Il grande braccino corto

Ordina un panino, patatine fritte e una birra, mentre voi bevete solo un caffè. Quando arriva il conto, vi lascia prendere il portafoglio e pagare tutto. Se brontolate, borbotta controvoglia: «E va bene, posso anche permettermi di offrirti un caffè». Il che non gli impedirà di precipitarsi a comprare una decina di cd o dei jeans Kalvin Klein per sé: ecco il paradosso del Grande Braccino Corto. Quando si tratta di lui, il credito è illimitato.
Tiene il conto persino al cinema: si assicura che paghiate a turno, e ve lo fa anche notare. La sua casa non mente: frigo minimalista pieno di yogurt scaduti, bar pieno solo di bottigliette mignon, armadi pieni di cibi in scatola rubati ai suoi vecchi.
È patetico quando tenta di fare il signore: vi offre un mazzo di fiori comprato in fretta e furia (si nota chiaramente dalla confezione), il parcheggio, il biglietto della metro o dell’autobus e alcuni pacchetti di caramelle sottovuoto in vendita alla cassa nel suo supermercato (convinto così di fare colpo sulla bambina che è in voi).
E non si smentisce neanche con i suoi amici: se uno di loro prende il dolce, lui calcola quanto dovrà pagare in più. Afferma di non bere vino, a meno che non ci sia una bottiglia offerta dalla casa, precisando poi, al momento di pagare: «Non calcolo il vino, perché ho bevuto solo la bottiglia compresa nel prezzo».
Uscire con lui diventa un incubo ogni volta che si tratta del suo portafogli: gli stratagemmi che usa per non metterci mano sono infinitamente meschini. Non ha problemi a trattarvi come uno dei suoi amici, per lui: «La donna è uguale all’uomo, si è battuta per questo, no?». 

Tre indizi che non mentono mai

  • Cenate soli per la prima volta, lui divide il conto a metà e vi dà il resto contando anche i centesimi. Vi invita fuori a mangiare la sera, paga con i suoi ticket per il pranzo e poi chiede il resto
  • Non ha un cellulare, tranne quando la ditta per cui lavora gliene dà uno. Chiede in prestito il vostro con estrema nonchalance. Non ha un’auto o, se ne ha una, fa in modo di usare sempre quella di qualcun altro se bisogna andare fuori città
  • Se lo invitate a casa di amici, arriva a mani vuote, mangia come un lupo e soprattutto non ringrazia mai. Non compra un regalo per il compleanno del suo migliore amico ma scova nella sua cucina una bottiglia di spumante scadente che qualcun altro gli avrà regalato. Tra amici queste piccolezze non contano!

Tratto da: Hélène Prost, L’uomo giusto. Trovarlo, tenerlo, mollarlo – Morellini Editore

Il grande braccino corto