L’arte della solitudine non è stata compresa: più della metà degli italiani la soffre

Perché stare in compagnia, a ogni costo, non è essenziale alla nostra felicità. Ma non tutti lo hanno compreso

Per alcuni di noi, stare da soli, è una vera e propria necessità, un momento tutto nostro che ci fa comprendere le cose che davvero contano, che ci permette di ascoltarci e di ritrovarci. Tuttavia ci sono persone che hanno profondamente paura della solitudine; una condizione, questa, che comporta a vivere in uno stato perenne di tristezza e sconforto.

Eppure, a guardare tutta questa frenesia e il disordine dei giorni che viviamo, la solitudine sembra l’ultimo baluardo di intimità più autentica, quello che può permetterci di comprendere davvero chi siamo e cosa vogliamo. Con questo non vogliamo negare quanto possa farci bene stare in compagnia delle persone che amiamo, o abbandonarci agli abbracci confortanti di chi ci vuole bene. Tuttavia, la solitudine ci permette di apprendere l’insegnamento più prezioso di tutti: imparare a stare bene con noi stessi per stare bene con il mondo intero.

Ma la verità è che la maggior parte delle persone è ancora terrorizzata dalla solitudine. Nel nostro Paese, per esempio, secondo uno studio pubblicato da Il Sole 24 ore, più della metà degli italiani soffre di solitudine. E no, questa non è una condizione che riflette lo stato di emergenza sanitaria in corso.

Già nel 2015, infatti, l’Eurostat aveva portato alla luce un aumento sempre crescente di persone che si sentivano sole. Nel 2018, invece, secondo il Rapporto Annuale Istat, circa 3 milioni di persone avevano affermato di non avere amici e di sentirsi sole, mentre 8,5 milioni avevano dichiarato di vivere da sole, una condizione a quanto pare non compresa nella sua potenzialità.

Oggi, invece, il 55% degli italiani soffre di solitudine, un dato che riguarda soprattutto i giovani che vanno dai 18 ai 34 anni. Un sentimento, questo, acuito sicuramente dall’impossibilità di frequentare amici, locali e luoghi pubblici, ma che ritrova, come abbiamo visto, le sue radici in tempi più lontani.

Forse è proprio la mancanza della vita frenetica che vivevamo fino a qualche tempo fa a creare dei grandi vuoti senza la presenza di tutte quelle abitudini che caratterizzavano la nostra giornata. E ci siamo illusi di essere in grado di stare da soli, soppiantando quei momenti di apparente solitudine con i social e i rapporti virtuali che hanno incrinato, ancora di più, quella capacità di stare bene solo con noi stessi.

Perché stare in compagnia, non è una condizione essenziale per essere felici e, anzi. È dalla solitudine che possiamo temprare la nostra forza interiore e ritrovarci. Secondo uno studio condotto dalla Rochester Universtity, grazie alla solitudine possiamo dare ascolto ai nostri impulsi più autentici e primordiali e trovare uno stato di calma e di serenità, a patto però che questa sia una scelta consapevole.

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