Pensavo fosse amore. E invece no

Attrazione, intesa, passione non sempre bastano a significare l'amore. Com'è accaduto all'amica che non è riuscita a ricambiare il "ti amo" detto dal partner. Non è incapacità di amare, ma onestà e coerenza. Ecco perché

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Redazione

DiLei è il magazine femminile di Italiaonline lanciato a febbraio 2013, che parla a tutte le donne con occhi al 100% femminili.

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L’amore non è quasi mai un sentimento lineare: ha tante variabili che possono confonderne il percorso, soprattutto perchè si intreccia con l’attrazione, l’intesa mentale e la passione fisica. Spesso, all’inizio di una relazione, queste esperienze si mescolano in un insieme di emozioni travolgenti che può essere difficile da decifrare – ma bellissimo da vivere.

L’attrazione e l’intesa forse non bastano

La tua storia aveva molti ingredienti importanti: attrazione, complicità, divertimento, affinità di interessi e una forte intesa fisica. Questi sono elementi meravigliosi per una relazione, che ci fanno sentire coinvolte e emozionate. Ma non sempre coincidono con ciò che ognuna di noi definisce amore.

Infatti, in una situazione del genere può accadere di confondere l’attrazione con l’amore. L’attrazione è istintiva, immediata, quasi fisica: è quella scintilla che ti fa sentire viva, desiderata, unica. L’intesa, invece, è la sensazione di essere in sintonia con l’altro, di capirsi solo con uno sguardo senza bisogno di troppe parole, ma anche di ridere insieme delle stesse cose. Attrazione e intesa sono importantissime, ma non bastano da sole a costruire un amore profondo e duraturo.

Un storia intensa ma…

Tu hai provato tutto questo con lui, e per questo la storia è stata così intensa. Ma quando lui ti ha detto “Ti amo”, hai avvertito uno stop interiore. Non perché non provassi nulla – sicuramente l’attrazione per quel ragazzo era autentica – ma perché quel “ti amo” richiedeva qualcosa di più: una scelta impegnativa, una visione di futuro, una connessione che va oltre le emozioni del presente. E non hai sentito di esserne convinta.

Ma non è un il segno di aridità o incapacità di amare: è semmai la prova che il tuo cuore è più razionale e lungimirante di quel che credi. Infatti sa distinguere tra ciò che ti fa stare bene ora e ciò che ti renderebbe felice domani, con un partner che ha quel “twist” in più che ti fa davvero innamorare.

Una risposta onesta

La tua risposta, “Ti voglio bene”, è stata onesta. Non era una bugia, né una scusa: era la verità, pura e trasparente. Il “ti amo” non ti è venuto perché, per te, quelle parole hanno un peso importante e profondo. Per alcune persone, “ti amo” è un impegno, una promessa, una dichiarazione che va oltre il sentimento del momento. Per altre, è un modo per esprimere un’attrazione travolgente.

Tu, in quel momento, non eri pronta a fare quella promessa. Corretto e ineccepibile. Solo che poi sei stata male per non aver ricambiato la dichiarazione del tuo lui, vulnerabile nell’aver manifestato il suo sentimento senza filtri a te che hai risposto negando un amore che in effetti non c’era.

Niente sensi di colpa

Non sentirti in colpa: devi invece essere fiera della tua sincerità, verso quel ragazzo e verso te stessa. L’amore è un dono che si fa solo quando lo si sente innegabile e totale, quando ci si sente disposti a giocarsi il tutto per tutto per stare con qualcuno con cui immaginiamo un domani insieme e un percorso condiviso, senza compromessi o rinunce. Magari poi non va necessariamente così, ma l’amore – come ben sappiamo – segue traiettorie che non sempre corrispondono alle nostre aspettative.

Quel dolore inaspettato

È normale che la fine di una relazione così intensa ti abbia fatto stare male. Anche se non ti vedevi in un futuro con lui, il dispiacere che hai sentito è la prova che quella storia ha avuto un significato importante per te: è il segno che hai investito emozioni, pensieri e energie in qualcosa che, per un periodo, ti ha resa felice. E ti ha dato tanto: batticuori, piacere, sorrisi, ricordi. Ovvero, esperienze preziose da custodire nel timeline della tua vita.

Il dolore, in questo caso, non è la dimostrazione che avresti dovuto restare con lui. È invece la conferma che sei una persona sensibile e leale. Non c’è contraddizione nel dire che non vedevi un futuro con lui e, allo stesso tempo, soffrivi per la sua mancanza. Le emozioni non sono in/out, sì/no, bianco/nero: sono fatte di sfumature, chiaroscuri, percezioni indefinibili e anche dissonanti.

Allora, non sei capace di amare?

Assolutamente no. Anzi, la tua storia dimostra il contrario. Amare non significa solo provare un sentimento travolgente, ma pure saper ascoltare se stesse, accettando anche reazioni diverse da quelle che ci aspettiamo. Tu hai amato questa persona a modo tuo: con la passione, la condivisione, la complicità. Ma hai anche amato te stessa abbastanza da non forzare un sentimento che non sentivi.

Cerca l’amore che vuoi davvero

Non giudicarti per non aver detto “ti amo”, né per essere stata felice e poi triste. Può succedere di non sentire l’impulso e il desiderio profondo di costruire un progetto con un partner peraltro molto desiderato fisicamente e molto in sintonia con noi.

Insomma, quando ci troviamo di fronte a un “Ti amo”, chiediamoci “È questo l’amore che voglio? È questa la persona con cui mi vedo davvero bene, senza se e senza ma?”. La decisione migliore, più onesta, più rispettosa è quella di non mentire a se stesse, anche a costo di deludere lui. Questo non significa non saper amare, ma essere consapevoli di ciò che vogliamo veramente.