uno degli aspetti che interessa i proprietari di casa.
La nuova disciplina, come accennato, non riguarda solo le piscine comunali o gli impianti sportivi, ma anche quelle ad uso collettivo, categoria nella quale rientrano numerose piscine condominiali.
Ciò significa che, laddove l’impianto presenti caratteristiche riconducibili a questa tipologia, l’amministratore e il condominio dovranno verificare che il sistema di aspirazione rispetti i requisiti richiesti dalla normativa.
Va detto, ogni situazione dovrà essere valutata in base alle caratteristiche dell’impianto e alla sua classificazione. Ma è probabile che nei prossimi mesi si avviino controlli tecnici e verifiche straordinarie per accertare la conformità dei sistemi esistenti.
Come riconoscere una piscina sicura
Per chi frequenta una piscina non è semplice stabilire se tutti gli impianti siano conformi, perché molte verifiche richiedono competenze tecniche. Ci sono però alcuni elementi che meritano un occhio di riguardo e che identificano impianti ben manutenuti:
- griglie integre e ben fissate;
- assenza di componenti danneggiati o mancanti;
- impianto sottoposto a manutenzione periodica;
- presenza di personale responsabile nelle strutture aperte al pubblico;
- documentazione tecnica e controlli aggiornati, quando previsti.
Non sempre è possibile capire a prima vista se un bocchettone sia davvero conforme agli standard più recenti. Per questo la manutenzione professionale e i controlli periodici rappresentano il principale strumento di prevenzione.
La manutenzione delle piscine resta la migliore forma di prevenzione
Le nuove norme rappresentano un passo importante, ma la sicurezza di una piscina dipende anche dalla corretta gestione dell’impianto.
Le verifiche periodiche consentono infatti di individuare griglie deteriorate, anomalie dell’impianto idraulico, componenti usurati o sistemi di aspirazione non più conformi agli standard più aggiornati.
Per questo motivo, soprattutto nelle piscine condivise da più famiglie, la manutenzione non dovrebbe essere considerata soltanto un adempimento tecnico, ma una vera e propria misura di prevenzione dai rischi.
I recenti fatti di cronaca hanno dimostrato quanto anche componenti all’apparenza marginali possano invece assumere un ruolo determinante nell’incolumità di chi adopera la piscina. Ora che lo sappiamo, guai a sottovalutare l’importanza dei controlli regolari degli impianti.